26/4/2020

Coronavirus: indicazioni, raccomandazioni e protocolli per specifiche patologie e condizioni cliniche


Gli ordini professionali medici, le principali società scientifiche e associazioni professionali hanno stilato indicazioniraccomandazioni e protocolli per specifiche patologie e condizioni cliniche: per i pazienti oncologici, diabetici, ipertesi, i pazienti in dialisi, epatopatici, per coloro che sono in attesa di trapianto o necessitano di trasfusioni. 





Pazienti immunodepressi


E' noto da numerose evidenze di letteratura medica pubblicata sull'argomento che i pazienti immunodepressi:
  • pazienti sottoposti a trapianto di organo solido o a trapianto di cellule staminali emopoietiche (TCSE)
  • pazienti con immunodeficienza primitiva (compresi immunodeficienza comune variabile, CVID)
  • pazienti con infezione connatale o acquisita da HIV
  • pazienti che per qualsiasi condizione (es. patologie autoimmuni o, più in generale, immunomediate) stiano assumendo cronicamente trattamenti immunosoppressivi [es. farmaci inibitori della calcineurina, micofenolato, azatioprina, ciclofosfamide, methotrexate, steroidi a dose ≥1 mg/Kg, modificatori della risposta biologica (es.anticorpi monoclonali inducenti alterazioni di numero e funzione delle cellule dell'immunità innata o adattiva)
sono soggetti particolarmente a rischio, sia per quanto riguarda la morbilità (sviluppo di quadri d'infezione alle basse vie aeree, inclusa la polmonite, rischio di insufficienza respiratoria) che la mortalità, in caso d'infezione da virus respiratori.

La Circolare del ministero con raccomandazioni per persone immunodepresse contiene raccomandazioni di carattere generale per tutti i pazienti e raccomandazioni particolari per i pazienti immunodepressi con malattie neuro muscolari perché vi sono evidenze recenti che documentano un potenziale neuro-invasivo del nuovo coronavirus che potrebbe peggiorare i sintomi preesistenti nelle persone immunodepresse con malattie neuro muscolari.

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Pazienti oncologici


Raccomandazioni per la gestione dei pazienti oncologici e onco-ematologici, in corso di emergenza da COVID-19 (10 marzo 2020)
Comitato Tecnico Scientifico della Protezione Civile

Raccomandazioni per i pazienti oncologici (28 marzo 2020) sulla base delle indicazioni degli IFO (Istituti Fisioterapici Ospitalieri) Regina Elena e San Gallicano di Roma e in accordo con l’Unione Internazionale per il Controllo del Cancro (UICC).

I pazienti affetti da patologie oncologiche o onco-ematologiche, così come altre patologie associate ad immunosoppressione, sono particolarmente a rischio. Sebbene i dati al momento siano estremamente limitati, sembra che i pazienti oncologici siano da un lato esposti a maggior rischio di contrarre l’infezione Covid-19 e dall’altro ad un andamento più severo
Le raccomandazioni sono indirizzate sia ai pazienti che hanno completato il percorso terapeutico, che ai pazienti ancora in trattamento.

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Riceventi o in attesa di trapianto d'organo


Sorveglianza e misure preventive dell'area trapianti per coronavirus
Per garantire la sicurezza delle procedure connesse alla donazione e al trapianto di organi il Centro Nazionale Trapianti monitora l'evoluzione dell'epidemia da
coronavirus. Le raccomandazioni sono riunite nella sezione tematica Sorveglianza e misure preventive dell'area trapianti per coronavirus

Indicazioni per effettuare i tamponi nei pazienti in attesa o post trapianto
Il Centro nazionale trapianti ha fornito indicazioni sull'effettuazione del tampone in relazione alla fragilità clinica dei pazienti in lista d’attesa per trapianto, nonché allo stato di immunosoppressione a cui il paziente andrà incontro dopo il trapianto.
Leggi il documento Indicazioni sull’effettuazione del tampone per la ricerca di SARS-CoV-2 nei riceventi di trapianto d’organo da donatore vivente e donatore deceduto (16 marzo 2020)

18 aprile 2020. I trapianti durante l'emergenza Covid-19
La pandemia del coronavirus ha rallentato donazioni e trapianti di organi in Italia, ma il calo è attutito dal contemporaneo aumento del tasso di consenso al prelievo. Per info leggi la news sul sito del ministero della salute

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Pazienti diabetici


La Società italiana di diabetologia (SID) ha attivato la sezione Coronavirus e diabete che riunisce tutte le comunicazioni sul tema.

Segnaliamo Raccomandazioni per la diagnosi del diabete gestazionale durante la pandemia COVID 19 (17 aprile 2020)

Terapia del diabete tipo 2 ai tempi del Covid-19. I DDP-4 inibitori proteggono dall’infezione?
Non è possibile al momento confermare il ruolo protettivo dei DDP-4 inibitori nei confronti dell’infezione. Dati preliminari in modelli animali sembrano suggerirlo, ma è necessario attendere i risultati di studi ad hoc e, inizialmente, degli studi epidemiologici per confermarlo. Le persone con diabete di tipo 2 che contraggono l’infezione da COVID-19 dovrebbero contattare tempestivamente il proprio diabetologo, per ottimizzare la terapia anti-diabete, soprattutto nel caso in cui non vengano ricoverati in ospedale. Leggi il Comunicato stampa AMD-SID (7 aprile).

Nella sezione si trova anche il documento Coronavirus e persone con diabete: da SID e AMD le regole di cautela per gestire l’emergenza (7 marzo 2020) firmato dall'Associazione medici diabetologi e dalla Società italiana di diabetologia, con alcune regole di cautela per le persone con diabete: prima di tutte quella di seguire le norme precauzionali indicate in caso di qualsiasi altra patologia concomitante, per non compromettere il controllo glicemico.

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Cardiopatici, ipertesi e malati cardiovascolari


Ema: nessun motivo per sospendere l’uso dei farmaci per ipertensione, malattie cardiache o renali
L’Agenzia in una nota (29 marzo 2020) spiega che è importante che i pazienti non sospendano i trattamenti farmacologici con gli ACE inibitori o gli ARB (antagonisti del recettore per l'angiotensina II o sartani) perché non ci sono evidenze che stabiliscano un legame tra questi farmaci e il peggioramento della malattia da COVID-19.

La Società italiana di cardiologia (SIC) ha prodotto la Guida clinica Covid-19 per cardiologi (aggiornamento 15 marzo 2020).

La Società italiana dell'ipertensione arteriosa (SIIA) ha prodotto gli approfondimenti:

La Società italiana di cardiologia interventistica (GISE) ha prodotto un documento Emergenza COVID-19 nei reparti di terapia intensiva cardiologica, P.O. emodinamica e cardiologia interventistica, cardiologia degenze e cardiologia ambulatorio che racchiude raccomandazioni, indicazioni e percorsi mirati alla gestione in sicurezza del trattamento delle patologie cardiovascolari in soggetti con diagnosi o sospetta diagnosi di infezione da Covid-19.
La guida dà indicazioni per la gestione delle diverse unità operative e del personale ad esse afferente, che consente di garantire idonei livelli di trattamento ed al contempo l’applicazione di tutte le misure di prevenzione e controllo delle infezioni durante la gestione dei casi sospetti, probabili e confermati di infezione non differibili secondo giudizio clinico (per i quali il trattamento cardiologico non può attendere il risultato del tampone che dovrà comunque essere processato con priorità).
  • Emergenza COVID-19 nei reparti di terapia intensiva cardiologica: regole per il personale, checklist quotidiana, vestizione e svestizione del personale, misure da attuare prima dell’arrivo in UCIC di un paziente sospetto o probabile, possibili scenari in UCIC all'arrivo di un paziente sospetto o probabile, misure da attuare all’arrivo del risultato del tampone
  • P.O. emodinamica e cardiologia interventistica: screening potenziali casi covid-19 in emodinamica, checklist quotidiana, vestizione e svestizione del personale in emodinamica, misure da attuare prima dell’arrivo in piastra di un paziente sospetto, probabile o confermato, misure periprocedurali da attuare prima dell’arrivo in sala di emodinamica di un paziente sospetto, probabile o confermato, misure post-procedurali
  • Cardiologia degenze: regole per il personale, checklist quotidiana, vestizione e svestizione del personale che gestisce paziente sospetto/probabile, gestione pre-ricovero pazienti elettivi provenienti dal proprio domicilio, gestione pazienti provenienti dal pronto soccorso/altri reparti, screening ingresso pazienti reparto cardiologia, gestione all’interno del reparto degenza di casi COVID sospetti/probabili
  • Cardiologia ambulatori: visite programmate da domicilio, modalità di accesso dei pazienti alla piastra ambulatoriale, preparazione dei locali e degli operatori, vestizione e svestizione del personale di ambulatorio, misure periprocedurali da attuare prima dell’arrivo di paziente sospetto o probabile, misure post-procedurali, check quotidiano degli ambulatori
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Pazienti in rianimazione


Sul sito della Società italiana di Anestesia Analgesia Rianimazione e Terapia intensiva (SIAARTI) è stata attivata la sezione COVID-19 - Strumenti per gli anestesisti-rianimatori per la gestione dei pazienti e la prevenzione e il controllo delle infezioni.

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Pazienti in dialisi


I pazienti in dialisi sono senz’altro tra quelli più esposti a contrarre patologie infettive, come la malattia Covid-19. La Società italiana di nefrologia (Sin) ha
creato una sezione tematica Coronavirus e dialisi rivolta ai medici specialisti dove vengono raccolte norme, raccomandazioni, protocolli e articoli sulla gestione dei pazienti dializzati con infezione da Covid-19. Essendo documenti in continuo aggiornamento abbiamo pensato di fornire il link alla sezione.

In data 24 aprile 2020 il Ministero della Salute ha inviato a tutti gli Assessorati alla Sanità Regionali ed alle Province Autonome una circolare sulla Prevenzione COVID-19: implementazione dialisi domiciliare e peritoneale per i pazienti attualmente in emodialisi extracorporea.
Nel documento, si fa esplicita menzione dei dati della prima survey SIN e si richiama da un lato la necessità per i pazienti in emodialisi ad effettuare periodici spostamenti per ricevere le terapie necessarie, ma anche l’importanza, ai fini del benessere del paziente, della emodialisi domiciliare e peritoneale e della necessaria educazione terapeutica per la sua diffusione.

Mettiamo anche in evidenza:
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Pazienti con malattie del fegato


I soggetti con malattia di fegato compensata, di qualunque etiologia, non vanno considerati come pazienti a più elevato rischio di COVID-19.

Malattie epatiche autoimmuni e coronavirus: mai modificare la terapia immunosoppressiva, così Ansgar W. Lohse, il coordinatore della Rete di Riferimento Europea ERN Rare-Liver in una lettera per informare i pazienti con malattie rare del fegato e i genitori dei bambini affetti che una riattivazione della malattia o un rigetto post-trapianto sono più pericolosi del virus.

Le note dell'Associazione italiana per lo studio del fegato (AISF) richiamano alcuni aspetti particolari che riguardano i pazienti con cirrosi epatica scompensata ed i pazienti in terapia immunosoppressiva come i trapiantati di fegato.

Leggi il documento: Misure individuali per la prevenzione dell'infezione da coronavirus in pazienti con malattie croniche di fegato

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Persone con fibrosi cistica


La Società Italiana Fibrosi Cistica (SIFC) raccomanda innanzitutto di seguire le indicazioni aggiornate fornite dal Ministero della Salute.
Per quanto attiene il rischio di contagio: per i pazienti con FC, essendo regolarmente seguiti dai propri Centri di cura e quindi già istruiti circa le precauzioni necessarie per ridurre il più possibile il rischio di infezioni, si tratta di rafforzare le attenzioni abituali.

Restano tuttora validi i suggerimenti sullo stile di vita che i responsabili delle cure dei pazienti con FC solitamente forniscono. Può essere sufficiente organizzarsi a domicilio con delle attività motorie solitamente già inserite nel programma di cure dai fisioterapisti dei Centri.
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Persone con malattie reumatologiche


Al via il Registro coronavirus e malattie reumatologiche
Il Registro è attivo su tutto il territorio nazionale e a tutti i reumatologi italiani viene richiesto di segnalare tutti i casi di COVID-19 nei pazienti con patologie reumatologiche di ogni tipo, come artriti, connettiviti o vasculiti indipendentemente dalla gravità. L'obiettivo è raccogliere preziose informazioni che potranno poi essere utili anche per altri Paesi: lo strumento infatti, utile sia per i clinici che per i malati, servirà a comprendere meglio in che modo fattori come l’età, le comorbidità e i diversi trattamenti possano influenzare i contagi e gli esiti della infezione da COVID-19.

Il registro italiano, che ha già raccolto decine di casi, si è interfacciato con gli altri registri internazionali, in particolare in coordinamento con la Società Europea di Reumatologia (EULAR).

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Persone con malattie rare


I pazienti con malattia rara vanno perciò monitorati, tutelati e supportati con maggiore attenzione. Non tutte le malattie rare presentano condizioni cliniche che aumentano il rischio di contrarre il virus o una maggiore probabilità di andare incontro a un decorso clinico più grave rispetto al resto della popolazione.

Sono però da considerare a rischio aumentato i pazienti (bambini e adulti) con deficit immunitari, disabilità neuromotoria, patologie polmonari croniche, cardiopatie, malattie ematologiche e con patologie metaboliche ereditarie a rischio di scompenso acuto o portatori di dispositivi medici.

Molti di questi pazienti, infatti, hanno necessità di assistenza continua, dalle terapie, ai trattamenti riabilitativi, ai dispositivi medici, spesso salvavita. Sono pazienti particolarmente vulnerabili, più esposti al rischio di contagio da coronavirus, che quindi stanno vivendo un’emergenza nell’emergenza.

Una serie di iniziative congiunte vanno ad aggiungersi, in questo momento di emergenza socio-sanitaria da coronavirus (COVID-19), ai servizi già attivi:
  • telefono Verde Malattie Rare dell’Istituto Superiore di Sanità: 800 89 69 49 (gratuito e attivo dal lunedì al venerdì dalle 9:00 alle 13:00)
  • portale governativo www.malattierare.gov.it (con una sezione dedicata alle FAQ su “coronavirus e malattie rare”)
  • la Federazione delle Associazioni di persone con malattie rare d’Italia (UNIAMO) ha creato un sezione dedicata sul proprio sito, in aggiornamento continuo, dove vengono raccolte norme, raccomandazioni delle società scientifiche e informazioni pratiche: consulta la sezione tematica COVID-19 e malattie rare
  • SAIO, servizio di ascolto, informazione e orientamento di UNIAMO: 800 66 25 41 (gratuito e disponibile tutti i giorni come da orari sul sito e inoltre su appuntamento anche in videoconsulenza).

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Persone nello spettro autistico


Le persone nello spettro autistico possono maggiormente accusare lo stress dovuto alle misure di contenimento e all’eventuale isolamento domiciliare o ospedalizzazione in caso di contagio.
L’ISS ha dedicato uno dei rapporti su COVID-19 al tema dell'autismo. Il documento contiene consigli e indicazioni per prevenire il disagio e per un appropriato sostegno, nei differenti contesti, delle persone nello spettro autistico e i loro familiari: a casa, in caso di isolamento domiciliare, se è necessaria l’ospedalizzazione, nelle strutture residenziali.

Per approfondire

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Pazienti con HIV


I dati scientifici attualmente disponibili non sono sufficienti per affermare che una persona con HIV abbia un maggiore rischio di contrarre l’infezione da nuovo coronavirus. Non ci sono quindi indicazioni specifiche per le persone con HIV, se non quella di attenersi alle misure igienico-sanitarie indicate dal Ministero della salute e la raccomandazione di rimanere il più possibile in casa e uscire solo in caso di comprovata necessità.

Ciò è ancora più importante per le persone con HIV immunodepresse (CD4<500). Riguardo ai farmaci antiretrovirali assunti dalle persone con HIV, al momento non ci sono evidenze che questi offrano protezione contro il contagio da nuovo coronavirus.

Leggi le indicazioni del Comitato tecnico sanitario per la lotta all'Aids più in dettaglio nella news del Ministero.

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Trasfusioni


Specifiche misure di prevenzione per il sistema trasfusionale sono state adottate, in riferimento all'attuale situazione di emergenza epidemiologica. Le misure tengono in considerazione le ultime indicazioni fornite dall'ECDC e gli aggiornamenti dell'OMS.

Aggiornamento delle misure di prevenzione della trasmissione dell'infezione da nuovo Coronavirus (SARS-CoV-2) mediante la trasfusione di emocomponenti labili (9 marzo 2020). Integrata dalla Circolare del 16 marzo 2020.

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Gravidanza, parto e allattamento


La Società italiana di neonatologia ha aggiornato le sue raccomandazioni dopo i casi di contagio di neonati, attualmente registrati in Italia. “Ogni qualvolta possibile, l’opzione da privilegiare è quella della gestione congiunta di madre e bambino, ai fini di facilitare l’interazione e favorire l’avvio dell’allattamento al seno". Consulta le linee guida Raccomandazioni della Società Italiana di Neonatologia (SIN)

Il Ministero della salute ha emesso la circolare del 31 marzo 2020 che affronta diversi aspetti: la gestione dell’infezione in gravidanza, la possibile trasmissione materno-fetale dell’infezione prima, durante e dopo il parto, la sicurezza della gestione congiunta puerpera-neonato e l’allattamento materno. Nel documento sono presenti inoltre indicazioni per l’assistenza ostetrica al parto vaginale.
Le indicazioni contenute nella circolare tengono conto dei dati scientifici ed epidemiologici disponibili e sono suscettibili di future variazioni sulla base della progressiva acquisizione di conoscenze sull’epidemia da SARS-CoV2, sulla sua trasmissione perinatale e sulle caratteristiche cliniche dei casi di infezione perinatali madre-neonato.

La comunità scientifica italiana dei neonatologi, pediatri, ginecologi e ostetriche (SIN, SIMP, SIP, SIGO, AOGOI, AGUI e FNOPO) ha aderito all’iniziativa dell’ISS di istituire un gruppo di lavoro, coordinato dal Centro Nazionale di Prevenzione delle Malattie e di Promozione della Salute (CNaPPS), al fine di prendere in esame e divulgare gli aggiornamenti della letteratura scientifica sul tema COVID-19 in gravidanza, parto e allattamento.

L’obiettivo dell’iniziativa è fornire indicazioni utili alla pratica clinica destinate ai professionisti sanitari che nel paese assistono la nascita. Gli aggiornamenti saranno divulgati nella sezione tematica COVID-19: gravidanza, parto e allattamento sul sito Epicentro dell’ISS.

Consulta e scariche le nuove infografiche su gravidanza e allattamento realizzate dall'ISS (fonte:OMS)

In evidenza anche:
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Pazienti in attesa di artroprotesi o operati di recente


Durante questo periodo di emergenza molti interventi chirurgici elettivi, come le protesi d'anca e di ginocchio, sono stati rinviati. Ciò si è reso necessario per 
garantire risorse adeguate per l'assistenza ai pazienti affetti da COVID-19, continuando ad assicurare la chirurgia d’urgenza.
Rinviare gli interventi è una misura di tutela della salute: da un lato si riduce il rischio di contagio legato agli inevitabili spostamenti, dall'altro si evita 
che la maggiore vulnerabilità in fase di convalescenza possa favorire il contagio o rendere più complicata la malattia.

Il Registro italiano di artroprotesi (RIAP) ha creato una sezione tematica Artroprotesi e covid-19, dove ci sono anche alcuni suggerimenti per prendersi cura delle articolazioni

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Gestione dello stress tra gli operatori e in casa e famiglia


Lo stress è una reazione a eventi eccezionali che comporta azioni di ri-adattamento all’ambiente e pertanto ha un forte impatto sull’equilibrio mentale e fisico. In un’emergenza come quella che stiamo vivendo in seguito alla pandemia di COVID-19, l’esposizione allo stress riguarda sia le famiglie e le persone confinate in casa, sia gli operatori sanitari chiamati a fronteggiare l’impatto dell’epidemia.

L'ISS dedica a questo tema un'intera sezione COVID-19: gestione dello stress con evidenze scientifiche e alcuni indicazioni pratiche.

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