27/8/2018

Omega-3, Omega-6, acidi grassi polinsaturi: Cochrane fa il punto sui benefici nell’utilizzarli o consigliarli ai pazienti

https://www.cochranelibrary.com/
Sono state recentemente pubblicate da Cochrane tre revisioni che sintetizzano le evidenze sui reali benefici degli omega-3, degli omega-6 e degli acidi grassi polinsaturi.

Omega3
Da vari anni i ricercatori hanno suggerito che gli acidi grassi polinsaturi omega-3 derivanti dall’olio di pesce, inclusi EPA (acido eicosapentaenoico) e DHA (acido docosaesaenoico), così come quelli derivanti dalle piante (ALA acido alfa-linolenico), favoriscono la salute cardiovascolare.
Le linee guida raccomandano l'aumento nel consumo di cibi ricchi di omega-3, e talvolta di integratori, ma recenti studi non hanno confermato i reali benefici.
La review della Cochrane recentemente pubblicata, è la più ampia valutazione sistematica fino ad oggi condotta sugli effetti dei grassi omega-3 su salute cardiovascolare, mortalità per tutte le cause, lipidi e adiposità.

I 79 RCT (randomized controlled trial) inclusi nella revisione hanno considerato complessivamente 112.059 partecipanti, con una durata compresa tra 12 e 72 mesi; includevano adulti a rischio cardiovascolare variabile ed erano stati effettuati principalmente nei paesi ad alto reddito.
Evidenze di moderata e alta qualità suggeriscono che l'aumento nell’assunzione di EPA e DHA ha un effetto minimo o nullo sulla mortalità o sulla salute cardiovascolare (evidenza rilevata principalmente da trial su supplementi alimentari). I precedenti suggerimenti sui benefici degli integratori EPA e DHA sembrano scaturire da studi con un rischio più elevato di “bias”. Prove di bassa qualità suggeriscono che l'ALA può ridurre leggermente il rischio di eventi cardiovascolari, la mortalità per malattie coronariche e l'aritmia.

Omega-6
Gli omega-6 sono grassi polinsaturi fondamentali per molte funzioni fisiologiche, ma il loro effetto sul rischio di malattie cardiovascolari (CVD) è discusso.
Obiettivo degli autori della revisione pubblicata da Cochrane è stato valutare gli effetti dell'aumento dei grassi omega-6 (acido linoleico (LA), acido gamma-linolenico (GLA), acido diomo-gamma-linolenico (DGLA) e acido arachidonico (AA) su CVD e mortalità per tutte le cause.
Dopo un’accurata ricerca della letteratura, sono stati selezionati e inseriti nella revisione 19 RCT che includevano 6461 partecipanti seguiti per periodi da 1 a 8 anni.
Questa review riporta i risultati della più ampia valutazione sistematica fino ad oggi realizzata degli effetti dei grassi omega-6 sulla salute cardiovascolare, mortalità, lipidi e adiposità.
Gli autori concludono di non aver trovato prove che l'aumento di grassi omega-6 riduca gli esiti cardiovascolari diversi dall'infarto miocardico: 53 persone potrebbero aver bisogno di aumentare l'assunzione di grassi omega-6 per evitare che 1 persona soffra di infarto miocardico.
Anche se i benefici dei grassi omega-6 rimangono da dimostrare, l'aumento di grassi omega-6 può essere di beneficio nelle persone ad alto rischio di infarto miocardico. L'aumento di grassi omega-6 riduce il colesterolo totale nel siero, ma non altre frazioni di grasso nel sangue o adiposità.

Acidi grassi polinsaturi
Le evidenze degli effetti sulla salute degli acidi grassi polinsaturi totali (PUFA) sono equivoche.
Gli oli derivanti dal pesce sono ricchi di PUFA omega-3 e gli oli vegetali di PUFA omega-6. Le evidenze suggeriscono che l'aumento nel consumo di cibi ricchi di PUFA o di integratori può ridurre il colesterolo nel siero, ma può aumentare il peso corporeo: gli effetti cardiovascolari in generale quindi non sono chiari.
Per valutare gli effetti dell'aumento dell'apporto totale di PUFA sulle malattie cardiovascolari e sulla mortalità per tutte le cause, lipidi e adiposità negli adulti, è stata effettuata una revisione della letteratura e sono stati selezionati, dopo un’ampia ricerca, 49 RCT che includevano 24.272 partecipanti, seguiti per periodi da 1 a 8 anni. E’ questa la revisione sistematica di RCT più estesa per questo tema.
L'aumento dell'apporto di PUFA probabilmente riduce leggermente il rischio di malattia coronarica e di eventi cardiovascolari, può ridurre leggermente il rischio di mortalità per CHD e ictus (sebbene non escluda i danni), ma ha un effetto scarso o nullo sulla mortalità per tutte le cause o malattie cardiovascolari. Il meccanismo può essere la riduzione dei lipidi, ma l'aumento dei PUFA probabilmente aumenta leggermente il peso.


Per saperne di più:

quadratino Omega-3 fatty acids for the primary and secondary prevention of cardiovascular disease.
Abdelhamid AS, Brown TJ, Brainard JS, Biswas P, Thorpe GC, Moore HJ, Deane KH, AlAbdulghafoor FK, Summerbell CD, Worthington HV, Song F, Hooper L.
Cochrane Database Syst Rev. 2018 Jul 18;7:CD003177. doi: 10.1002/14651858.CD003177.pub3. [Epub ahead of print] Review.
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quadratino Omega-6 fats for the primary and secondary prevention of cardiovascular disease.
Hooper L, Al-Khudairy L, Abdelhamid AS, Rees K, Brainard JS, Brown TJ, Ajabnoor SM, O'Brien AT, Winstanley LE, Donaldson DH, Song F, Deane KH.
Cochrane Database Syst Rev. 2018 Jul 18;7:CD011094. doi: 10.1002/14651858.CD011094.pub3. [Epub ahead of print] Review.
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quadratino Polyunsaturated fatty acids for the primary and secondary prevention of cardiovascular disease.
Abdelhamid AS, Martin N, Bridges C, Brainard JS, Wang X, Brown TJ, Hanson S, Jimoh OF, Ajabnoor SM, Deane KH, Song F, Hooper L.
Cochrane Database Syst Rev. 2018 Jul 18;7:CD012345. doi: 10.1002/14651858.CD012345.pub2. [Epub ahead of print] Review.
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