7/5/2020

Può un virus minare i diritti umani? Affrontare Covid-19 tra misure eccezionali di pubblica sicurezza e libertà individuali

thelancet.com; medium.com; ecdc.europa.eu
Un recente articolo Can a virus undermine human rights? focalizza i punti salienti di un tema molto discusso in queste ultime settimane: la privacy al tempo di Covid-19. L’analisi che viene data, che può essere condivisa o no, porta con sé alcune interessanti riflessioni.

Sia l'ECDC, che anche altre riviste propongono approfondimenti su questo tema soprattutto in relazione alle misure per affrontare la fase 2 della pandemia.

Situazioni eccezionali richiedono misure eccezionali 

Di fronte all'entità dei rischi per la salute causati dalla pandemia di coronavirus 2019 (COVID-19), i governi nazionali hanno dovuto decidere rapidamente se dichiarare o meno uno stato di emergenza per frenare la diffusione della malattia. Laddove una minaccia per la salute costituisce un pericolo per l'intera popolazione, allora la sospensione della legge ordinaria può essere legittima per aumentare la capacità del governo di proteggere la comunità.

Uno stato di “necessità” giustifica lo stato di emergenza e determina un quadro giuridico per la limitazione della libertà individuale durante un breve periodo di tempo, come la libertà di movimento, la libertà di riunione e la libertà imprenditoriale.

Questo stato di “necessità” consente ai governi di richiedere beni e servizi, di chiudere strutture pubbliche o private e di adottare misure vincolanti che normalmente verrebbero considerate violazioni dei diritti fondamentali. La sicurezza sanitaria diventa una questione di pubblica sicurezza. Situazioni eccezionali richiedono quindi misure eccezionali.

Nell’articolo How to Do Testing and Contact Tracing sulla rivista online Medium viene ripercorsa la serie di misure restrittive che hanno fermato l'economia con la perdita di milioni di posti di lavoro, entrate, risparmi, attività commerciali e libertà individuali. Per riaprire l'economia, secondo gli autori, occorrono quattro misure, che necessitano l’una dell’altra per funzionare:
  • i test, per scoprire chi è infetto
  • l’isolamento, per impedire di infettare gli altri
  • il tracciamento dei contatti per capire le persone con cui gli infetti sono venuti in contatto
  • la quarantena, per impedire ai contatti di infettare gli altri

L'epidemia potrebbe portare a una limitazione dei diritti individuali dopo il picco della crisi?

Il primo rischio è che alcune misure eccezionali adottate nel contesto di un'emergenza possano eventualmente rientrare nell'ambito di applicazione della legislazione ordinaria, se i leader sostengono che una minaccia sanitaria diffusa potrebbe riaffiorare in qualsiasi momento.

Il secondo rischio è che i governi possano sfruttare l'effetto sostanziale di questa crisi per amministrare una cosiddetta strategia di shock, volta a rafforzare le politiche di sorveglianza.

Il terzo rischio è che la paura possa cambiare il valore accordato dai cittadini alla libertà. Con l'aumentare delle minacce biologiche e ambientali globali, i cittadini potrebbero essere disposti a rinunciare ad alcuni dei loro diritti costituzionali. L'aspirazione alla sicurezza può rapidamente erodere il desiderio di libertà. Questa aspirazione può portare gli individui a preferire l'autorità di un leader all'etica della discussione democratica. I cittadini potrebbero persino richiedere la sicurezza “soft” delle tecnologie “smart”e della “algorithmic governance”.

La tecnologia può venire in aiuto: che cosa sono le app di tracciamento e come funzionano

I ricercatori del Lancet e di Medium concordano sul fatto che di fronte a una minaccia imminente, i governi non esitino anche a utilizzare le più recenti tecnologie di sorveglianza di massa.

Il funzionamento delle app di tracciamento dei contatti, chiarito nell’articolo Shut down and reboot - preparing to minimise infection in a post-COVID-19 è basato sulla memoria dei contatti di prossimità in funzione di tempo, durata e distanza, tramite segnalazione Bluetooth tra i telefoni. Alcune app richiedono anche la registrazione del sistema di posizionamento globale (GPS) o della posizione di geolocalizzazione dei telefoni che si trovano entro 2 m l'uno dall'altro.
App diverse variano i dettagli registrati, ma se al proprietario dell'app viene diagnosticata la malattia COVID-19, la sua app avvisa immediatamente e anonimamente i contatti tramite un messaggio per adottare le misure di cautela e isolamento a tutela della salute propria e della collettività. Con altre app, i funzionari sanitari del governo vengono avvisati e rintracciano manualmente i contatti.

Anche i giganti Apple e Google hanno annunciato una partnership per lo sviluppo di una tecnologia per il tracciamento dei contatti Covid-19, che potesse aiutare i governi e le autorità sanitarie di tutto il mondo ad affrontare l’emergenza in corso. Apple e Google si sono impegnate a pubblicare e aggiornare costantemente le bozze delle specifiche e della documentazione tecnica, prevalentemente rivolte agli sviluppatori che dovranno implementare tale soluzione costruita in risposta alla pandemia di Covid-19, documentazione che copre anche l’aspetto della privacy, di importanza cruciale.

Tracciare i contatti non è affatto semplice, come viene descritto nel recente report di ECDC Contact tracing for COVID-19: current evidence, options for scale-up and an assessment of resources needed.

L’obiettivo non è identificare il maggior numero possibile di contatti, il più velocemente possibile, bensì coloro che potrebbero essere stati infettati. Per fare ciò, occorrono team di tracker di contatto. I tracker di contatto hanno diverse funzioni. Innanzitutto, viene loro fornito un elenco di persone infettate da intervistare per scoprire ovunque siano andati nelle ultime due settimane e con chi siano entrati in contatto. Poiché la persona malata è umana, non sempre affidabile, potrebbe essere smemorata, in preda al panico, non collaborativa. Ecco che alcuni stati hanno fatto ricorso ai dati GPS mobili, i dati di spesa delle carte di credito e i filmati delle telecamere di sicurezza.

Il caso di Singapore: l'app TraceTogether

Il governo di Singapore è riuscito a controllare il focolaio Covid-19 all'inizio di marzo. Parte di questo successo è stato attribuito a un'app di tracciamento dei contatti TraceTogether, che registra tutti i contatti di prossimità effettuati tra telefoni durante un periodo di 21 giorni.

Secondo il sito web ufficiale GovTech di Singapore, TraceTogether utilizza la tecnologia Bluetooth per scambiare connessioni con dispositivi vicini che hanno l'app. L'app ha solo la possibilità di mostrare le connessioni tra i dispositivi e non le loro posizioni. Inoltre, i registri rimangono nel telefono dell'utente. Qualora il Ministero della salute necessitasse dei registri per la traccia dei contatti, chiederà il consenso dell'utente per condividere i registri con loro.

L’articolo di Medium ci mostra alcuni dati sulla preferenza accordata alle app per notificare che si è stati infettati dal coronavirus per inviare queste informazioni alle autorità.
Scopriamo che l'app Bluetooth ufficiale di Singapore ha solo il 20% di penetrazione. In Islanda un’app simile ha avuto solo il 40% di penetrazione e l'India ha rilasciato un'app scaricata da 50 milioni di persone, che sembra un successo fino a quando non ci si rende conto che è meno del 4% della popolazione.

L'eccezionalità può mettere a rischio i principi democratici

Per salvaguardare la privacy si potrebbero ipotizzare alcune limitazioni ai dati raccolti dalle autorità:
  • dove e per quanto tempo differenziando infetti e contatti: per le persone infette, potremmo sapere dove si trovano, chi hanno incontrato, dove e per quanto tempo. Per i loro contatti, solo che c'è stato un contatto, dove e per quanto tempo
  • limite di accessibilità: i dati potrebbero essere accessibili solo per le tre settimane precedenti
  • chi può accedere ai dati: solo il Ministero della salute o un'agenzia regionale equivalente
  • salvaguardare la sicurezza: tutte le informazioni personali verranno protette in base agli standard sanitari
  • eliminazione dei dati: ad esempio, una volta che oltre il 70% della popolazione diventa immune, attraverso la vaccinazione o l'immunità di gregge, il sistema di raccolta dei dati verrà automaticamente chiuso e i dati raccolti saranno distrutti.

Qualche motivo per rimanere ottimisti...

Le gravi crisi che causano shock sociali possono alla fine provocare modi positivi di riconsiderare il bene comune e i diritti fondamentali.
La partecipazione delle donne allo sforzo bellico tra il 1914 e il 1918, ad esempio, portò all'estensione del diritto di voto alle donne in alcuni paesi. (Solo però in alcuni paesi N.d.R). La fine della seconda guerra mondiale ha offerto ai paesi europei l'opportunità di ripensare il “contratto sociale” con sistemi inclusivi della protezione della salute.

Tutto considerato, ora è il momento giusto, mentre l'umanità sta affrontando la crisi, di iniziare a pensare alla ricostruzione post-COVID-19.
In questo dibattito, i diritti fondamentali non dovrebbero essere elusi, specialmente nei paesi con politiche deboli sulla privacy e sulla protezione dei dati.

E' possibile pensare a sistemi di gestione delle crisi sanitarie che proteggano la società senza compromettere la libertà individuale?

Le legislazioni nazionali dovrebbero, asserisce l’autore dell’articolo da cui è partita la nostra riflessione, adottare norme adeguate per garantire che le politiche di sorveglianza e monitoraggio della salute siano:
  • rigorosamente prescritte dalla legge
  • proporzionate alle necessità di sanità pubblica
  • fatte in modo trasparente
  • controllate da autorità di regolamentazione indipendenti
  • soggette a costante riflessione etica
  • non discriminatorie e rispettose dei diritti fondamentali.
Aggiungiamo: non è facile, ma questi principi devono sempre ispirare qualunque azione riferita a temi inerenti la salute.


Per saperne di più:

quadratino Can a virus undermine human rights?
Nay O.
Lancet Public Health. 2020 Apr 20. pii: S2468-2667(20)30092-X. doi: 10.1016/S2468-2667(20)30092-X. [Epub ahead of print]

quadratino How to Do Testing and Contact Tracing

quadratino Shut down and reboot - preparing to minimise infection in a post-COVID-19
McCall B.
Lancet Digit Health. 2020;10.1016/S2589-7500(20)30103-5. doi:10.1016/S2589-7500(20)30103-5. [published online ahead of print, 2020 Apr 28]

quadratino Report di ECDC Contact tracing for COVID-19: current evidence, options for scale-up and an assessment of resources needed




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