28/2/2019

Prevenzione primaria delle malattie cardiovascolari: quali sono le differenze tra i vari tipi di statine?

www.journals.elsevier.com/american-heart-journal
Si parla solitamente di statine come “classe” di farmaci, ma ci sono differenze tra i vari tipi nella prevenzione primaria? E’ stato recentemente pubblicato uno studio che cerca di rispondere a questo quesito.

L'uso delle statine per prevenire la ricorrenza di eventi coronarici e vascolari in pazienti con patologie cardiovascolari note è poco contestata. Continua invece il dibattito sul ruolo delle statine nella prevenzione primaria. Mentre alcuni, inclusi gli autori delle più rilevanti linee guida, vedono nelle statine un grande potenziale per ridurre il carico di CVD e ne raccomandano l’utilizzo per tutta la vita a milioni di individui sani, altri sostengono che non vi sono evidenze sufficienti.

Le attuali linee guida hanno utilizzato i risultati di revisioni sistematiche e meta-analisi, che presentano limitazioni. Innanzitutto, alcuni delle precedenti meta-analisi riportato l'effetto di statine solo per esiti compositi. Questo approccio è problematico quando le statine hanno effetti opposti per alcuni esiti, o se le dimensioni dell'effetto sui diversi risultati variano in modo sostanziale. In secondo luogo, alcune revisioni sistematiche hanno valutato le statine come “classe”, e questo può oscurare l'efficacia e le differenze di sicurezza tra le statine. In terzo luogo, alcune delle revisioni esaminano congiuntamente i dati di chi utilizza le statine, sia per la prevenzione primaria che per la secondaria, sebbene gli effetti potrebbero differire anche in base alle basse dosi spesso utilizzate per la prevenzione primaria.

Gli autori hanno effettuato una revisione sistematica completa, una meta-analisi e una “meta-analisi di rete” dei trial (RCT) esistenti, al fine di stimare l'efficacia e la sicurezza nella prevenzione primaria di CVD delle statine, come “classe” e delle “singole statine”.

Nelle meta-analisi a coppie, le statine come classe hanno mostrato riduzioni del rischio statisticamente significative per infarto del miocardio non fatale (rapporto rischio [RR] 0,62, IC 95% 0,53-0,72), mortalità per CVD (RR 0,80, 0,71-0,91), mortalità per tutte le cause (RR 0,89, 0,85-0,93), ictus non fatale (RR 0,83, 0,75-0,92), angina instabile (RR 0,75, 0,63-0,91) e eventi cardiovascolari maggiori compositi (RR 0,74, 0,67-0,81).
Le statine hanno aumentato rischi relativi e assoluti statisticamente significativi per la miopatia (RR 1.08, 1.01-1.15; Differenza nel rischio [RD] 13, 2-24 per 10,000 person-years), disfunzione renale (RR 1.12, 1.00-1.26; RD 16, 0-36 per 10.000 person-years) e disfunzione epatica (RR 1.16, 1.02-1.31; RD 8, 1-16 per 10.000 person-years).

Le meta-analisi di rete a “livello di farmaco” hanno dimostrato che atorvastatina e rosuvastatina erano più efficaci nel ridurre gli eventi CVD mentre l'atorvastatina sembrava avere il miglior profilo di sicurezza.

Concludendo, gli autori asseriscono che tutte le statine hanno mostrato una riduzione statisticamente significativa del rischio di CVD e di mortalità per tutte le cause nelle popolazioni che le utilizzano per prevenzione primaria, aumentando però il rischio per alcuni effetti avversi (harm). Tuttavia, il profilo beneficio-danno differiva dal tipo di statina. È quindi necessaria una valutazione quantitativa del rapporto beneficio/danno poiché le meta-analisi da sole non sono sufficienti a stabilire se le statine forniscono un beneficio netto.

Per saperne di più:

quadratino Comparative effectiveness and safety of statins as a class and of specific statins for primary prevention of cardiovascular disease: A systematic review, meta-analysis, and network meta-analysis of randomized trials with 94,283 participants.
Yebyo HG, Aschmann HE, Kaufmann M, Puhan MA.
Am Heart J. 2019 Jan 10;210:18-28. doi: 10.1016/j.ahj.2018.12.007. [Epub ahead of print] Review

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