20/11/2018

Utilizzo degli antibiotici e antibiotico-resistenza. Qual è la situazione italiana in RSA e negli ospedali per acuti?


Come sottolinea il Ministero della salute, negli ultimi anni il fenomeno dell’antibiotico-resistenza è stato enormemente amplificato da un eccessivo - e in molti casi  inappropriato - uso degli antibiotici, sia in medicina umana sia veterinaria e in agricoltura. Esistono, infatti, relazioni certe tra il consumo eccessivo e irresponsabile di tali medicinali e l’insorgenza del fenomeno della resistenza, sia nel mondo umano che in quello animale. E' necessario, pertanto, un approccio one health, che promuova interventi per un uso responsabile di antibiotici in tutti gli ambiti.

Il Piano nazionale di contrasto all’antimicrobico-resistenza 2017-2020, predisposto dal Gruppo tecnico di coordinamento AMR, individua strategie coerenti con le indicazioni fornite dall’OMS (Organizzazione mondiale della sanità) e dalla Commissione europea proprio nell’ottica di un approccio one health.

La situazione in Toscana è stata ben delineata nel rapporto ARS pubblicato nel maggio del 2018 Antibiotico-resistenza e uso di antibiotici in Toscana - Report 2017, dove vi sono riportati anche i dati relativi all’incidenza e agli esiti delle infezioni batteriemiche, con i dati sulle antibiotico-resistenze nei principali patogeni responsabili di infezioni urinarie.

Nella settimana dal 12 al 18 novembre l'OMS ha svolto l’annuale campagna di sensibilizzazione ad un utilizzo consapevole degli antibiotici e per ridurre il fenomeno dell’ antimicrobico-resistenza e in Europa molti sono stati gli eventi e gli aggiornamenti sul tema, con specifici riferimenti anche all’Italia. 

Il 15 novembre la Commissione Europea ha pubblicato i risultati del nuovo rapporto Eurobarometer Special sulla conoscenza degli antibiotici presso il pubblico e sulle tendenze globali di uso. Lo studio mostra un'evoluzione positiva nell'uso degli antibiotici: il 32% degli intervistati ha dichiarato di aver assunto antibiotici negli ultimi 12 mesi, rispetto al 40% dell'indagine del 2009. Molti di questi antibiotici sono stati però assunti inutilmente: nel 20% dei casi si sono assunti antibiotici per l'influenza o il raffreddore e il 7% delle persone vi ha fatto ricorso senza prescrizione medica. Il 66% degli intervistati sa che gli antibiotici non servono contro il raffreddore e il 43% è a conoscenza del fatto che non sono efficaci contro i virus. Oltre due terzi delle persone vorrebbero ricevere maggiori informazioni sugli antibiotici. 

Sempre il 15 novembre anche il Centro europeo per il controllo delle malattie (ECDC) ha diffuso gli ultimi dati, tramite due report:

Surveillance of antimicrobial resistance in Europe 2017

Dati aggiornati, specifici per Paese, sono disponibili sul sito dell’ECDC alla pagina Surveillance Atlas of Infectious Diseases. La sintesi, tradotta in italiano, è consultabile da: sorveglianza Ears-Net sulla resistenza agli antibiotici nell’Ue

Antimicrobial consumption - Annual Epidemiological Report for 2017
Dati aggiornati sul consumo di antimicrobici sono disponibili sul sito dell’ECDC nella sezione pubblica di ESAC-Net interactive database (dati disponibili per il periodo 1997‒2017). La sintesi, tradotta in italiano, è consultabile da: sorveglianza Esac-Net sul consumo degli antimicrobici nell’Ue.

ECDC ha pubblicato sulla rivista Lancet Infectious Diseases lo studio Attributable deaths and disability-adjusted life-years caused by infections with antibiotic-resistant bacteria in the EU and the European Economic Area in 2015: a population-level modelling analysis, in cui si afferma che ogni anno 33mila persone muoiono nell'Unione europea per infezioni da batteri resistenti agli antibiotici, e un terzo dei decessi si verifica in Italia, di gran lunga il paese più colpito. Sulla base dei dati dell’ European Antimicrobical Resistance Surveillance Network (Ears-Net) del 2015, gli autori hanno stimato l'incidenza di infezioni con 16 combinazioni di antibiotico-resistenza batterica; hanno quindi sviluppato, sulla base di revisioni sistematiche della letteratura, “modelli” di esito della malattia per cinque tipi di infezione. Il peso della malattia è misurato in numero di casi, decessi attribuibili e anni di vita adattati per disabilità (Disability-adjusted life year o DALY). Da dati EARS-Net raccolti tra il 1° gennaio 2015 e il 31 dicembre 2015, sono state stimate 671.689 infezioni da batteri resistenti agli antibiotici, di cui il 63,5% (426.277 di 671.689) associate all'assistenza sanitaria, con conseguente 72,4% (23.976 di 33.110) di morti attribuibili e 74,9% (127 su 180) di DALY per 100.000 abitanti. Per l’Italia sono stati stimati 201.584 casi (mediana) e 10.762 morti.

I risultati di questo studio sono anche utilizzati dall'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) per stimare il peso economico della resistenza agli antibiotici. Sono stati infatti pubblicati Stemming the Superbug Tide: Just A Few Dollars More e Bloccare lo tsunami di super-batteri in Italia. In quest’ultimo si legge in Italia  la proporzione di infezioni resistenti agli antibiotici è cresciuta da 17% nel 2005 a 30% nel 2015 e potrà raggiungere il 32% nel 2030, se il consumo di antibiotici, la crescita demografica e la crescita economica dovessero continuare a seguire gli stessi trend. La proporzione di antibiotico-resistenza in Italia è sostanzialmente superiore rispetto al 17% di resistenza media nei paesi OCSE nel 2015.  In Italia, un pacchetto di azioni che comprenda programmi di stewardship, migliore igiene nelle strutture sanitarie, campagne informative e uso dei test diagnostici rapidi potrebbe evitare 8.800 morti e far risparmiare 527 milioni di dollari ogni anno.

Per le RSA in Toscana, potrete trovare maggiori dettagli e dati nel rapporto Prevalenza di infezioni e uso di antibiotici nelle RSA: i risultati del Progetto HALT-3 in Toscana (giugno 2018).
Infine, per comprendere meglio la situazione in specifici settori di assistenza, ci aiutano tre studi che segnaliamo:

Antimicrobial use in European acute care hospitals: results from the second point prevalence survey (PPS) of healthcare-associated infections and antimicrobial use, 2016 to 2017
Diamantis Plachouras, Tommi Kärki, Sonja Hansen, Susan Hopkins, Outi Lyytikäinen, Maria Luisa Moro, Jacqui Reilly, Peter Zarb, Walter Zingg, Pete Kinross, Klaus Weist, Dominique L Monnet, Carl Suetens and the Point Prevalence Survey Study Group.
Eurosurveillance 23, 1800393 (2018); http://dx.doi.org/10.2807/1560-7917.ES.23.46.1800393
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Antimicrobial use in European long-term care facilities: results from the third point prevalence survey of healthcare-associated infections and antimicrobial use, 2016 to 2017
Enrico Ricchizzi, Katrien Latour, Tommi Kärki, Rossella Buttazzi, Béatrice Jans, Maria Luisa Moro, Olivia Aya Nakitanda, Diamantis Plachouras, Dominique L Monnet, Carl Suetens, Pete Kinross and the HALT Study Group.
Eurosurveillance 23, 1800394 (2018); http://dx.doi.org/10.2807/1560-7917.ES.2018.23.46.1800394
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Prevalence of healthcare-associated infections, estimated incidence and composite antimicrobial resistance index in acute care hospitals and long-term care facilities: results from two European point prevalence surveys, 2016 to 2017
Carl Suetens, Katrien Latour, Tommi Kärki, Enrico Ricchizzi, Pete Kinross, Maria Luisa Moro, Béatrice Jans, Susan Hopkins, Sonja Hansen, Outi Lyytikäinen, Jacqui Reilly, Aleksander Deptula, Walter Zingg, Diamantis Plachouras, Dominique L Monnet, the Healthcare-Associated Infections Prevalence Study Group and Members of the Healthcare-Associated Infections Prevalence Study Group.
Eurosurveillance 23, 1800516 (2018); http://dx.doi.org/10.2807/1560-7917.ES.2018.23.46.1800516
Free online