13/9/2019

Candida auris sta diventando un nome familiare: impresa non facile per un fungo! Purtroppo la celebrità è legata ai danni e alla sua resistenza ai farmaci


Candida auris è un fungo isolato per la prima volta nel 2009 in Giappone nell'orecchio di una donna. Proprio a ciò infatti deve il suo nome: in latino “auris” significa appunto orecchio. Ed è addirittura la famosa rivista “The New York Times” che nell’aprile del 2019 ha pubblicato una serie di articoli, che hanno rifocalizzato l’attenzione su di esso.

Il fungo Candida auris è strettamente unito per alcune caratteristiche al più noto Candida albicans.
Entrambi questi miceti sono opportunisti, ovvero forme di vita che non hanno alcun impatto sull'ospite in cui vivono fino al momento in cui, per varie ragioni, il sistema immunitario si presenta indebolito.

Candida Auris è capace di creare infezioni a livello sanguigno e in particolare nelle ferite cutanee.
Le infezioni causate sono progressivamente aumentate negli ultimi decenni e questo fenomeno è principalmente associato al crescente tasso di procedure invasive, all’ampio uso di antimicrobici ad ampio spettro e allo stato immunocompromesso più frequente dei pazienti in condizioni critiche.
La mortalità varia tra il 30% e il 72%, come evidenziato nella revisione sistematica Epidemiology, clinical characteristics, resistance, and treatment of infections by Candida auris.

Sintomi iniziali comuni a molte malattie e ampia diffusione in molti paesi

I sintomi iniziali (febbre, stanchezza e dolori muscolari) possono essere comuni ad altre patologie e per questa ragione è complicato stimare quante persone abbiano contratto un'infezione da Candida auris.

Casi sono stati segnalati in diversi paesi in vari continenti, come Corea del Sud, Sud Africa, India, Pakistan, Kuwait, Colombia, Venezuela, Israele, Oman, Kenya, ma anche Regno Unito, Spagna, Germania, Francia, Austria, Norvegia, Canada e Stati Uniti.

Per gli Stati Uniti, nel recentissimo articolo What Is Known About Candida auris vengono riportati i dati al 3 giugno 2019 dei casi confermati, dei probabili casi e della “colonizzazione”, rilevata dai laboratori al 12 luglio.

L'ECDC nel suo Rapid Risk Assessment pubblicato ad aprile 2018 Candida auris in healthcare settings – Europe riporta alcuni dati sulle infezioni rilevate nelle strutture di assistenza.

Lo studio Candida auris: An Emerging Antimicrobial Resistance Threat da poco pubblicato, inizia proprio con la frase, riportata nel nostro titolo: Candida auris is becoming a household name—no easy feat for a fungus”.

Candida auris potrebbe diventare infatti una delle principali cause di candidosi invasiva se la sua diffusione non verrà contenuta; tanto da diventare la seconda causa di candidemia negli ospedali del settore privato in Sudafrica e causa principale di candidemia in alcuni ospedali in India, Kenya e Spagna.

Resistenza ai farmaci senza precedenti tra i lieviti umani noti

Negli Stati Uniti, il 90% degli isolati di C. auris sono resistenti al fluconazolo, oltre il 40% è resistente all'amfotericina B e circa il 2% alle echinocandine.
Il 40% è resistente ad almeno 2 classi di agenti antifungini e un piccolo numero di isolati sono resistenti a tutte e 3 le classi, limitando fortemente le opzioni si trattamento.

Con poche eccezioni, non si ritiene che i vari tipi di Candida siano trasmissibili negli ambienti di cura e le misure di controllo delle infezioni non sono sistematicamente implementate quando un paziente le contrae. Al contrario, la C. auris viene comunemente trasmessa tra i pazienti in ambito sanitario, causando focolai che non riguardano solo una singola struttura ma che si diffondono anche attraverso reti di strutture. La capacità di persistere di C. auris, di contaminare gli ambienti sanitari e i dispositivi medici, contribuisce allo sviluppo di focolai.
I termometri ascellari riutilizzabili sono stati probabilmente implicati nell’ampia epidemia in un reparto di cure intensive neurologiche in Inghilterra.
A New York City, C. auris si diffuse tra strutture di cura a lungo termine e ospedali interconnessi e furono trovate superfici e dispositivi contaminati.

Dal punto di vista del controllo delle infezioni, C. auris agisce come un batterio multi-farmaco resistente, associato all'assistenza sanitaria, più che come un tipico lievito.
Si tratta di un nuovo “bug” che utilizza vecchi trucchi gestiti da alcuni noti organismi multiresistenti.

Come prevenire la diffusione di Candida auris

Gli autori dell’articolo concludono che la prevenzione delle infezioni invasive da Candida auris richiede una antibiotic stewardship, il miglioramento delle pratiche di mantenimento dei cateteri venosi centrali e una profilassi mirata con antifungini.

La prevenzione dell’infezione e della colonizzazione include comunque:
  • interventi con antifungini, sebbene la profilassi antimicotica a base di azolo sia probabilmente meno efficace per molti ceppi, a causa della resistenza;
  • stretta aderenza alle misure di controllo delle infezioni, tra cui l’igiene delle mani;
  • adozione di precauzioni per i pazienti infetti, come l'uso di camere singole o per coorti di pazienti;
  • la pulizia e la disinfezione accurate dell'ambiente del paziente e dell’equipaggiamento medico, con un agente attivo contro la C. auris, da molti definita "fungo killer".

Per saperne di più:

quadratino Epidemiology, clinical characteristics, resistance, and treatment of infections by Candida auris.
Cortegiani A, Misseri G, Fasciana T, Giammanco A, Giarratano A, Chowdhary A.
J Intensive Care. 2018 Oct 29;6:69. doi: 10.1186/s40560-018-0342-4. eCollection 2018. Review.
Open access
quadratino Candida auris: An Emerging Antimicrobial Resistance Threat.
Vallabhaneni S, Jackson BR, Chiller TM.
Ann Intern Med. 2019 Jul 30. doi: 10.7326/M19-2205. [Epub ahead of print] No abstract available.
NBST non ha accesso diretto, rivolgersi alla propria biblioteca
quadratino Global epidemiology of emerging Candida auris.
Rhodes J, Fisher MC.
Curr Opin Microbiol. 2019 Jul 3;52:84-89. doi: 10.1016/j.mib.2019.05.008. [Epub ahead of print] Review.
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