3/9/2018

Nella "competizione biologica" i probiotici vincono su altre specie batteriche, aiutandoci nella lotta alle infezioni correlate all’assistenza

www.journals.plos.org
Le infezioni associate all'assistenza sanitaria (HAI) costituiscono un problema ulteriormente accentuato dall’aumento della resistenza ai farmaci degli agenti patogeni.
La contaminazione persistente delle superfici ospedaliere contribuisce alla trasmissione di HAI e non è controllata in modo efficiente dalla pulizia convenzionale, che non impedisce la ricontaminazione, ha un alto impatto ambientale e può favorire la selezione di ceppi microbici resistenti ai farmaci.

E’ stato recentemente dimostrato che “Probiotic Cleaning Hygiene System, PCHS” è in grado di abbattere stabilmente gli agenti patogeni sulle superfici, senza selezionare specie resistenti agli antibiotici.

Il sistema si basa sul“principio della "competizione biologica” e utilizza prodotti probiotici costituiti da alcuni tipi di bacilli, la cui carica microbica non è patogena, ma è in grado di colonizzare le superfici su cui vengono applicati, contrastando la proliferazione delle altre specie batteriche. Quella che viene citata come “la legge di Gause” o “principio d'esclusione competitiva” (1934) spiega che due diverse specie (batteriche e/o fungine), che coesistono nello stesso microcosmo ecologico, non posso rimanere in equilibrio stabile se utilizzano gli stessi substrati nutritivi, ed una delle due diventerà predominante rispetto all’altra, causandone l’estinzione.

Gli autori di uno studio recentemente pubblicato da Plos One, riportano i risultati di un trial registrato nell’ ISRCTN International Clinical Trials Registry e realizzato in sei ospedali italiani. L'intervento consisteva nella sostituzione dei metodi igienico-sanitari convenzionali con PCHS, mantenendo inalterate le altre procedure che influenzano il controllo di HAI. L'incidenza di HAI nel periodo pre e post-intervento è stato l'esito principale valutato, ma anche il carico batterico sulle superfici è stato parallelamente analizzato. Globalmente, 11.842 pazienti e 24,875 campioni ambientali sono stati considerati. PCHS è stato associato ad una significativa diminuzione dell'incidenza cumulativa di HAI da un 4.8% globale (284 pazienti con HAI su 5.930 pazienti totali) al 2,3% (128 pazienti con HAI su 5.531 pazienti totali) (OR = 0.44, CI 95% 0.35±0.54) (P<0.0001). Contemporaneamente, l’utilizzo di PCHS è stato associato ad una diminuzione stabile di patogeni nelle superfici rispetto ai metodi di sanificazione convenzionali (mean decrease 83%, range 70± 96.3% accompanied by a concurrent up to 2 Log drop of surface microbiota drug-resistance genes (P<0.0001; Pc = 0.008).

Lo studio fornisce risultati che supportano l'impatto di una procedura di sanificazione sull'incidenza di HAI, dimostrando che PCHS può essere associato ad una significativa riduzione del rischio di contrarre HAI durante il ricovero in ospedale. Una volta confermato in esperienze più ampie e in altre popolazioni target, questo approccio eco-sostenibile potrebbe essere considerato come una parte del controllo delle infezioni e strategie di prevenzione (IPC).

Per saperne di più:

quadratino Reducing healthcare-associated infections incidence by a probiotic-based sanitation system: A multicentre, prospective, intervention study
Caselli E, Brusaferro S, Coccagna M, Arnoldo L, Berloco F, Antonioli P, Tarricone R, Pelissero G, Nola S, La Fauci V, Conte A, Tognon L, Villone G, Trua N, Mazzacane S; SAN-ICA Study Group.

PLoS One. 2018 Jul 12;13(7):e0199616. doi: 10.1371/journal.pone.0199616. eCollection 2018.
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