30/11/2020

Coronavirus in bambini e ragazzi: il punto su salute e benessere psicologico



Questo articolo è IN CONTINUO AGGIORNAMENTO
Gli articoli rappresentano una selezione ben ponderata, ma non certamente esaustiva sul tema.

#NOVITÁ
• Bambini: revisione sui fattori protettivi (28 nov)
• 
Studio su 135.794 pazienti pediatrici negli Stati Uniti (23 nov)
• Neonati
: trasmissione, caratteristiche cliniche ed esiti (19 nov e 15 ott)
Comorbidità pediatriche e Covid
: revisione e meta-analisi (20 nov)
• Donne
: gravidanza e parto durante la pandemia (18 e 12 nov)
• Salute mentale negli adolescenti (16 nov e 9 nov)
Resilienza e stress nelle famiglie durante il lockdown (10 nov)
• Covid a scuola: aggiornamento OMS (23 ott)
Padri fuori dalla sala parto (16 ott)

Cosa trovi in questo approfondimento:




Covid-19 nei neonati

19 NOVEMBRE. J Matern Fetal Neonatal Med. Clinical characteristics of confirmed COVID-19 in newborns: a systematic review
#NOVITÁ Scopo di questa revisione sistematica è indagare le evidenze disponibili che descrivono gli esiti nei neonati con infezione SARS-CoV-2 per supportare le azioni di prevenzione.

15 OTTOBRE. Nat Commun. Synthesis and systematic review of reported neonatal SARS-CoV-2 infections
#NOVITÁ Nei neonati sono state segnalate numerose infezioni da SARS-CoV-2. Gli autori cercano di chiarire la trasmissione, le caratteristiche cliniche e gli esiti di queste infezioni attraverso una meta-analisi di 176 casi pubblicati di infezioni neonatali SARS-CoV-2 definite da almeno un tampone nasofaringeo positivo e/o dalla presenza di IgM. Si segnala che il 70% e il 30% delle infezioni sono dovute rispettivamente alla trasmissione ambientale e verticale. La nostra analisi mostra che il 55% dei neonati infetti ha sviluppato COVID-19; i sintomi più comuni erano febbre (44%), manifestazioni gastrointestinali (36%), respiratorie (52%) e neurologiche (18%) e l'imaging polmonare era anormale nel 64% dei casi. La mancanza di separazione madre-neonato dalla nascita è associata a infezione tardiva di SARS-CoV-2, mentre l'allattamento al seno non lo è.
13 OTTOBRE. The LancetImpact of COVID-19 mitigation measures on the incidence of preterm birth: a national quasi-experimental study
In questo studio nazionale quasi sperimentale, l'implementazione iniziale delle misure di mitigazione del COVID-19 è stata associata a una sostanziale riduzione dell'incidenza di nascite pretermine nei mesi successivi, in accordo con le osservazioni preliminari di altri studi. È necessaria l'integrazione di dati comparabili da tutto il mondo per confermare ulteriormente questi risultati e iniziare a esplorare i meccanismi sottostanti.
24 SETTEMBREJ Perinat Med. Risk factors associated with adverse fetal outcomes in pregnancies affected by Coronavirus disease 2019 (COVID-19): a secondary analysis of the WAPM study on COVID-19
Precoce età gestazionale, ventilazione meccanica della madre e il basso peso alla nascita sono i principali determinanti degli esiti perinatali avversi nei feti con infezione materna di COVID-19. Al contrario, il rischio di trasmissione verticale sembra trascurabile.

5 SETTEMBRE. BMJ Glob Health. Unprecedented reduction in births of very low birthweight (VLBW) and extremely low birthweight (ELBW) infants during the COVID-19 lockdown in Ireland: a 'natural experiment' allowing analysis of data from the prior two decades
Una riduzione senza precedenti delle nascite di neonati a peso basso e molto basso alla nascita è stata osservata in Irlanda in coincidenza con il lockdown. Determinanti di questa tendenza temporale unica risiedono forse nell'impatto socio-ambientale del blocco COVID-19.

23 LUGLIO. The Lancet Child & Adolescent Health. Neonatal management and outcomes during the COVID-19 pandemic: an observation cohort study
Su 1481 parti, 116 (8%) madri sono risultate positive per SARS-CoV-2 e 120 neonati. Tutti i neonati sono stati testati a 24 ore di vita e nessuno era positivo per SARS-CoV-2. 82 (68%) neonati hanno completato il follow-up nei giorni 5-7 di vita. Degli 82 neonati, 68 (83%) hanno alloggiato con le madri. Tutte le madri potevano allattare al seno. 79 (96%) su 82 neonati avevano una PCR ripetuta a 5-7 giorni di vita che era complessivamente negativa. Sono stati testati anche 72 (88%) neonati a 14 giorni di vita e nessuno era positivo. Nessuno dei neonati presentava sintomi di COVID-19.
I dati suggeriscono che è improbabile una trasmissione perinatale di COVID-19 se vengono prese le precauzioni igieniche corrette e se viene consentito ai neonati di alloggiare con le loro madri e se l'allattamento diretto al seno avviene con procedure sicure abbinate a un'educazione genitoriale efficace circa le strategie di protezione del bambino.
7 LUGLIO. Pediatr Res. European consensus recommendations for neonatal and paediatric retrievals of positive or suspected COVID-19 patients.
17 raccomandazioni di consenso a livello europeo specificano gli aspetti relativi al trasporto di pazienti COVID-19 neonatali e pediatrici, tra cui: definizione dei casi, dispositivi di protezione individuale, gestione delle vie aeree, attrezzature e strategie per la ventilazione invasiva e non invasiva, considerazioni speciali per il trasporto in incubatrici e barelle aperte e per i genitori raccomandazioni sul trasporto e decontaminazione dei veicoli.
Sulla base di prove scarse, vengono presentate le raccomandazioni sulle migliori pratiche per i team coinvolti nel trasporto neonatale e pediatrico, con l'obiettivo di proteggere team e pazienti ed evidenziate le lacune nelle conoscenze per una ricerca futura.
17 GIUGNO. Acta Paediatr. Novel Coronavirus Infection (COVID-19) in Children Younger Than One Year: A Systematic Review of Symptoms, Management and Outcomes
Lo scopo di questa revisione sistematica e meta-analisi è valutare le caratteristiche cliniche di COVID-19 nei neonati e nei bambini di età inferiore a un anno. La ricerca ha identificato 77 articoli sottoposti a revisione paritaria e 18 paper relativi a 160 neonati. I sintomi clinici più comuni erano febbre (54%) e tosse (33%). La maggior parte dei neonati sono stati trattati in modo sintomatico, con un uso frequente di vari farmaci empirici. I bambini piccoli e i neonati tendono ad avere una malattia COVID-19 più grave dei bambini più grandi: 11 (7%) sono stati ricoverati in terapia intensiva e un bambino è deceduto, con un tasso di mortalità dello 0,006% ma con esiti favorevoli nella maggior parte dei casi.
19 MAGGIO. Lancet. Horizontal transmission of severe acute respiratory syndrome coronavirus 2 to a premature infant: multiple organ injury and association with markers of inflammation
Bambino prematuro con grave infezione da SARS-CoV-2 in cui viene descritta la valutazione longitudinale della lesione multipla d'organo, dei marker infiammatori del sangue e della carica virale.
7 MAGGIO. In un articolo di The Lancet Child Adolescent Health viene segnalato il caso di un bambino estremamente pretermine con Covid-19COVID-19 in a 26-week preterm neonate
22 APRILE. NEJM. Late-Onset Neonatal Sepsis with Covid-19
Le condizioni di un bambino di 3 settimane con congestione nasale, tachipnea e ridotta alimentazione si sono aggravate, ha subito intubazione e ha ricevuto supporto emodinamico nell'unità di terapia intensiva pediatrica. La radiografia del torace mostrava opacità lineari bilaterali e il tampone nasale era positivo per SARS-CoV-2.
22 APRILEJAMA Pediatrics. Nella revisione Severe Acute Respiratory Syndrome Coronavirus 2 (SARS-CoV-2) Infection in Children and Adolescents. A Systematic Review viene segnalato solo 1 caso di infezione grave da Covid-19, che si è verificato in un neonato di 13 mesi. Questo paziente ha sviluppato vomito, diarrea, febbre e polmonite, complicati da shock con acidosi metabolica e insufficienza renale che hanno richiesto cure intensive e ventilazione assistita.
24 FEBBRAIO. JAMA. Nell'articolo del Chinese Center for Disease Control and Prevention che riporta 72.314 casi (JAMA 2020 Feb 24) gli autori affermano, pur con un numero di dati inferiore per i bambini, che i neonati e i piccoli lattanti siano a maggior rischio di infezioni polmonari anche se non particolarmente impegnative dal punto di vista clinico.


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Covid-19 nei bambini e adolescenti: sintomi lievi ma non sempre

28 NOVEMBRE. Acta Paediatr. Coronaviruses in Children: A Review of Potential Mechanisms of Childhood Protection.
#NOVITÁ  Le descrizioni della fisiopatologia delle infezioni da coronavirus suggeriscono diversi bersagli virali e percorsi immunomodulatori che influenzano la gravità della malattia. Prove limitate suggeriscono la variabilità per età dei recettori delle cellule virali e dei cofattori transmembrana necessari per l'ingresso e la replicazione del coronavirus. Tuttavia, la conseguente tempesta di citochine e l'effetto di una melatonina più elevata nei bambini dipendono dall'età e potrebbero spiegare una minore variabilità della malattia. Le evidenze attuali suggeriscono che i fattori dell'ospite possono svolgere un ruolo nello sviluppo di malattia grave nei bambini e possono rimanere protettivi nonostante la potenziale mutazione del virus in futuro. Tuttavia, ulteriori ricerche dovranno essere condotte per investigare ulteriormente i motivi per cui i bambini sono protetti dallo sviluppo di gravi forme di COVID-19.

23 NOVEMBRE. JAMA Pediatr. Assessment of 135 794 Pediatric Patients Tested for Severe Acute Respiratory Syndrome Coronavirus 2 Across the United States
#NOVITÁ Un totale di 135.794 pazienti pediatrici (53% maschi; età media [SD] 8,8 [6,7] anni; 3% pazienti asiatici, 15% pazienti neri, 11% pazienti ispanici e 59% pazienti bianchi; 290 per 10.000 abitanti [intervallo, 155-395 per 10.000 abitanti nei sistemi sanitari]) sono stati testati per SARS-CoV-2 e 5374 (4%) sono stati infettati dal virus (12 per 10.000 abitanti [intervallo, 7-16 per 10.000 popolazione]). Rispetto ai pazienti bianchi, i ragazzi di razza / etnia nera, ispanica e asiatica avevano tassi di test inferiori; tuttavia, era molto più probabile che risultatassero positivi ai test.
In questo ampio studio di coorte su pazienti pediatrici statunitensi, i tassi di infezione da SARS-CoV-2 erano bassi e le manifestazioni cliniche erano tipicamente lievi. Razza / etnia nera, ispanica e asiatica, adolescenza e giovane età adulta, condizioni croniche erano associate all'infezione. La diagnosi della malattia di Kawasaki non era un proxy efficace per la sindrome infiammatoria multisistemica infantile.

30 OTTOBRE. MedRxiv. Baseline characteristics, management, and outcomes of 55,270 children and adolescents diagnosed with COVID-19 and 1,952,693 with influenza in France, Germany, Spain, South Korea and the United States: an international network cohort study
Sono stati studiati un totale di 55.270 bambini/adolescenti con diagnosi di Covid-19 e 3.693 ricoverati con COVID-19 e 1.952.693 con diagnosi di influenza. Nonostante la mortalità trascurabile, le complicanze tra cui polmonite, ARDS e MIS-C erano più frequenti nei bambini/adolescenti con COVID-19 rispetto a quelli con l'influenza. Dispnea, anosmia e sintomi gastrointestinali potrebbero aiutare la diagnosi differenziale. Una vasta gamma di farmaci è stata utilizzata per la gestione ospedaliera del COVID-19 pediatrico.
18 OTTOBRE. MedRxiv. Systematic review of reviews of symptoms and signs of COVID-19 in children and adolescents
Revisione sistematica delle revisioni sulla prevalenza dei sintomi e dei segni di COVID-19 nei soggetti di età inferiore ai 20 anni.
30 SETTEMBRE. Med Hypotheses. COVID-19 in children: Could pertussis vaccine play the protective role?
La pertosse è una malattia infettiva delle vie respiratorie prevenibile con il vaccino e condivide molte somiglianze con COVID-19, inclusa la trasmissione e le caratteristiche cliniche. Sebbene la pertosse sia causata da un batterio (Bordetella pertussis), mentre COVID-19 è un'infezione virale (SARS-CoV-2), dati precedenti hanno mostrato che reattività crociata e risposte adattative eterologhe possono essere osservate con agenti biologici non correlati, come come tra batteri e virus.
29 SETTEMBRE. Pediatr Crit Care Med. Caring for Critically Ill Children With Suspected or Proven Coronavirus Disease 2019 Infection: Recommendations by the Scientific Sections' Collaborative of the European Society of Pediatric and Neonatal Intensive Care
In questo articolo viene analizzata l'attuale conoscenza clinica della malattia da coronavirus 2019 nei bambini in condizioni severe, sono discussi alcuni trattamenti specifici basati su esperienze limitate e viene evidenziata la mancanza di studi controllati nei bambini in questo momento.
29 SETTEMBRE.
Il Position paper dell'Associazione Ospedali Pediatrici Italiani (Aopi) si sofferma sulle principali peculiarità del virus in ambito pediatrico, sulle azioni messe in campo nella prima fase e sulle proposte per avviare interventi tempestivi nelle fasi successive, anche in vista di una possibile “ripresa autunnale della pandemia”. Alcuni dati importanti emergono dal position paper. Rispetto all’impatto della pandemia sull’adulto, l’ambito pediatrico si caratterizza per le seguenti caratteristiche:
  • L’età pediatrica (fascia di età 0-18 anni) rappresenta una piccola proporzione del totale dei casi accertati: al 14 luglio 2020 circa il 2.2% (5.318 casi su 243.316 casi totali). Di questa popolazione, il 12.4% ha un’età inferiore o uguale ad 1 anno, il 18.5% ha un’età compresa tra 2 e 6 anni e il 69.0% tra 7 e 17 anni
  • I dati preliminari provenienti dallo studio italiano di sieroprevalenza condotto dall’ISTAT mostrano, al 28 luglio 2020, 6.887 casi di pazienti pediatrici postivi per SARS-CoV-2 (2,8% di tutti i postivi); nei bambini di età compresa fra 0 e 5 anni la sieroprevalenza è inferiore (1,3%)
  • L’età media dei pazienti Covid-19 in età pediatrica, secondo uno studio europeo, è pari a 5 anni (dati di aprile), mentre uno studio italiano (febbraio-maggio) riporta un’età media pari a 11 anni, probabilmente in relazione alla maggior percentuale dei casi registrati nella fascia di età adolescenziale nel nostro Paese
  • La maggior parte dei bambini affetti da Covid-19 (circa il 75%) non presenta comorbidità
  • Il tasso di ricovero ospedaliero nei bambini risulta elevato (circa il 65%), sebbene un recente studio italiano riporti tassi molto inferiori (13.3%). Il rischio di ospedalizzazione è inversamente proporzionale all’età: i bambini di età inferiore a 12 mesi sono a maggior rischio (36%) rispetto ai bambini di età maggiore (<13%). Il rischio di ricovero in Terapia Intensiva è maggiore nella coorte 2-6 anni
  • Tutti gli studi finora condotti sulla popolazione pediatrica affetta da Covid-19 hanno dimostrato che la malattia si presenta più frequentemente in maniera asintomatica o paucisintomatica rispetto agli adulti ed alla popolazione anziana (rispettivamente circa 63% vs 44% e 27%), con rare complicanze ed esito favorevole
  • Nei pazienti sintomatici, la febbre risulta essere la manifestazione clinica più comune, seguita da segni o sintomi di coinvolgimento dell’apparato respiratorio (tosse, rinite, difficoltà respiratoria)
  • La mortalità in età pediatrica è bassa, inferiore allo 0.5%, comparata al 14% circa della popolazione generale.

24 SETTEMBREItalian Journal of Pediatrics. Treatment of children with COVID-19: position paper of the Italian Society of Pediatric Infectious Disease
Una dichiarazione di consenso è stata formulata dopo aver esaminato la letteratura disponibile sulle strategie di trattamento pediatrico per COVID-19 da parte del Comitato Direttivo e Scientifico della Società Italiana di Malattie Infettive Pediatriche in collaborazione con la Società Italiana di Pediatria.
23 SETTEMBRE. Pediatrics. COVID-19 in 17 Italian Pediatric Emergency Departments
170 bambini italiani sono stati presi in esame e confrontati con le coorti precedentemente segnalate. La coorte presenta pazienti più giovani rispetto alle altre e principalmente esposti a non parenti. I pazienti hanno richiesto poche risorse diagnostiche. Una classificazione clinicamente guidata potrebbe essere più utile quando si ha a che fare con COVID-19 pediatrico, che, a parte rare presentazioni (Sindrome infiammatoria multisistemica), nella maggior parte dei casi rappresenta un onere organizzativo per il pronto soccorso.

15 SETTEMBRE. Medicina (Kaunas). Clinical Characteristics of Asymptomatic and Symptomatic Pediatric Coronavirus Disease 2019 (COVID-19): A Systematic Review
Scoprire precocemente la malattia nei bambini è importante per controllare la pandemia, poiché i bambini asintomatici o leggermente infetti possono agire come portatori. Ad oggi, ci sono studi limitati che descrivono le differenze nelle caratteristiche cliniche, di laboratorio e radiologiche tra infezione asintomatica e sintomatica e tra pazienti pediatrici più giovani e non. L'obiettivo di questo studio è confrontare le caratteristiche tra pazienti pediatrici asintomatici versus sintomatici e tra i più piccoli di 10 anni versus i più grandi.
La revisione sistematica riassume le caratteristiche cliniche di 158 pazienti pediatrici stratificati sia per la presenza di sintomi (asintomatici versus sintomatici) che per gruppi di età (superiore e inferiore a 10 anni). Non si segnalano decessi e la maggior parte dei casi è guarita. Tuttavia, i maschi hanno maggiori probabilità di avere un'infezione asintomatica e i risultati di laboratorio anomali hanno individuato meglio il Covid-19 pediatrico sintomatico da quello asintomatico. 
7 SETTEMBRE. BMJ.Covid-19: UK studies find gastrointestinal symptoms are common in children
I sintomi gastrointestinali sono comuni nei bambini infettati da SARS-CoV-2 e potrebbero attivare i test per il virus, dicono i ricercatori.
Pubblicata ad agosto, ma su casi fino al 30 aprile. A systematic review and meta-analysis of children with Coronavirus Disease 2019 (COVID-19)
I pazienti pediatrici con COVID-19 possono manifestare una malattia più lieve con manifestazioni cliniche atipiche e raramente linfopenia. L'elevata incidenza di malattie critiche e vomito necessitano attenzione nei bambini di età inferiore a 1 anno. 48 studi per un totale di 5829 pazienti pediatrici sono stati inclusi.
15 LUGLIO. Pediatrics. COVID-19 Disease Severity Risk Factors for Pediatric Patients in Italy
Studio ISS su Covid nei bambini italiani: i casi pediatrici rappresentano l’1,8% del totale, l'età mediana è 11 anni, il 13,3% dei casi è stato ricoverato in ospedale, le patologie preesistenti raddoppiano il rischio di maggiore gravità della malattia
La fotografia dei casi pediatrici in Italia è stata scattata nello studio pubblicato sulla rivista Pediatrics a cura dell’Istituto Superiore di Sanità, con la partecipazione del Ministero della Salute e dell'Ospedale Bambino Gesù di Roma. I dati suggeriscono che i casi pediatrici di COVID-19 siano meno gravi rispetto alle altre classi di età, tuttavia l'età ≤ 1 anno e la presenza di condizioni patologiche preesistenti rappresentano fattori di rischio di gravità della malattia, pertanto le misure di controllo andrebbero mantenute ed eventualmente implementate per proteggere i bambini più vulnerabili.
25 GIUGNO. The Lancet Child & Adolescent Health.  COVID-19 in children and adolescents in Europe: a multinational, multicentre cohort study
Questo studio è il primo studio multinazionale e multicentrico sui bambini con COVID-19 e fornisce una panoramica dettagliata dell'infezione da SARS-CoV-2 nei bambini d'Europa durante il picco iniziale della pandemia, che è stata facilitata dalla collaborazione di 82 centri in 25 paesi europei. Lo studio ha diversi risultati chiave. In primo luogo, i dati mostrano che COVID-19 è generalmente una malattia lieve nei bambini, compresi i neonati. In secondo luogo, lo studio ha scoperto che una percentuale sostanziale (8%) di bambini sviluppa una malattia grave, che richiede un supporto di terapia intensiva e ventilazione prolungata. Sono stati identificati diversi fattori predisponenti per richiedere il supporto di cure intensive. In terzo luogo, lo studio conferma che l'esito fatale è raro nei bambini. Vi è stata una notevole variabilità nell'uso di farmaci tra antivirali e immunomodulatori, riflettendo le attuali incertezze riguardo alle opzioni di trattamento specifiche.
17 GIUGNO. Pediatr Res. Coronavirus Disease 2019 (COVID-19) in Children and/or Adolescents: A Meta-Analysis
Sono stati analizzati gli studi osservazionali sui database PubMed, Scopus e Web of Science che descrivono COVID-19 in bambini e/o adolescenti fino all'11 aprile 2020.
19 gli studi inclusi per un totale di 2855 bambini e/o adolescenti con COVID-19.
Circa il 47% dei soggetti presentava febbre, 37% tosse, 4% diarrea, congestione nasale 2%, dispnea l'1% e 0% dolore addominale.
I soggetti presentavano sintomi lievi nel 79% dei casi, solo il 4% risultava critico. Tra quelli con polmonite con tomografia computerizzata, il 26,4% aveva un coinvolgimento unilaterale, il 16% coinvolgimento bilaterale e il 9% polmonite interstiziale.
Gli autori concludono che i bambini e/o gli adolescenti tendono ad avere un decorso spesso lieve con buona prognosi.
11 GIUGNO. Clinical Microbiology and Infection. Low risk for SARS-CoV2 symptomatic infection and early complications in pediatric patients
during the ongoing CoVID19 epidemics in Lombardy
Gli autori concordano con i dati già riportati in Cina, a sostegno dell'ipotesi che CoVID-19 clinicamente evidente è meno frequente e più mite nella popolazione pediatrica. I dati presentati, raccolti nel contesto di un programma organizzato di sorveglianza, corroborano le precedenti osservazioni e sottolineano la necessità di comprendere meglio lo spettro clinico di CoVID-19 nella popolazione pediatrica. CoVID-19 colpisce bambini e giovani in maniera meno grave, in contrasto con le altre potenti pandemie virali, compresa l'influenza A.

3 GIUGNOEuropean Journal of Pediatrics. Characteristic of COVID-19 Infection in Pediatric Patients: Early Findings From Two Italian Pediatric Research Networks
In questo studio descrittivo, i ricercatori prendono in esame 130 bambini con COVID-19 confermato diagnosticati in 28 centri (principalmente ospedalieri) di 10 regioni italiane durante i primi mesi della pandemia. Tra questi, 67 (51,5%) avevano un parente con COVID-19, mentre 34 (26,2%) presentavano comorbilità con le più frequenti malattie croniche respiratorie, cardiache o neuromuscolari. Complessivamente 98 (75,4%) avevano una malattia asintomatica o lieve, 11 (8,5%) una malattia moderata, 11 (8,5%) una malattia grave e 9 (6,9%) presentavano una manifestazione critica con neonati di età inferiore a 6 mesi con un aumento del rischio di gravità della malattia critica (OR 5,6, IC 95% da 1,3 a 29,1).

Questa serie di casi descrittivi in bambini con COVID-19, che comprende principalmente casi arruolati a livello ospedaliero, suggerisce che COVID-19 potrebbe avere un tasso non trascurabile di presentazioni gravi in ​​popolazioni pediatriche selezionate con un tasso relativamente alto di comorbidità. Sono necessari ulteriori studi per comprendere ulteriormente la presentazione e gli esiti nei bambini con bisogni speciali.

Tra la serie di casi, per lo più diagnosticati a livello ospedaliero e con un tasso relativamente elevato (26,2%) di comorbilità, circa tre quarti presentavano un disturbo asintomatico o malattia lieve. Tuttavia, il 57,7% è stato ricoverato in ospedale (75 bambini), l'11,5% ha avuto bisogno di supporto respiratorio (15 bambini) e il 6,9% è stato trattato in un'unità di terapia intensiva (9 bambini).
19 MAGGIO. The Lancet Child and Adolescent Health.Gastrointestinal features in children with COVID-19: an observation of varied presentation in eight children
L'articolo riferisce di otto bambini con COVID-19 e con sintomi di appendicite atipica che ha richiesto il ricovero in ospedale. Gli autori evidenziano che mentre l'esame clinico dovrebbe guidare il processo decisionale e l'ecografia è spesso l'unica modalità di imaging diagnostico per escludere l'appendicite, l'imaging trasversale è stata necessaria per la diagnosi differenziale in 4 pazienti su 8. Tutti i bambini sono stati sottoposti a imaging per confermare l'ileite terminale e non è stato richiesto alcun intervento chirurgico. Gli autori sottolineano l'importanza dell'imaging addominale e di un test COVID-19 nei bambini prima dell'intervento chirurgico data questa insolita presentazione nei bambini e negli adolescenti.
18 MAGGIO. Eur J Pediatr. SARS-COV-2 Infection in Children and Newborns: A Systematic Review 
Lo scopo di questo studio è rivedere sistematicamente le principali caratteristiche cliniche e gli esiti delle infezioni da SARS-CoV-2 in età pediatrica. Una ricerca è stata condotta nel database PubMed. Sono stati selezionati articoli pubblicati tra il 1 gennaio e il 1 maggio 2020, compresi i bambini di età compresa tra 0 e 18 anni. Sono stati inclusi sessantadue studi e tre revisioni, con un campione di 7480 bambini (2428/4660 maschi 52,1%; età media ponderata 7,6 anni).
Cosa è noto: • Esistono prove limitate sull'infezione SARS-CoV2 nei bambini.
Novità:
• Sistematicamente le prove disponibili esaminate hanno dimostrato che i bambini con infezione da SARS-CoV-2 possono presentare un modello di malattia meno grave rispetto agli adulti
• Gli esami del sangue e i risultati della radiologia sono principalmente non specifici nei bambini, ma possono aiutare a identificare coloro che sono gravemente malati.

17 MAGGIO. J Med Virol. Children with Coronavirus Disease 2019 (COVID-19): A Review of Demographic, Clinical, Laboratory and Imaging Features in 2,597 Pediatric Patients
In questa recensione, sono state valutate le caratteristiche demografiche, cliniche, di laboratorio e di imaging di 2.597 pazienti pediatrici di COVID-19. Si è scoperto che la linfopenia, più comune negli adulti, si è verificata raramente nei bambini (9,8%). Inoltre, l'elevato isoenzima della creatinchinasi MB (CK-MB) è stato osservato molto più comunemente nei bambini (27,0%) rispetto agli adulti, suggerendo che le lesioni cardiache sarebbero più probabili nei pazienti pediatrici.
17 MAGGIO. AllergyAllergy and asthma in children and adolescents during the COVID outbreak: what we know and how we could prevent allergy and asthma flares?
L'articolo delinea la gestione di bambini e adolescenti con allergia e asma durante la pandemia COVID-19. Secondo gli autori, tutti i bambini e gli adolescenti con asma dovrebbero attenersi al proprio piano terapeutico. Principalmente, chi soffre di asma non controllata, moderato-grave, non dovrebbe sospendere i farmaci, incluso corticosteroidi e seguire le indicazioni terapeutiche del proprio medico.
13 MAGGIO. The Lancet Child & Adolescent HealthThe severity of COVID-19 in children on immunosuppressive medication
In 6 settimane dopo il 15 marzo 2020, 18 bambini di 16 centri di nefrologia pediatrica in 11 paesi (Spagna, Svizzera, Cina, Regno Unito, Germania, Francia, Svezia, Colombia, Stati Uniti, Iran e Belgio) che hanno incontrato i nostri criteri sono stati inclusi nello studio. Abbiamo considerato le diagnosi, il trattamento immunosoppressivo in corso, i sintomi clinici e gli esiti.

Questi dati sebbene di un piccolo numero di bambini suggeriscono che anche i bambini che ricevono un trattamento immunosoppressivo per varie indicazioni sembrano avere un decorso clinico lieve. Allo stesso modo, uno studio con otto bambini con malattia infiammatoria intestinale ha rivelato che tutti i bambini con diagnosi di Covid-19 avevano un'infezione lieve, nonostante il trattamento con immunomodulatori, sostanze biologiche o entrambi.
11 MAGGIO. Acta Biomed. Coronavirus Disease 2019 (COVID-19) in adolescents: An update on current clinical and diagnostic characteristics
Questo documento riassume i risultati (al 3 aprile 2020) di una revisione sistematica della letteratura sulle attuali conoscenze di COVID-19 negli adolescenti (10-19 anni secondo la definizione dell'OMS) e riporta i dati epidemiologici preliminari dichiarati dall'Istituto Superiore di sanità italiano.

In sintesi, rispetto ai pazienti anziani, i pazienti COVID-19 adolescenti e giovani adulti hanno un periodo di incubazione più lungo, un intervallo seriale più breve, maggiori probabilità di essere asintomatici e un tasso di mortalità più basso. Sono necessari studi epidemiologici più ampi per confermare la minore suscettibilità e una presentazione clinica più lieve di COVID-19 negli adolescenti e un follow-up esteso per dare informazioni più dettagliate sui potenziali fattori di rischio che interferiscono con gli esiti clinici.
I risultati clinici e di laboratorio più comuni negli adolescenti con COVID-19 sono:
  • periodo di incubazione negli adolescenti e nei giovani adulti è più lungo che nei pazienti più anziani
  • rispetto ai giovani adulti, gli adolescenti hanno meno probabilità di essere in sovrappeso/obesi, fumare e bere alcolici
  • non sono stati osservati casi gravi e vi è maggiore probabilità di casi asintomatici (14,3% vs 6,3%)
  • i pazienti adolescenti e giovani adulti con COVID-19 presentano diversi schemi di sintomi e una minore incidenza di risultati anormali di laboratorio. I marker infiammatori della proteina C-reattiva (CRP) e della procalcitonina (PCT) sono elevati nel 13,6% e nel 10,6% dei casi, rispettivamente
  • nel 50% degli adolescenti è stata riscontrata opacità a vetro smerigliato rispetto al 68,8% dei giovani adulti
  • rispetto ai giovani adulti, i pazienti adolescenti hanno ricevuto meno ossigenoterapia e con un numero inferiore di giorni di febbre persistente
  • un numero inferiore di adolescenti ha sviluppato gravi complicanze.

11 MAGGIO. Clinical Infectious Diseases. SARS-CoV-2 (COVID-19): What do we know about children? A systematic review
Gli autori hanno condotto una rapida revisione sistematica e sintesi narrativa di tutta la letteratura relativa a SARS-CoV-2 nelle popolazioni pediatriche. I termini di ricerca includevano anche SARS-CoV e MERS-CoV. La ricerca è stata effettuata in alcuni database MEDLINE, MedRxiv, tra le risorse OMS e nei COVID-19 19 resource centre di undici importanti riviste ed editori. Sono stati inclusi gli abstract in inglese di documenti in lingua cinese. Dai 1657 documenti iniziali 105 articoli completi sono stati valutati per l'ammissibilità. Di questi 24 sono gli studi relativi a COVID-19 inclusi nella revisione.

I bambini sembrano essere meno colpiti dalla malattia rispetto agli adulti dai tassi osservati nei grandi studi epidemiologici. Questo può essere dovuto al fatto che i bambini sono spesso asintomatici o presentano sintomatologia lieve, quindi non attraggono l'attenzione del medico, non vengono testati e di conseguenza conteggiati tra i casi positivi.

Dagli studi presi in esame i dati sugli esiti clinici sono scarsi, ma includono diverse segnalazioni di infezione asintomatica e un decorso più lieve della malattia nei bambini piccoli, sebbene si notino anomalie radiologiche. I casi gravi non sono riportati in dettaglio e ci sono pochi dati relativi alla trasmissione.
11 MAGGIO. JAMACharacteristics and Outcomes of Children With Coronavirus Disease 2019 (COVID-19) Infection Admitted to US and Canadian Pediatric Intensive Care Units
In questo studio trasversale di 46 PICU nordamericani, tra il 14 marzo e il 3 aprile 2020, 48 bambini sono stati ammessi in 14 unità di terapia intensiva pediatrica (PICU) negli Stati Uniti e nessuno in Canada. Un totale di 40 bambini (83%) presentava condizioni mediche di base preesistenti, 35 (73%) presentavano sintomi respiratori e 18 (38%) richiedevano ventilazione invasiva e il tasso di mortalità ospedaliera è stato del 4,2%.
Questo studio mostra che COVID-19 può comportare un carico di malattia significativo nei bambini, ma conferma che la malattia grave è meno frequente e che i risultati ospedalieri precoci nei bambini sono migliori che negli adulti.
8 MAGGIO. J Clin Virol. Characterisation of COVID-19 Pandemic in Paediatric Age Group: A Systematic Review and Meta-Analysis.
I sintomi più frequentemente riportati sono stati tosse 49% e febbre 47%. Linfopenia e aumento della procalcitonina sono stati registrati rispettivamente nel 21 e 28% dei casi. Nessuna differenza di genere per COVID-19 è stata trovata nella fascia di età pediatrica (p = 0,7). Il tasso di mortalità è stato dello 0%. Quattro neonati su 58 (6,8%) nati con COVID-19 avevano madri positive alla malattia.
La malattia nei pazienti pediatrici ha una buona prognosi rispetto agli adulti. Il ricorso alla terapia intensiva e la morte sono rari. La trasmissione verticale e la diffusione del virus nel latte materno devono ancora essere stabilite.

7 MAGGIO. Eurosurveillance. Multicentre Italian study of SARS-CoV-2 infection in children and adolescents, preliminary data as at 10 April 2020
Lo studio multicentrico coinvolge 11 dei 13 ospedali esclusivamente pediatrici e 51 delle 390 unità pediatriche in tutta Italia, prevalentemente nelle regioni centrali e settentrionali.
I dati includono tutti i pazienti pediatrici in cui è stata documentata COVID-19 mediante almeno un campione di tampone nasale/faringeo positivo utilizzando il test RT-PCR.

Sono 168 i casi pediatrici confermati in laboratorio (mediana: 2,3 anni, intervallo: 1 giorno-17,7 anni, 55,9% maschi), di cui il 67,9% è stato ricoverato in ospedale e il 19,6% ha avuto comorbilità. La febbre è stata il sintomo più comune, le manifestazioni gastrointestinali frequenti. Due bambini hanno richiesto cure intensive, cinque hanno avuto convulsioni, 49 hanno ricevuto trattamenti sperimentali e tutti sono guariti.
1 MAGGIONEJM. Nei bambini, come recentemente confermato anche da una casistica italiana di bambini che hanno avuto accesso al Pronto Soccorso (Children with Covid-19 in Pediatric Emergency Departments in Italy), possiamo confermare come l’infezione da Covid-19 non si presenti nella grande maggioranza dei casi con una sintomatologia grave.
22 APRILE. JAMA Pediatrics. Severe Acute Respiratory Syndrome Coronavirus 2 (SARS-CoV-2) Infection in Children and Adolescents. A Systematic Review
La revisione sistematica dei ricercatori italiani pubblicata su Jama Pediatrics, ha selezionato gli articoli che rispettavano i seguenti criteri di inclusione:
  • Popolazione: bambini e adolescenti (età 0-19) con infezione confermata da tampone rinofaringeo
  • Disegno dello studio: studi retrospettivi, bollettini e relazioni nazionali
  • Risultati: valutazione dei sintomi clinici, descrizione delle fonti e dei meccanismi di diffusione dell’ infezione, descrizione dei test diagnostici e delle strategie terapeutiche, prognosi
Da 815 articoli iniziali, 18 sono quelli considerati nell’analisi, per un totale di 1.065 pazienti con infezione confermata da tampone rinofaringeo (444 pazienti avevano meno di 10 anni e 553 erano di età compresa tra 10 e 19 anni). Dagli studi emerge che i bambini di qualsiasi età hanno manifestato lievi sintomi respiratori, vale a dire febbre, tosse secca e stanchezza, o erano asintomatici. Nei casi in cui è stata eseguita radiografia toracica, è stato riscontrato un ispessimento bronchiale e opacizzazioni a vetro smerigliato e questi risultati sono stati riportati anche in pazienti asintomatici.
Non sono stati segnalati decessi in bambini da 0 a 9 anni.
In generale, tutti i pazienti hanno avuto una buona prognosi; tuttavia è stato segnalato un morto nella fascia di età compresa tra i 10 e i 19 anni. I dati sulle terapie sono piuttosto limitati. I pazienti con sintomi respiratori leggeri, polmonite e febbre sono stati trattati con antibiotici e cure di supporto. Nessuno dei pazienti ha richiesto la terapia con ossigeno.
quadratino Per maggiori dettagli e per la bibliografia completa si rimanda all'articolo Covid-19 nei bambini e negli adolescenti, su Jama Pediatrics una revisione sistematica su ars.toscana.it

23 MARZO. Acta pediatrica Systematic review of COVID‐19 in children shows milder cases and a better prognosis than adults
È stata condotta una revisione sistematica di letteratura per identificare articoli su COVID‐19, utilizzando i database MEDLINE ed Embase tra il 1 gennaio e il 18 marzo 2020. La ricerca ha identificato 45 articoli pertinenti. I bambini che rappresentano l'1-5% dei casi diagnosticati di COVID-19, presentano sintomatologia più lieve rispetto agli adulti e i decessi sono stati estremamente rari. I risultati diagnostici sono simili agli adulti, con prevalenza di febbre e sintomi respiratori, ma un minor numero di bambini ha sviluppato polmonite grave.
Marcatori infiammatori elevati sono meno comuni nei bambini e la linfocitopenia sembra rara. I neonati hanno sviluppato COVID‐19 sintomatico, ma le prove della trasmissione intrauterina verticale sono ancora scarse. Il trattamento suggerito include la fornitura di ossigeno, inalazioni, supporto nutrizionale e mantenimento di equilibri di liquidi ed elettroliti.

24 FEBBRAIO. JAMA. Characteristics of and Important Lessons From the Coronavirus Disease 2019 (COVID-19) Outbreak in China: Summary of a Report of 72 314 Cases From the Chinese Center for Disease Control and Prevention
L'articolo del Chinese Center for Disease Control and Prevention riporta che su 72.314 casi, meno dell’1% riguardano bambini di età inferiore ai 10 anni e un altro 1% persone tra 10 e 19 anni.
La descrizione degli aspetti clinici dei casi confermati si basa finora su poche centinaia di bambini e adolescenti di età inferiore a 18 anni: 35% erano asintomatici o presentavano solo un'infezione delle alte vie respiratorie, il restante 65% aveva una diagnosi di polmonite. Tuttavia, trattandosi di casistiche per lo più ospedaliere o comunque di soggetti a stretto contatto con casi familiari sintomatici, è presumibile pensare che le infezioni asintomatiche e lievi fossero - e siano anche nella nostra realtà - molte di più. Ciò è importante perché proprio i bambini potrebbero essere o essere stati più facilmente degli adulti veicoli di infezione, in particolare nei confronti delle persone più anziane (i nonni).

Per ciò che riguarda i sintomi, come nell’adulto è presente febbre, che nel bambino però non è elevata, spesso <38°C, sintomi respiratori (congestione nasale, tosse, mancanza di fiato ma quest’ultima non frequente) e - forse più caratteristici dei bambini - sintomi gastroenterici quali vomito e diarrea. Del resto COVID-19 è stato riscontrato anche nelle feci e proprio i bambini, per il loro stile di vita, potrebbero più facilmente infettarsi anche per via oro-fecale.
quadratino Per maggiori dettagli e per la bibliografia completa si rimanda all'articolo COVID-19: e i bambini? su ars.toscana.it


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Decorso nei bambini con trattamento immunosoppressivo 

Anche i bambini che presentano patologie croniche hanno live sintomatologia: da una patologia molto frequente e relativamente benigna come l’asma bronchiale, a patologie più rare e più impegnative quali i tumori, le immunodeficienze, la fibrosi cistica.

20 NOVEMBRE. Int J Infect Dis. Severe COVID-19 Infection and Pediatric Comorbidities: A Systematic Review and Meta-Analysis
#NOVITÁ  Date le informazioni limitate, lo studio ha indagato gli effetti delle comorbidità pediatriche sulla gravità della malattia da SARS-Cov-2 mediante una revisione sistematica e una meta-analisi della letteratura pubblicata. I bambini con comorbidità hanno un rischio più elevato di COVID-19 grave e mortalità associata, rispetto ai bambini senza malattie pregresse. Ma ulteriori studi sono necessari per valutare ulteriormente questa relazione.

15 SETTEMBRE. La rete dei Centri per la cura delle Immunodeficienze (IPINet) pubblica le raccomandazioni per il rientro a scuola dei bambini affetti da disordini congeniti dell’immunità e per i loro genitori. Le raccomandazioni sono basate sulla letteratura ad oggi disponibile, ancorché scarsa, e mirano a garantire un rientro e una permanenza a scuola in sicurezza.

13 MAGGIO. CORRESPONDENCE. The severity of COVID-19 in children on immunosuppressive medication
In 6 settimane dopo il 15 marzo 2020, 18 bambini di 16 centri di nefrologia pediatrica in 11 paesi (Spagna, Svizzera, Cina, Regno Unito, Germania, Francia, Svezia, Colombia, Stati Uniti, Iran e Belgio) che hanno incontrato i nostri criteri sono stati inclusi
nello studio. Abbiamo considerato le diagnosi, il trattamento immunosoppressivo in corso, i sintomi clinici e gli esiti.
Questi dati sebbene di un piccolo numero di bambini suggeriscono che anche i bambini che ricevono un trattamento immunosoppressivo per varie indicazioni sembrano avere un decorso clinico lieve. Allo stesso modo, uno studio con otto bambini con malattia infiammatoria intestinale ha rivelato che tutti i bambini con diagnosi di Covid-19 avevano un'infezione lieve, nonostante il trattamento con immunomodulatori, sostanze biologiche o entrambi.

1 MAGGIOBMJ. Covid-19 is no worse in immunocompromised children, says NICE. Gli autori suggeriscono ai medici di rassicurare i genitori e gli operatori. La Covid-19 di solito provoca una malattia lieve e autolimitante nei bambini e nei giovani, anche in quelli immunocompromessi, afferma il NICE.

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Sindrome infiammatoria multisistemica in alcuni cluster di bambini

17 SETTEMBRE. COMMENT. A national consensus management pathway for paediatric inflammatory multisystem syndrome temporally associated with COVID-19 (PIMS-TS): results of a national Delphi process
Consensus guidance UK per la sindrome infiammatoria multisistemica nei bambini associata a COVID-19
Le dichiarazioni di consenso rappresentano le opinioni dei medici britannici. L'indagine iniziale sui bambini con sospetta PIMS-TS, inclusi marcatori nel sangue per aiutare a determinare la gravità della malattia, un ecocardiogramma e uno screening virale e settico per escludere altre cause infettive. L'importanza di un team multidisciplinare nel processo decisionale per i bambini con PIMS-TS è evidenziata in tutta la guida, insieme alle opzioni di trattamento raccomandate, tra cui cure di supporto, immunoglobulina endovenosa, metilprednisolone e terapie biologiche.
4 SETTEMBRE. The Lancet. Multisystem inflammatory syndrome in children: A systematic review
Sindrome infiammatoria multisistemica nei bambini: una revisione sistematica
La sindrome infiammatoria multisistemica è una nuova malattia pediatrica associata a SARS-CoV-2 pericolosa e potenzialmente letale.
Questa review descrive la presentazione tipica e gli esiti nei bambini con questa condizione iperinfiammatoria. La maggior parte dei bambini sopravviverà grazie al rapido riconoscimento e cure mediche mirate, ma i risultati a lungo termine di questa condizione sono attualmente sconosciuti.
11 AGOSTO. The Cell. The Immunology of Multisystem Inflammatory Syndrome in Children with COVID-19
Scoperto il meccanismo che scatena la risposta infiammatoria nei bambini.
La malattia infiammatoria sistemica causata nei bambini dall’infezione da Sars-Cov2 denominata MIS-C (Multisystem Inflammatory Syndrome in Children) è stata confusa inizialmente con la malattia di Kawasaki. Lo studio “CACTUS" dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù con il Karolinska Institutet di Stoccolma stabilisce le caratteristiche immunologiche differenti delle due malattie. In entrambe le malattie, Kawasaki e MIS-C, è stata rilevata un’alterazione dei livelli delle citochine coinvolte nella risposta immunitaria, ma con delle differenze: ad esempio l’interleuchina 17a (IL-17a) è risultata particolarmente elevata nei bambini con malattia di Kawasaki ma non in quelli con Covid e MIS-C. I danni d'organo dei pazienti affetti da Covid che sviluppano MIS-C sono dovuti a un’elevata presenza di auto-anticorpi, cioè di anticorpi diretti contro particolari porzioni di tessuto cardiaco o sostanze propri dell'organismo.
Come trattamenti mirati, i ricercatori suggeriscono l'uso di immunoglobuline ad alte dosi per limitare l’effetto degli autoanticorpi, anakinra e cortisone quando la malattia è in fase precoce.

17 AGOSTO. The Lancet Infectious Diseases. COVID-19 and multisystem inflammatory syndrome in children and adolescents
Condizioni infiammatorie multisistemiche associate a COVID-19 sono spesso segnalatie in bambini e adolescenti. Tuttavia, l'associazione tra sindrome infiammatoria multisistemica nei bambini e COVID-19 è ancora sconosciuta. Una revisione su The Lancet Infectious Diseases esamina l'epidemiologia, le cause, le caratteristiche cliniche e gli attuali protocolli di trattamento per la sindrome infiammatoria multisistemica associata a COVID-19 nei bambini e negli adolescenti. La revisione discute anche i possibili meccanismi fisiopatologici alla base dei processi infiammatori indotti da COVID-19, che possono portare a danni d'organo nei pazienti pediatrici gravemente malati.
23 LUGLIO. NEJM. Multisystem Inflammatory Syndrome in U.S. Children and Adolescents
Comprendere l'epidemiologia e il decorso clinico della sindrome infiammatoria multisistemica nei bambini (MIS-C) e la sua associazione temporale con Covid-19 è importante, date le implicazioni cliniche e di salute pubblica. Infatti, la sindrome infiammatoria multisistemica associata a SARS-CoV-2 ha portato a malattie gravi e potenzialmente letali in bambini e adolescenti precedentemente sani.
Lo studio segnala 186 pazienti con MIS-C in 26 stati. I casi sono stati inclusi in base a 6 criteri: malattia grave che porta al ricovero, età inferiore a 21 anni, febbre durata per almeno 24 ore, infiammazione accertata in laboratorio, coinvolgimento di organi multisistemici ed evidenza di infezione da SARS-CoV-2 accertata con RT-PCR, test sugli anticorpi o esposizione a persone con Covid-19 nell'ultimo mese.
Per approfondire: Multisystem Inflammatory Syndrome in Children in New York State

20 LUGLIO. JAMA. Should Coronavirus Disease 2019–Associated Inflammatory Syndromes in Children Affect Social Reintegration?
Recenti articoli in diverse riviste mediche, tra cui JAMA e i media in generale hanno messo in evidenza la comparsa di sindromi infiammatorie associate alla malattia coronavirus 2019 nei bambini. La SARS-CoV-2 sembra indurre questa nuova condizione, che è stata chiamata sindrome infiammatoria multisistemica pediatrica (PIMS) o sindrome infiammatoria multisistemica pediatrica temporalmente associata a SARS-CoV-2 (PIMS-TS) e descritta in dettaglio dagli scienziati europei e di New York. Inoltre, i ricercatori in Italia hanno riferito5di un drammatico aumento della malattia di Kawasaki (KD), spesso associato a risultati sierologici positivi dei test per COVID-19.
In sintesi, le sindromi infiammatorie pediatriche presumibilmente innescate dall'esposizione alla SARS-CoV-2 meritano una maggiore consapevolezza perché hanno esiti critici che potenzialmente alterano la vita dei bambini affetti. Sono inoltre assolutamente necessarie ricerche approfondite in questo settore, così come definizioni di casi ben definite e uniformi. Tuttavia, a meno che nei prossimi mesi non si verifichi un aumento sostanziale del numero di casi, queste sindromi rimangono rare e non dovrebbero essere utilizzate per modificare sostanzialmente le decisioni che riguardano milioni di scolari.
9 LUGLIO. The LancetIntensive care admissions of children with paediatric inflammatory multisystem syndrome temporally associated with SARS-CoV-2 (PIMS-TS) in the UK: a multicentre observational study
Nell'aprile 2020, nel Regno Unito alcuni medici hanno osservato in un gruppo di bambini infiammazione inspiegabile che richiedeva l'ammissione alle unità di terapia intensiva pediatrica (PICU). Lo studio descrive le caratteristiche cliniche, il decorso, la gestione e gli esiti dei pazienti ricoverati in PICU con questa condizione, che ora è nota come sindrome multisistemica infiammatoria pediatrica associata temporalmente a SARS-CoV-2 (PIMS-TS).
8 GIUGNO. JAMA
21 MAGGIO. ISS. Indicazioni ad interim su malattia di Kawasaki e sindrome infiammatoria acuta multisistemica in età pediatrica e adolescenziale nell’attuale scenario emergenziale da infezione da SARS-CoV-2. Versione 21 maggio 2020
Le evidenze scientifiche disponibili ad oggi indicano che l’infezione da SARS-CoV-2 si manifesta nei pazienti pediatrici con un andamento clinico con una letalità molto bassa (0,06% nella fascia di età 0-15 anni). Tuttavia, recenti pubblicazioni europee e statunitensi descrivono una sindrome infiammatoria acuta multisistemica in età pediatrica e adoloscenziale, associata a positività per il SARS-CoV-2 o presenza di anticorpi anti SARS-CoV-2, il cui preciso inquadramento nosologico è attualmente in corso. Questa sindrome sembrerebbe condividere alcune caratteristiche cliniche, grave risposta infiammatoria e alcune opzioni terapeutiche (immunoglobuline, steroidi, farmaci anticitochinici) con la malattia di Kawasaki. Da questa però si distinguerebbe per altre peculiarità, rappresentate da maggiore età dei soggetti colpiti, interessamento multisistemico grave, prevalente interessamento miocardico e/o gastrointestinale.
15 MAGGIO. European Centre for Disease Prevention and Control.Rapid risk assessment: Paediatric inflammatory multisystem syndrome and SARS-CoV-2 infection in children
Diversi paesi colpiti dalla pandemia hanno recentemente riportato casi di bambini ricoverati in terapia intensiva a causa di una rara sindrome multisistemica infiammatoria pediatrica (PIMS). I segni e i sintomi di presentazione sono un mix di quelli per la malattia di Kawasaki (KD) e la sindrome da shock tossico (TSS) e sono caratterizzati, tra l'altro, da febbre, dolore addominale e coinvolgimento cardiaco. È stata ipotizzata una possibile associazione temporale con infezione da SARS-COV-2 perché alcuni dei bambini testati per l'infezione da SARS-CoV-2 erano positivi alla reazione a catena della polimerasi (PCR) o sierologia.
In totale, circa 230 casi sospetti di questa nuova sindrome multisistemica infiammatoria pediatrica associata temporalmente a infezione da SARS-CoV-2 (PIMS-TS) sono stati segnalati nei paesi europei e nel Regno Unito nel 2020, inclusi due decessi, uno nel Regno Unito e uno in Francia.
13 MAGGIO. The Lancet.  An outbreak of severe Kawasaki-like disease at the Italian epicentre of the SARS-CoV-2 epidemic: an observational cohort study
Nella provincia di Bergamo, una fra le più colpite in Italia, le presentazioni in stile Kawasaki sono state gestite come malattia di Kawasaki secondo le indicazioni dell'American Heart Association. La sindrome da shock di malattia di Kawasaki (KDSS) è stata definita dalla presenza di disfunzione circolatoria e sindrome da attivazione di macrofagi (MAS) secondo i criteri dell'Organizzazione internazionale di reumatologia pediatrica. L'infezione è stata ricercata mediante PCR quantitativa trascrittasi inversa nei tamponi rinofaringei e orofaringei e mediante test qualitativi sierologici che rilevano rispettivamente le IgM e le IgG SARS-CoV-2
Dieci i bambini diagnosticati tra il 18 febbraio e il 20 aprile 2020: 7 maschi e 3 femmine; età compresa tra 7 e 5 anni, 8 su 10 erano positivi per IgG o IgM, o entrambi.

Nell'ultimo mese è stata riscontrata un'incidenza 30 volte superiore della malattia simile a Kawasaki. I bambini diagnosticati dopo l'inizio dell'epidemia di SARS-CoV-2 che hanno mostrato evidenza di risposta immunitaria al virus, erano più anziani rispetto ai casi osservati precedentemente, avevano un più alto tasso di coinvolgimento cardiaco, caratteristiche dell'attivazione di macrofagi, necessità di un trattamento steroideo aggiuntivo. L'epidemia di SARS-CoV-2 è stata associata a un'alta incidenza di una forma grave di malattia di Kawasaki. Un simile focolaio di malattia simile a Kawasaki è atteso nei paesi coinvolti nell'epidemia di SARS-CoV-2.
7 MAGGIO. The Lancet. Hyperinflammatory shock in children during COVID-19 pandemic
Durante un periodo di 10 giorni a metà aprile 2020, abbiamo notato un gruppo senza precedenti di otto bambini con shock iperinfiammatorio, che mostra caratteristiche simili alla malattia di Kawasaki atipica, alla sindrome da shock della malattia di Kawasaki o alla sindrome da shock tossico (il numero tipico è uno o due bambini a settimana). Questo gruppo di casi ha costituito la base di una segnalazione nazionale.
28 APRILE. BMJCovid-19: concerns grow over inflammatory syndrome emerging in children
I medici nel Regno Unito avvisano di un numero crescente di bambini che presentano uno stato infiammatorio multisistemico e necessitano di cure intensive. Per approfondire, leggi l'editoriale Risks to children and young people during covid-19 pandemic

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I bambini come fonte di infezione

25 SETTEMBRE. JAMA Pediatrics. Susceptibility to SARS-CoV-2 Infection Among Children and Adolescents Compared With Adults: A Systematic Review and Meta-analysis
#NOVITÁ In questa meta-analisi vi è evidenza preliminare che bambini e adolescenti hanno una minore suscettibilità al virus SARS-CoV-2, con un odds ratio di 0,56 di essere contatti infetti rispetto agli adulti. Esistono prove deboli che bambini e adolescenti svolgono un ruolo minore rispetto agli adulti nella trasmissione della SARS-CoV-2 a livello di popolazione.

14 SETTEMBREJAMA Pediatrics. Frequency of Children vs Adults Carrying Severe Acute Respiratory Syndrome Coronavirus 2 Asymptomatically
Lo studio esamina la frequenza di portatori di SARS-CoV-2 tra i bambini in condizioni non infettive e senza sintomi o segni associati a SARS-CoV-2 confrontandola con la frequenza di individui portatori di SARS-CoV-2 in una popolazione adulta consimile.
Tra gli 881 bambini che si sono presentati al pronto soccorso pediatrico, 83 (34 femmine e 49 maschi; età mediana 5,3 anni) hanno soddisfatto i criteri di ammissibilità. Nello stesso periodo, tra i 3610 adulti che si sono presentati al pronto soccorso, 131 (51 donne e 80 uomini; età mediana 77 anni) sono stati inclusi. I bambini sono risultati positivi meno frequentemente rispetto agli adulti. Undici adulti su 12 sono risultati positivi per SARS-CoV-2 al primo tampone. Nessuno degli individui inclusi ha sviluppato segni o sintomi di infezione da SARS-CoV-2 nelle 48 ore successive al ricovero.

19 AGOSTO. Journal of Pediatrics. Pediatric SARS-CoV-2: Clinical Presentation, Infectivity, and Immune Responses
Bambini e ragazzi possono contribuire a diffondere il nuovo coronavirus: in caso di infezione anche asintomatica, possono avere fin dai primi giorni una carica virale molto elevata, perfino superiore a quella degli adulti ricoverati in terapia intensiva. A lanciare l'allerta è il più completo studio condotto finora su Covid-19 in ambito pediatrico. I risultati, riguardanti 192 bambini e giovani under-22, sono pubblicati su Journal of Pediatrics dai ricercatori del Massachusetts General Hospital.
21 GIUGNO. BMJ Paediatr Open. Role of children in the transmission of the COVID-19 pandemic: a rapid scoping review.
In risposta alla pandemia, la maggior parte dei paesi ha adottato misure di distanza sociale anche nella popolazione infantile.
Una rapida scoping review è stata effettuata per sapere se i bambini sono più contagiosi degli adulti e la percentuale di casi asintomatici nei bambini. I database presi in considerazione sono: PubMed, Google Scholar e MedRxiv/bioRxiv. Il periodo di tempo è stato limitato dal 1° dicembre 2019 al 28 maggio 2020. Sono stati inclusi solo gli studi pubblicati in inglese, italiano, francese o spagnolo.
I bambini non trasmettono Covid-19 in misura maggiore rispetto agli adulti. È necessario migliorare la validità della sorveglianza epidemiologica per risolvere le attuali incertezze e tenere conto dei determinanti sociali e delle disuguaglianze di salute nei bambini durante e dopo l'attuale pandemia.
19 MAGGIO. Acta Paediatr. Children are unlikely to be the main drivers of the COVID-19 pandemic - a systematic review.
Molti paesi hanno chiuso scuole e asili per ridurre al minimo il COVID-19, ma il ruolo che i bambini svolgono nella trasmissione delle malattie non è chiaro. Sono stati identificati 700 tra articoli e lettere scientifiche e 47 testi completi. I bambini rappresentano una piccola parte dei casi COVID-19 e per lo più hanno avuto contatti sociali con coetanei o genitori, piuttosto che le persone anziane a rischio di malattia grave. I dati sulle cariche virali sono scarsi, ma indicano che i bambini potrebbero avere livelli più bassi rispetto agli adulti, in parte perché spesso presentano meno sintomi e questo dovrebbe ridurre il rischio di trasmissione. Gli studi sulla trasmissione nelle famiglie mostrano che raramente i bambini sono il caso indice e i casi studio suggerivano che i bambini con COVID-19 raramente causano focolai. Tuttavia, è molto probabile che i bambini possano trasmettere il virus SARS-COV-2, che causa COVID-19, e persino i bambini asintomatici possono avere cariche virali.
quadratino Per maggiori dettagli e per la bibliografia completa si rimanda all'articolo E' improbabile che i bambini siano i principali responsabili della pandemia da covid-19 su ars.toscana.it

MAGGIO. Pediatrics pre-publication. COVID-19 in Children and the Dynamics of Infection in Families
La maggior parte dei bambini dello studio presenta sintomi lievi o atipici: cefalea e secrezione nasale in più della metà dei casi e anosmia e sintomi addominali in oltre il 20%. Alcuni di questi sintomi potrebbero essere sottostimati, perché i bambini più piccoli potrebbero non essere in grado di descriverli.
Nel 79% delle famiglie, almeno un familiare adulto è stato sospettato o confermato per COVID-19 prima dell'insorgenza dei sintomi nel bambino in studio, confermando che i bambini si infettano principalmente all'interno dei cluster familiari.
Solo nell'8% delle famiglie un bambino ha sviluppato sintomi prima di qualsiasi altro contatto familiare, che è in linea con i dati precedenti che mostrano che i bambini sono casi indice in meno del 10% dei casi SARS-Cov-2. Tuttavia, il disegno di studio non può confermare che la trasmissione bambino-adulto si verifichi.

1 MAGGIO. Shedding of infectious SARS-CoV-2 in symptomatic neonates, children and adolescents
Questo studio prende in considerazione 23 pazienti di età inferiore ai 16 anni risultati positivi a test per la SARS-CoV-2 mediante RT-PCR su tampone nasofaringeo. L'età media dei pazienti pediatrici è di 12 anni. La maggior parte dei pazienti ha avuto un'infezione delle vie respiratorie superiori (n=13), seguita da febbre e polmonite (ciascuno, n=2). I campioni sono stati raccolti a una mediana di 2 giorni dopo l'insorgenza dei sintomi. La carica virale mediana (VL) al momento della diagnosi era di 3,0x106 copie/ml. I ricercatori hanno provato a far crescere in laboratorio il virus presente nei 23 pazienti ed hanno avuto successo in 12/23 (52%) pazienti con una carica virale mediana di 1,7x108 copie/ml, valori sovrapponibili a quelli osservati nella popolazione adulta.
26 APRILE. An analysis of SARS-CoV-2 viral load by patient age
Per consentire una stima dell'infettività nei bambini, sono stati analizzati i carichi virali osservati durante i test di routine in un grande laboratorio di Berlino (Charité Institute of Virology and Labor Berlin), il primo laboratorio qualificato per il test per la SARS-CoV-2 in Germania.
Da gennaio al 26 aprile 2020, sono stati sottoposti a screening 59.831 pazienti per l'infezione da COVID-19, 3.712 (6,2%) con un risultato RT-PCR positivo in tempo reale.
I pazienti sono stati divisi secondo due categorie per indagare se c'è un rapporto tra l'età del paziente e la carica virale. La prima categorizzazione si basa su classi decennali di età. La seconda categorizzazione è suddivisa in: scuola materna (età 0-6 anni), scuola elementare (età 7-11 anni), scuola superiore (12-19 anni), università (20-25 anni), adulto (26-45 anni) e maturo (età superiore ai 45 anni).

tabella bambini covid studio tedesco
Dai risultati emerge che le classi di età più giovani hanno tassi di incidenza più bassi, ma questo è dovuto al fatto che la maggior parte dei test sono stati effettuati in presenza di sintomi. I bambini vengono diagnosticati meno frequentemente perchè sono spesso asintomatici o con sintomi lievi. Nonostante la bassa rappresentatività del campione, la quantità di virus presente a seconda delle fasce di età selezionate non sembra essere diversa e questo implica che bambini e adolescenti hanno una carica virale sovrapponibile a quella degli adulti e quindi sono infetti tanto quanto gli adulti.

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Salute mentale: Covid-19 vista con gli occhi dei bambini

L’infezione da Covid-19 non si presenta nella grande maggioranza dei casi con una sintomatologia grave. Se queste considerazioni hanno tranquillizzato le famiglie e i sanitari, altre - forse meno scontate ma non meno importanti - stanno emergendo. I bambini vivono le stesse esperienze delle loro famiglie: hanno quindi sperimentato la scomparsa di persone care - per lo più i nonni; hanno genitori che lavorano “in prima linea” contro il virus, o che hanno smesso di lavorare da tempo, o che hanno perso il lavoro o che lavorano da casa. Possiamo quindi aspettarci che queste esperienze impattino o impatteranno sulla loro salute, soprattutto mentale.

16 NOVEMBRE. Int J Environ Res Public Health. Exploring the Impact of COVID-19 on Mental Health Outcomes in Children and Adolescents: A Systematic Review
#NOVITÁ Per quanto riguarda la valutazione della qualità, tutti gli studi selezionati risultavano di qualità metodologica bassa o moderata. Da qui l'appello dei ricercatori: la pandemia COVID-19 sta influenzando la vita dei giovani è quindi essenziale generare solide prove di evidenza per supportare le decisioni politiche. Pertanto, la qualità metodologica della ricerca futura dovrebbe essere drasticamente migliorata.
10 NOVEMBRE. Int J Environ Res Public Health. Stress, Resilience, and Well-Being in Italian Children and Their Parents during the COVID-19 Pandemic
#NOVITÁ La pandemia ha costretto genitori e figli ad adottare cambiamenti significativi nella loro routine quotidiana. Ciò ha implicato una grande sfida per le famiglie, con importanti implicazioni per lo stress familiare. In questo studio, sono stati analizzati i potenziali fattori di rischio e protettivi per il benessere di genitori e bambini durante l'evento potenzialmente traumatico come la quarantena COVID-19.

9 NOVEMBRE. Healthcare. Adolescent Lifestyle Behaviors, Coping Strategies and Subjective Wellbeing during the COVID-19 Pandemic: An Online Student Survey
Sia le risorse personali che quelle ambientali sono rilevanti per il benessere soggettivo nell'adolescenza e dovrebbero essere prese in considerazione per la prevenzione e l'intervento precoce nella salute mentale dei giovani.

2 GIUGNO. Arch Dis Child MonthLockdown: more domestic accidents than COVID-19 in children
Gli autori italiani hanno cercato nel database elettronico del dipartimento di emergenza pediatrica (PED) lesioni nei bambini relative a traumi, avvelenamento, ustioni e corpi estranei (nel tratto respiratorio / gastrointestinale o nell'orecchio / naso / gola), nonché qualsiasi presentazione contrassegnata come infortunio domestico al triage. I dati hanno mostrato che il numero e la gravità delle presentazioni per incidenti domestici è aumentato significativamente durante il periodo di lockdown rispetto all'anno precedente.

24 APRILE. JAMAMental Health Status Among Children in Home Confinement During the Coronavirus Disease 2019 Outbreak in Hubei Province, China
Lo studio condotto su circa 1800 studenti (bambini e adolescenti) ha rilevato che il 22,6% degli studenti ha riferito sintomi depressivi, in percentuale superiore rispetto ad altre indagini nelle scuole primarie della Cina (17,2%) e ha rilevato nel 18,9% degli studenti sintomi di ansia, anche questi in percentuale superiore alla prevalenza in altre indagini. Già la grave sindrome respiratoria acuta nel 2003 era stata anche associata a diversi sintomi psicologici tra gli studenti in Cina. Questi risultati suggeriscono che gravi malattie infettive possono influenza la salute mentale dei bambini come fanno altre esperienze traumatiche.
quadratino Per maggiori dettagli e per la bibliografia completa si rimanda all'articolo Bambini e CoViD-19: l'impatto sul benessere e altri aspetti di salute su ars.toscana.it 

24 APRILE. JAMA Pediatrics Patient Page. Child Abuse Awareness Month During the Coronavirus Disease 2019 Pandemic
L'isolamento sociale, la misura di salute pubblica attualmente in atto in tutto il mondo, è anche un comprovato fattore di rischio per l'abuso di minori. Altri rischi includono lo stress, l'accesso incerto al cibo e alle abitazioni e le preoccupazioni per far quadrare i conti. A causa dell'attuale pandemia di COVID-19, riconosciamo che i genitori e gli operatori sanitari si sentono sopraffatti da questi fattori di stress. Potrebbero verificarsi perdite di posti di lavoro, lotte per l'affidamento e cambiamenti improvvisi di residenza.

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Scuole e servizi per l’infanzia

Dibattito sulla riapertura delle scuole

23 OTTOBRE. WHO EPI-WIN updates. COVID-19 transmission in schools: The latest on the Covid-19 global situation and the spread of Covid-19 in schools
#NOVITÁ Una delle domande più preoccupanti oggi è quanto COVID-19 si diffonda a scuola.
  • Sono stati segnalati pochi focolai nelle scuole dall'inizio del 2020
    • Sono stati però pochi gli studi durante la chiusura delle scuole e la permanenza a casa. Stiamo imparando di più durante la loro riapertura
    • La maggior parte delle infezioni riportate nei bambini sono state acquisite a casa
  • Sono stati segnalati più focolai nelle scuole secondarie che nelle scuole primarie
    • Gli studi suggeriscono che i bambini al di sotto dei 10 anni sono meno sensibili e meno contagiosi di quelli più grandi
  • Nelle epidemie scolastiche, era più probabile che il virus fosse stato introdotto da personale adulto
    • La trasmissione tra colleghi era la più comune, tra il personale scolastico e gli studenti era meno comune e tra studente e studente la più rara
  • I primi studi di modellizzazione hanno suggerito che la chiusura delle scuole riducesse la trasmissione nella comunità meno di altri interventi di distanziamento sociale.
29 SETTEMBRE. JAMAThe US Centers for Disease Control and Prevention Say that Young Children in Childcare Centers Can Spread COVID-19
#NOVITÁ I bambini piccoli possono contrarre la malattia da coronavirus 2019 presso le strutture di assistenza all'infanzia e diffondere il virus ad altri contatti stretti, secondo i risultati di un nuovo studio dei Centri statunitensi per il controllo e la prevenzione delle malattie (CDC).

Public Health England.
Prospective active national surveillance of preschools and primary schools for SARS-CoV-2 infection and transmission in England, June 2020 (sKIDs COVID-19 surveillance in school KIDs)
Studio prospettico nazionale nelle scuole materne e primarie britanniche a partire dal 1 giugno a metà luglio con l'analisi dei casi tra i bambini.

WHO Europe. Cross-Country Analysis.
What strategies and approaches are countries implementing within schools both in response to COVID-19 and to localized outbreaks?
Questa analisi esamina le strategie attuate dai paesi in tutta la regione europea sia per quanto riguarda la riapertura delle scuole, che nelle risposte a focolai localizzati in contesti scolastici e nelle comunità.

EurosurveillanceSurveillance of COVID-19 school outbreaks, Germany, March to August 2020
Nel complesso in Germania sono stati segnalati solo pochi e per lo più piccoli focolai nelle scuole, suggerendo che le misure di contenimento si sono rivelate efficaci per ridurre la trasmissione di SARS-Cov-2: distanziamento sociale, rigorosa igiene delle mani, personale e degli ambienti, frequenti ricambi d'aria nelle classi, mascherine indossate sia all'interno che all'esterno delle aule.

Eurosurveillance.
Transmission of SARS-CoV-2 in children aged 0 to 19 years in childcare facilities and schools after their reopening in May 2020, Baden-Württemberg, Germany
Sono stati analizzati i casi di coronavirus in bambini e ragazzi di età compresa tra 0 e 19 anni, che frequentavano scuole / strutture per l'infanzia, per valutare il loro ruolo nella trasmissione di SARS-CoV-2 dopo la riapertura nel maggio 2020 nel Baden-Württemberg, Germania. La trasmissione da bambino a bambino nelle scuole / strutture per l'infanzia è apparsa molto rara. Gli autori ipotizzano che, con l'uso delle mascherine e il frequente ricambio d'aria nelle stanze, i tassi di trasmissione nelle scuole / strutture per l'infanzia rimarranno bassi nel prossimo trimestre, anche in caso di aumento delle dimensioni dei gruppi classe.

Riapertura delle scuole negli Stati Uniti. 
29 LUGLIO. NEJM. Reopening Primary Schools during the Pandemic Molti genitori ed educatori sono ragionevolmente preoccupati che un piano di riapertura su larga scala possa garantire sicurezza a studenti, personale scolastico e famiglie, dati gli alti livelli di trasmissione in molte regioni degli Stati Uniti. Il contagio è una preoccupazione soprattutto nelle scuole che servono comunità di colore prevalentemente a basso reddito, poiché tali scuole sono spesso sovraffollate e le famiglie i cui figli le frequentano sono particolarmente a rischio per Covid-19. Sarebbe meglio - e le prove di molti paesi dimostrano che è possibile - abbassare i tassi di trasmissione nella comunità mediante rigorose misure di controllo quest'estate in modo che le scuole possano riaprire in autunno con un livello accettabile di sicurezza.

Riapertura delle scuole in UK. The Lancet. 
3 AGOSTODetermining the optimal strategy for reopening schools, the impact of test and trace interventions, and the risk of occurrence of a second COVID-19 epidemic wave in the UK: a modelling study
La tracciabilità dei contatti e le misure di controllo dell'epidemia sono essenziali per la riapertura sicura delle scuole durante la pandemia di COVID-19, secondo due studi pubblicati su The Lancet Child & Adolescent Health. Uno studio di modellizzazione suggerisce che la riapertura delle scuole del Regno Unito a settembre deve essere combinata con un'elevata copertura della strategia test-tracciamento-isolamento per evitare una seconda ondata di COVID-19. Mentre uno studio separato che analizza i dati in tempo reale dalla prima ondata dell'epidemia di COVID-19 nel Nuovo Galles del Sud, in Australia, rileva bassi livelli di trasmissione di COVID-19 nelle scuole e negli asili, suggerendo che le scuole possono operare in sicurezza se vengono prese efficaci misure di controllo del virus. Combinati questi studi dimostrano che test efficaci e tracciabilità dei contatti saranno essenziali per l'apertura in sicurezza delle scuole durante la pandemia di COVID-19.

Sul tema, leggi anche: 

12 LUGLIO. Child Adolesc Ment Health. Debate: COVID-19 and psychological well-being of children and adolescents in Italy
Da marzo, i bambini e gli adolescenti italiani si sono trovati ad affrontare chiusure scolastiche, che hanno causato un'interruzione nella routine quotidiana di milioni di giovani e delle loro famiglie. Ad oggi, nonostante la lenta riapertura, il governo ha deciso di mantenere chiuse le scuole per l'intero anno accademico. Esistono già prove del fatto che la quarantena e l'isolamento sociale abbiano avuto un impatto negativo sul benessere psicologico dei bambini e degli adolescenti. Inoltre, questa situazione riguarderà principalmente quei bambini e adolescenti con preesistenze vulnerabilità e coloro che soffrono di disturbi mentali.
9 GIUGNO. Ital J Pediatr. COVID-19 and the Re-Opening of Schools: A Policy Maker's Dilemma
Per contrastare l'epidemia, diversi paesi hanno messo in atto tra le misure restrittive la chiusura delle scuole. Tuttavia, man mano che le conoscenze sulla malattia progrediscono, le prove cliniche hanno dimostrato che i bambini hanno principalmente una malattia asintomatica o lieve. Inoltre, il lockdown e la chiusura della scuola potrebbero avere conseguenze negative sui bambini, influenzando la loro vita sociale, istruzione e salute mentale.
Sembra plausibile che la riapertura delle scuole dell'infanzia e delle scuole primarie possa essere considerata nelle prime fasi di recupero, mettendo in atto misure per farlo in sicurezza, come il mantenimento della distanza sociale, la riorganizzazione delle classi in gruppi più piccoli, la fornitura di un'adeguata sanificazione per spazi, mobili e giocattoli, la pronta individuazione dei casi nell'ambiente scolastico e la loro tracciabilità.
I decisori hanno il compito di bilanciare i pro e i contro della strategia di riapertura delle scuole, tenendo conto delle conseguenze psicologiche, educative e sociali per i bambini e le loro famiglie e delle disparità e disuguaglianze socio-economiche che potrebbero essere amplificate.

28 MAGGIO. GMS Hyg Infect Control. Children and Adolescents in the CoVid-19 Pandemic: Schools and Daycare Centers Are to Be Opened Again Without Restrictions. The Protection of Teachers, Educators, Carers and Parents and the General Hygiene Rules Do Not Conflict With This
Secondo l'opinione delle società mediche di igiene e pediatria che sottoscrivono la dichiarazione, le analisi finora pubblicate relative alla trasmissione di SARS-CoV-2 e al diffondersi di CoVid-19 mostrano che i bambini svolgono un ruolo molto meno significativo nella diffusione del virus rispetto agli adulti.
Tenendo conto dei tassi di infezione e delle risorse disponibili, asili nido, scuole materne e scuole elementari dovrebbero essere prontamente riaperte. Per i bambini, ciò dovrebbe essere possibile senza restrizioni eccessive, come il raggruppamento in gruppi molto piccoli, l'implementazione di barriere, distanziamento sociale o indossare mascherine. Un fattore più decisivo della dimensione del gruppo è il problema della costanza dei membri del gruppo e di evitare di mescolarsi. Ai bambini possono essere insegnate regole di igiene di base come il lavaggio delle mani e un comportamento igienico attento quando entrano in contatto con gli altri durante i pasti e/o quando usano i servizi igienici.
Indipendentemente dalle misure di prevenzione attuate per bambini e adolescenti, la protezione di insegnanti, educatori e caregiver è cruciale (ad esempio, il mantenimento di una distanza adeguata dagli altri, l'uso di mascherine, la disinfezione delle mani e regolari pool testing).
I bambini di età superiore ai 10 anni e gli adolescenti sono più in grado di comprendere e conformarsi attivamente a specifiche norme igieniche. Per questo gruppo, mantenere una distanza adeguata dagli altri (1,5 metri), indossare una protezione per la bocca e il naso (ogni volta che non stanno seduti nelle loro classi assegnate) e un'istruzione sulle regole di base di prevenzione delle infezioni può fornire maggiori opzioni per normalizzare le attività di insegnamento.

13 MAGGIO. JAMA PediatricsSchool Closure During the Coronavirus Disease 2019 (COVID-19) Pandemic: An Effective Intervention at the Global Level?
Mentre la chiusura delle fabbriche e l'evitamento di altre interazioni sociali insieme al corretto lavaggio delle mani rimangono le misure migliori per ridurre il carico totale di COVID-19, l'utilità della chiusura della scuola può essere discussa. Leggi anche l'editoriale: School Reopening—The Pandemic Issue That Is Not Getting Its Due

24 APRILE. Eur J Phys Rehabil Med. COVID-19 and child disabilities: whom to protect and how
Le misure di distanziamento sociale durante la pandemia COVID-19 hanno comportato la sospensione di diverse attività, tra le quali servizi di riabilitazione e scuole. Gli autori sostengono che non sia semplice individuare le misure da adottare, ma sia necessario cercare soluzioni che salvaguardino la salute di tutti, con una particolare attenzione a bambini con disturbi del neurosviluppo, malattie neuromuscolari e, in generale, bambini con malattie rare e maggiormente vulnerabili. Ad esempio, citano l’approccio della Società Italiana di Medicina Fisica e Riabilitativa (SIMFER) in materia di teleriabilitazione. La lettera è interessante per il focus sulla necessità di considerare e far fronte ai bisogni di bambini e adolescenti con disabilità nell’ambito della riabilitazione, proponendo soluzioni che possano essere utili durante la pandemia, ma adottabili anche successivamente per migliorare la sostenibilità dell’assistenza sanitaria.
14 APRILE. The LancetMental health effects of school closures during COVID-19
Un aspetto a cui solo recentemente è stata posta attenzione, anche in Italia, è quello della chiusura delle scuole e dei servizi per l’infanzia e delle ricadute sulla salute dei bambini, dai piccolissimi agli adolescenti. 
Per i bambini e gli adolescenti con bisogni di salute mentale, tali chiusure significano una mancanza di accesso alle risorse che di solito hanno attraverso le scuole. In un sondaggio dell'ente benefico per la salute mentale YoungMinds, che includeva 2111 partecipanti fino a 25 anni con una storia di malattia mentale nel Regno Unito, l'83% ha dichiarato che la pandemia ha peggiorato le loro condizioni. Il 26% ha dichiarato di non essere in grado di accedere al supporto per la salute mentale; i gruppi di supporto alla pari e i servizi faccia a faccia sono stati cancellati e il supporto telefonico o online può essere una sfida per alcuni giovani.
quadratino Per maggiori dettagli e per la bibliografia completa si rimanda all'articolo Bambini e CoViD-19: l'impatto sul benessere e altri aspetti di salute su ars.toscana.it 

6 APRILE. The Lancet Child & Adolescent HealthSchool closure and management practices during coronavirus outbreaks including COVID-19: a rapid systematic review
107 paesi hanno implementato la chiusura delle scuole da marzo 2020. Nella review sono stati inclusi 16 di 616 articoli identificati. La chiusura delle scuole è stata rapidamente implementata in tutta la Cina continentale e Hong Kong. Tuttavia, non vi sono dati certi circa il contributo della chiusura al controllo della trasmissione. 
Recenti studi di modellizzazione di COVID-19 prevedono che la chiusura delle scuole da sola impedirebbe solo il 2-4% dei decessi, molto meno di altri interventi di allontanamento sociale. I decisori politici devono essere consapevoli che la chiusura scolastica per COVID-19 deve essere combinata a misure di allontanamento sociale.

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COVID-19: vivere la nascita

18 NOVEMBRE. BMC Pregnancy Childbirth. Psychosocial factors associated with postpartum psychological distress during the Covid-19 pandemic: a cross-sectional study.
#NOVITÁ Questo studio riporta un'alta prevalenza di depressione postpartum e disturbo da stress post-traumatico nelle donne che hanno partorito durante la pandemia Covid-19. Il disagio psicologico postnatale sembrava essere associato più all'esperienza prenatale e ad altri fattori individuali che alle restrizioni ospedaliere durante l'emergenza.

12 NOVEMBRE. Eur J Pediatr. Perinatal COVID-19: review of current evidence and practical approach towards prevention and management.
#NOVITÁ Gli autori hanno condotto una ricerca completa su PubMed, Google Scholar e Cochrane Database of Systematic Review e hanno selezionato gli articoli relativi all'infezione da SARS-CoV-2 perinatale pubblicati tra novembre 2019 e giugno 2020. La revisione ha incluso 786 madri: il 64% (504) ha partorito con taglio cesareo. Vi sono stati 3 nati morti e 107 (14%) sono stati i neonati pretermine. Su 793 neonati nati, 629 neonati (79%) sono stati testati per SARS-CoV-2 dopo la nascita. Il sintomo più comune nei neonati era il distress respiratorio. Il supporto respiratorio è stato necessario in 60 neonati (7,6%), con 14 bambini che necessitavano di ventilazione meccanica (1,8%), 25 che necessitavano di ventilazione non invasiva e 21 che necessitavano di ossigeno nasale. Solo 35 dei 629 neonati testati (5,5%) erano positivi. Dei 35 neonati positivi, 14 (40%) erano sintomatici.

6 NOVEMBRE. Morbidity and Mortality Weekly Report (MMWR). Birth and Infant Outcomes Following Laboratory-Confirmed SARS-CoV-2 Infection in Pregnancy — SET-NET, 16 Jurisdictions, March 29–October 14, 2020
Lo studio ha monitorato gli esiti delle nascite e dei neonati in 4.442 donne incinte infette e nei loro 4.527 feti e neonati dal 29 marzo al 14 ottobre in 16 giurisdizioni del Surveillance for Emerging Threats to Mothers and Babies Network (SET-NET). Dei 3.912 bambini con età gestazionale nota nati da donne in gravidanza con COVID-19, il 12,9% è nato pretermine (prima delle 37 settimane di gestazione), rispetto a un tasso nazionale stimato del 10,2%, affermano gli autori.
2 NOVEMBRE. Morbidity and Mortality Weekly Report (MMWR). Update: Characteristics of Symptomatic Women of Reproductive Age with Laboratory-Confirmed SARS-CoV-2 Infection by Pregnancy Status — United States, January 22–October 3, 2020
Il secondo studio è un aggiornamento di un rapporto pubblicato nel giugno scorso, prende in considerazione le caratteristiche di 23.434 donne incinte infette sintomatiche di età compresa tra 15 e 44 anni dal 22 gennaio
al 3 ottobre nel National Notifiable Diseases Surveillance System (NNDSS). Rispetto alle loro controparti non gravide, le donne incinte di età compresa tra 15 e 24 anni avevano un rischio tre volte superiore di ventilazione meccanica, mentre quelle di età compresa tra 35 e 44 avevano un rischio 3,6 volte superiore.
2 NOVEMBRE. JAMA Netw Open. Pregnancy Outcomes Among Women With and Without Severe Acute Respiratory Syndrome Coronavirus 2 Infection
Ampio studio di coorte condotto in un unico istituto. L'infezione da SARS-CoV-2 durante la gravidanza non è stata associata a esiti avversi. Le infezioni neonatali erano presenti nel 3% e prevalentemente tra le donne asintomatiche o lievemente sintomatiche. Le anomalie placentari non erano associate alla gravità della malattia e la frequenza dei ricoveri era simile a quella delle donne non gravide.a

1 NOVEMBRE. Clinical Microbiology and Infection. Impact of COVID-19 on maternal and neonatal outcomes: a systematic review and meta-analysis.
Questa revisione sistematica e meta-analisi, che comprende 24 studi per un totale di 1.100 gravidanze, è stata pubblicata da ricercatori di Trieste e mira a valutare l'impatto della malattia da coronavirus 19 (COVID-19) sugli esiti materni e neonatali. Sebbene possano verificarsi esiti avversi come il ricovero in terapia intensiva o la morte della paziente, il decorso clinico di COVID-19 nella maggior parte delle donne non è grave e l'infezione non influenza in modo significativo la gravidanza. Viene segnalato un elevato tasso di parti cesarei, ma non ci sono prove cliniche a sostegno di questa modalità di parto. Nella maggior parte dei casi, infatti, la malattia non minaccia la madre e la trasmissione verticale non è stata chiaramente dimostrata. Pertanto, COVID-19 non deve essere considerato come un'indicazione per il taglio cesareo elettivo.
Di tutte le donne in gravidanza infette dello studio, l'8% ha richiesto il ricovero in terapia intensiva. Ma le prevalenze aggregate di ricovero in terapia intensiva e morte materna erano simili a quelle riportate nelle donne non in gravidanza.

27 OTTOBRE. Front. Pediatr. Detection of SARS-CoV-2 in Milk From COVID-19 Positive Mothers and Follow-Up of Their Infants.
Lo studio supporta l'opinione che le madri positive a SARS-CoV-2 non espongono i loro neonati a un rischio aggiuntivo di infezione per l'allattamento al seno.

22 OTTOBRE. Nature Sci Rep. Clinical manifestations and perinatal outcomes of pregnant women with COVID-19: a systematic review and meta-analysis.
Questa revisione sistematica e meta-analisi vuol valutare l'impatto di COVID-19 sulle donne in gravidanza. Undici studi che hanno coinvolto 9032 donne in gravidanza con COVID-19 e 338 neonati sono stati inclusi nella meta-analisi. Le donne incinte con COVID-19 hanno sintomi relativamente lievi. Tuttavia, le proporzioni anormali dei parametri di laboratorio erano simili o addirittura in crescita rispetto alla popolazione generale. Circa il 30% delle donne in gravidanza con COVID-19 ha avuto un parto pretermine, mentre il peso medio alla nascita era 2855,9 g. La morte fetale e l'individuazione di SARS-CoV-2 sono state osservate in circa il 2%, mentre la morte neonatale è risultata pari allo 0,4%.
16 OTTOBRE. BMJ. Care during covid-19: partner attendance at maternity services
#NOVITÁ I ricercatori evidenziano la preoccupazione che le restrizioni ai visitatori in ospedale siano state applicate in modo generalizzato ignorando il ruolo importante di alcuni visitatori, tra cui i "padri esclusi dalle sale parto".
  • Sul tema, per approfondire leggi anche: 5 OTTOBRE. BMJ. Partners’ access to scans and birth is a postcode lottery, data show. I servizi devono essere più rispondenti alle esigenze delle donne in gravidanza e dei loro partner, hanno detto i ricercatori, dopo aver scoperto che i Trust britannici sono stati lenti a revocare i divieti imposti alle ecografie e alle nascite e che la portata di queste restrizioni variava in modo significativo.

12 OTTOBRE. Nat Commun. Analysis of SARS-CoV-2 vertical transmission during pregnancy
I ricercatori hanno analizzato il genoma virale su tamponi nasofaringei di madri e neonati, tamponi vaginali, plasma materno e del cordone ombelicale, biopsie di placenta e cordone ombelicale, fluidi amniotici e latte di 31 madri con infezione da SARS-CoV-2. Inoltre, sono stati testati anche anticorpi specifici anti-SARS-CoV-2 e l'espressione di geni coinvolti nelle risposte infiammatorie nella placenta e nel plasma materno e del cordone ombelicale. Questi dati supportano l'ipotesi che la trasmissione verticale di SARS-CoV-2 in utero, sebbene bassa, sia possibile.
12 OTTOBRE. EJOG European Journal Obstetrics and Gynecology. The impact of the Covid-19 pandemic on maternity services: A review of maternal and neonatal outcomes before, during and after the pandemic.
Non c'è evidenza di un impatto negativo della pandemia Covid-19 sui servizi di maternità, come dimostrato dagli esiti materni e neonatali. Durante la pandemia è stata riscontrata una diminuzione del tasso di natalità pretermine e durante il picco ci sono state meno segnalazioni di violenza domestica.

10 OTTOBRE. European Journal of Obstetrics & Gynecology and Reproductive BiologyPerinatal mortality and morbidity of SARS-COV-2 infection during pregnancy in European countries: Findings from an international study
Analisi secondaria dei dati di mortalità e morbilità perinatale nelle donne in gravidanza europee rispetto alle donne gravide non europee coinvolte in uno dei più grandi studi di coorte retrospettivi su COVID-19 durante la gravidanza. Uno studio di coorte multinazionale e retrospettivo che ha incluso tutte le donne gravide con infezione SARS-COV-2 confermata in laboratorio, diagnosticata tra il 1 febbraio 2020 e il 30 aprile 2020, in 72 centri di 22 paesi in Europa, Asia, Nord e Sud America e Australia. Tutte le donne infette sono state diagnosticate prima del parto durante la gravidanza, sulla base della guida provvisoria dell'Organizzazione mondiale della sanità (OMS). I neonati da madre positiva a SARS-COV-2 sono stati solitamente testati entro 24 ore dal parto con test RT-PCR su tampone nasale e faringeo. Nei paesi europei il tasso di natimortalità era significativamente inferiore rispetto ai paesi non europei (1,0% vs 7,4%, OR: 0,12, p = 0,02), mentre il tasso di morte neonatale era simile quando si valutavano solo gravidanze con nati vivi. Le donne in gravidanza infette hanno avuto esiti perinatali migliori in Europa rispetto ai paesi non europei, nonostante siano significativamente più anziane e abbiano un tasso significativamente più alto di malattie croniche preesistenti.

7 OTTOBRE. BMC Pregnancy Childbirth. Women's perceptions of COVID-19 and their healthcare experiences: a qualitative thematic analysis of a national survey of pregnant women in the United Kingdom.
Obiettivo dello studio è esplorare le percezioni delle donne in gradivanza di COVID-19 e le loro esperienze di assistenza sanitaria.

Le Infezioni in Medicina. Possibility of SARS-CoV-2 transmission from the breast milk of COVID-19 affected women patients to their infants: worries and strategies to counter it
trasmissione verticale madre figlio

20 SETTEMBRE. Annali Istituto Superiore di SanitàCoronavirus and birth in Italy: results of a national population-based cohort study.
Lo studio vuol fornire una guida a decisori e medici, descrivendo le cure ospedaliere offerte alle donne che hanno partorito con confermata infezione da SARS-CoV-2. Conclusioni: le caratteristiche cliniche e gli esiti di COVID-19 nelle donne che hanno partorito sono simili a quelle descritte nella popolazione generale, la maggior parte delle donne sviluppa una malattia da lieve a moderata.
1 SETTEMBRE. BMJ. Clinical manifestations, risk factors, and maternal and perinatal outcomes of coronavirus disease 2019 in pregnancy: living systematic review and meta-analysis
Le donne in gravidanza con Covid-19 hanno meno probabilità di avere sintomi, ma possono invece necessitare più probabilmente di cure intensive.

1 SETTEMBRE. New Microbes New Infect. Clinical and immunological features among COVID-19 affected mother-infant pairs: antibodies to SARS- CoV- 2 detected in breast milk
Pur nel piccolo campione considerato (14 donne in gravidanza con Covid-19 confermato che hanno partorito durante il ricovero), consimile però a quello di altri studi, viene rilevata l'acquisizione passiva di anticorpi contro SARS-CoV-2 attraverso l'allattamento materno. Tutte le pazienti hanno partorito e sono guarite dalla malattia, quattro hanno continuato ad allattare con precauzioni, non è stata riscontrata alcuna infezione neonatale. Nessun bambino osservato ha sviluppato COVID-19 durante l'allattamento. I ricercatori concludono che il ruolo dell'allattamento al seno è a basso rischio nella trasmissione di SARS-CoV-2 e incoraggiano le madri a continuare l'allattamento al seno con precauzioni.

28 AGOSTO. Ann NY Acad Sci. Transmission of SARS‐CoV‐2 through breast milk and breastfeeding: a living systematic review
Le informazioni sulla trasmissione potenziale dell'infezione da madre a figlio sono limitate, in particolare attraverso il latte materno e l'allattamento. Da ciò la revisione sistematica ad interim per acquisire informazioni che potrebbero richiedere modifiche data l'incertezza in questo settore. Attualmente, non ci sono prove di trasmissione della SARS-CoV-2 attraverso il latte materno.
16 AGOSTO. J Matern Fetal Neonatal Med. COVID-19 and maternal, fetal and neonatal mortality: a systematic review
La revisione si concentra sulle prove attualmente disponibili sui casi di mortalità materna, fetale e neonatale associati all'infezione da Coronavirus 2019 (COVID-19), fino a luglio 2020.

10 LUGLIO. Pediatr Infect Dis J. Probable Vertical Transmission of SARS-CoV-2 Infection.
Probabile trasmissione verticale di SARS-CoV-2 in un neonato nato da una madre con coronavirus 2019.
Dopo il taglio cesareo, il neonato è stato tenuto in stretto isolamento. I test molecolari per SARS-CoV-2 su campioni respiratori, sangue e meconio erano inizialmente negativi, ma positivi su un aspirato rinofaringeo il terzo giorno di vita. Il neonato ha sviluppato febbre e coriza, che si sono risolti spontaneamente. L'analisi genomica virale da parte della madre e del neonato ha mostrato sequenze identiche ad eccezione di 1 nucleotide.
6 LUGLIO. J Perinatol. The clinical course of SARS-CoV-2 positive neonates
Sulla base della letteratura attuale, l'ipotesi della trasmissione verticale di SARS-CoV-2, sebbene possibile, rimane non dimostrata. Una ricerca condotta su PubMed dal dicembre 2019 al 27 aprile 2020 ha evidenziato 25 neonati affetti da SARS-CoV-2. I sintomi principali erano febbre, tosse o respiro corto, ma spesso questi neonati non mostravano altri sintomi durante la degenza in ospedale. Non si sono verificati decessi.
3 LUGLIO. EClinicalMedicine by The Lancet. SARS-CoV-2 infection in pregnancy: A systematic review and meta-analysis of clinical features and pregnancy outcomes
Revisione sistematica e meta-analisi dell'infezione da SARS-CoV-2 in gravidanza: 2567 le gravidanze considerate. La maggior parte delle donne (73,9%) si trovava nel terzo trimestre; il 52,4% ha partorito, metà per taglio cesareo (48,3%). La percentuale di appartenenza a gruppi etnici neri, asiatici o di minoranza (50,8%); obesità (38,2%) e comorbilità cronica (32,5%) erano elevate. I sintomi clinici più comuni sono stati febbre (63,3%), tosse (71,4%) e dispnea (34,4%).
Le anomalie di laboratorio più comuni sono state CRP o procalcitonina (54,0%), linfopenia (34,2%) e transaminasi elevate (16,0%). La nascita pretermine (prima di 37 settimane) è stata abbastanza frequente (21,8%), generalmente sotto indicazione del medico (18,4%). L'ammissione materna in terapia intensiva era richiesta nel 7% dei casi, con intubazione nel 3,4%. La mortalità materna era rara (~ 1%). L'ammissione delle madri in terapia intensiva è stata più elevata in coorti con comorbilità ed età materna oltre i 35 anni. La mortalità materna era più elevata nelle coorti con alto consumo di farmaci antivirali, probabilmente a causa di confusione residua. Tampone nasofaringeo neonatale RT -PCR è stato positivo nell'1,4% dei bambini.
1 LUGLIO. J Matern Fetal Neonatal Med. Vertical transmission risk of SARS-CoV-2 infection in the third trimester: a systematic scoping review.
L'obiettivo di questa revisione è di riassumere le prove attuali sulla possibile trasmissione verticale dell'infezione da COVID-19 nel terzo trimestre e i suoi effetti sul neonato. 18 studi hanno soddisfatto i criteri di inclusione, comprendendo 157 madri e 160 neonati. L'età media delle pazienti in gravidanza era 30,8 anni e il periodo gestazionale medio era di 37 settimane e 1 giorno. Attualmente, non ci sono prove conclusive circa la trasmissione verticale Di SARS-CoV-2. Tra 81 (69%) neonati testati per SARS-CoV-2, 5 (6%) hanno avuto un risultato positivo. In un neonato, risultato inizialmente negativo alla nascita, l'infezione SARS-CoV-2 è stata probabilmente acquisita in ospedale piuttosto che trasmessa verticalmente. 13 (8%) i neonati che hanno presentato complicanze o sintomi.
14 GIUGNO. J Matern Fetal Neonatal Med. Vertical transmission of SARS CoV-2: a systematic review
Nei 50 studi inclusi, sono stati segnalati 17 neonati risultati positivi per SARS CoV-2 mediante RT-PCR. In tre neonati, i livelli di IgG e IgM erano elevati. Sono stati segnalati otto tessuti placentari positivi al virus, tre risultati positivi a RT-PCR relativi al test del latte materno e un test positivo per liquido amniotico.

12 GIUGNO. BJOGMaternal Transmission of SARS-COV-2 to the Neonate, and Possible Routes for Such Transmission: A Systematic Review and Critical Analysis
Revisione di casi clinici o serie di casi di donne in gravidanza con COVID-19 confermato, in cui si sono verificati esiti neonatali segnalati. Sono stati estratti dati su modalità di parto, stato dell'infezione infantile, alimentazione infantile e interazione madre-bambino.
Per l'infezione infantile segnalata è stata eseguita un'analisi critica per valutare la probabilità di trasmissione verticale. Sono stati inclusi 49 studi per un totale di 666 neonati e 655 donne in cui sono state fornite informazioni sul parto e sull'infezione del bambino. 28 su 666 (4%) neonati avevano confermato l'infezione COVID-19 postnatalmente. Delle 291 donne che hanno partorito vaginalmente, 8 (2,7%) neonati erano positivi. Delle 364 donne che hanno avuto un parto cesareo, 20 (5,3%) neonati erano positivi. Dei 28 neonati con infezione confermata, 7 sono stati allattati al seno, 3 sono stati nutriti con latte artificiale, a 1 è stato somministrato latte materno espresso e in 17 neonati il ​​metodo di alimentazione infantile non è stato riportato.
11 GIUGNO. Int J Environ Res Public Health. Effects of COVID-19 Infection During Pregnancy and Neonatal Prognosis: What Is the Evidence?
Lo studio investiga i potenziali rischi di infezione da COVID-19 tra le donne in gravidanza e la conseguente trasmissione fetale.
Sono stati ammessi 49 articoli pubblicati nel 2020 con bassi livelli di evidenza. Sono state valutate un totale di 755 donne in gravidanza e 598 bambini; oltre la metà delle donne in gravidanza aveva partorito con cesarei (379 / 65%). Solo 493 (82%) neonati sono stati testati per SARS-CoV-2, nove (2%) dei quali sono risultati positivi. Tuttavia, non vi è alcuna prova di trasmissione verticale basata su ciò che è stato valutato finora, considerando che ci sono lacune di conoscenza riguardo alle cure fornite durante e dopo il parto, nonché una mancanza di campioni biologici adeguati per il test di SARS-CoV-2.
Gli autori non escludono un potenziale peggioramento delle condizioni cliniche delle donne in gravidanza infette da SARS-CoV-2, indipendentemente dal fatto che l'infezione sia associata o meno a comorbidità, a causa dell'insorgenza di disturbi respiratori, disturbi del ritmo cardiaco e squilibrio acido-base, tra gli altri e raccomandano un monitoraggio continuo di tutte le donne in gravidanza oltre a testarle prima del parto o al primo contatto con i neonati.

4 GIUGNO. PLOS ONE. Maternal and Neonatal Outcomes Associated With COVID-19 Infection: A Systematic Review
Di 73 articoli identificati, 9 sono stati inclusi per un totale di 92 donne. Il 67,4% delle quali era sintomatico alla presentazione. Il tasso di mortalità materna è stato dello 0% e solo una paziente ha richiesto terapia intensiva e ventilazione. Il 63,8% ha avuto un parto pretermine, il 61,1% sofferenza fetale e l'80% un taglio cesareo. Il 76,92% dei neonati ha richiesto l'ammissione in terapia intensiva neonatale e il 42,8% ha avuto un basso peso alla nascita. C'è stato un caso indeterminato di potenziale trasmissione verticale. Il tempo medio al parto è stato di 4,3 ± 3,08 giorni (n = 12) senza differenze nei risultati (p> 0,05).

Le donne in gravidanza con COVID-19 presentano meno sintomi rispetto alla popolazione generale e possono essere RT-PCR negative nonostante abbiano segni di polmonite virale. L'incidenza di nascite pretermine, basso peso alla nascita, taglio cesareo, ricovero in terapia intensiva neonatale appare superiore alla popolazione generale.
19 MAGGIO. Ultrasound Obstet Gynecol. Effects of Coronavirus Disease 2019 (COVID-19) on Maternal, Perinatal and Neonatal Outcomes: A Systematic Review
L'obiettivo dell'articolo è valutare gli effetti della malattia COVID-19 sugli esiti materni, perinatali e neonatali eseguendo una revisione sistematica della letteratura disponibile sulle gravidanze affette da COVID-19. Nonostante il numero crescente di studi pubblicati su COVID-19 in gravidanza, non vi sono dati di buona qualità sufficienti per trarre conclusioni certe riguardo alla gravità della malattia o alle complicanze specifiche nelle donne gravide, nonché alla trasmissione verticale, complicanze perinatali e neonatali. Un totale di 324 donne in gravidanza con COVID-19 hanno soddisfatto i criteri di ammissibilità. Vengono descritti i sintomi più comuni nelle madri alla presentazione, il tasso di polmonite grave riportato, i casi di aborto spontaneo o aborto, il tempo al parto. Per quanto riguarda i bambini l'articolo riporta le settimane di nascita, il peso alla nascita, casi di asfissia neonatale e morte neonatale.
15 MAGGIO. Breastfeed Med. Managing COVID-19-Positive Maternal-Infant Dyads: An Italian Experience
Sebbene attualmente non ci siano prove che dimostrino una trasmissione verticale dell'infezione da SARS-CoV-2 nei feti di donne che sviluppano malattia COVID-19 nella tarda gravidanza, una preoccupazione importante riguarda la possibile trasmissione dell'infezione ai loro fragili neonati, in particolare dopo il parto.
Vengono segnalate le prime due diadi madre-bambino che si presentano al pronto soccorso di Roma per tampone nasofaringeo positivo per SARS-CoV-2 sia nella madre che nel bambino. Sono stati analizzati i campioni di latte materno espresso di entrambe le madri e SARS-CoV-2 non è stato rilevato dalla RT-PCR.
15 MAGGIO. Pediatr Infect Dis J. COVID-19 in Children, Pregnancy and Neonates: A Review of Epidemiologic and Clinical Features
In questa revisione sono delineate le caratteristiche epidemiologiche e cliniche dei bambini con infezione da SARS-CoV-2 riportate in 11 serie di casi pediatrici, per un totale di 333 neonati e bambini e gli esiti perinatali dei neonati nati da donne infette in gravidanza.

Il periodo di incubazione variava tra 2 e 25 giorni con una media di 7 giorni. Il virus è stato isolato dalle secrezioni rinofaringee per un massimo di 22 giorni e nelle feci per più di 30 giorni. Sono state segnalate coinfezioni nel 79% dei bambini (principalmente micoplasma e influenza). Il 35% dei bambini era asintomatico. I sintomi più comuni sono stati tosse (48%), febbre (42%) e faringite (30%). I bambini raramente sono stati ricoverati in unità di terapia intensiva (3%) e, ad oggi, solo un piccolo numero di decessi è stato riportato nei bambini di tutto il mondo.

Nove serie di casi e 2 casi clinici hanno descritto i risultati dell'infezione SARS-CoV-2 durante la gravidanza in 65 donne e 67 neonati. Due madri (3%) sono state ricoverate in terapia intensiva. Disagio fetale è stato riportato nel 30% delle gravidanze. Il 37% delle donne ha partorito pretermine. Le complicanze neonatali includevano difficoltà respiratoria o polmonite (18%), coagulazione intravascolare disseminata (3%), asfissia (2%) e 2 decessi perinatali. Quattro neonati (3 con polmonite) sono stati segnalati come SARS-CoV-2 positivi nonostante le rigorose procedure di controllo e prevenzione delle infezioni durante il parto e la separazione di madre e neonato, il che significa che non è possibile escludere la trasmissione verticale.
13 MAGGIO. Am J Perinatol. Vertical Transmission of Severe Acute Respiratory Syndrome Coronavirus 2: A Systematic Review.
Nella revisione sono stati inclusi 22 studi per un totale di 83 neonati nati da madri con diagnosi di malattia di coronavirus 2019. Tra questi neonati, in tre casi è stata confermata infezione da SARS-CoV-2 a 16, 36 e 72 ore dalla nascita, mediante test di reazione a catena della polimerasi (RT-PCR) con tampone nasofaringeo; altri sei avevano livelli elevati di anticorpi specifici per virus nei campioni di siero raccolti dopo la nascita, ma risultavano negativi al test RT-PCR. Tuttavia, senza test RT-PCR positivi su liquido amniotico, placenta o sangue cordonale, al momento non ci sono prove dirette a supporto della trasmissione verticale intrauterina di SARS-CoV-2.
15 APRILE. Arch Acad Emerg Med. Analysis of Maternal Coronavirus Infections and Neonates Born to Mothers with 2019-nCoV; a Systematic Review
Sono stati esaminati i testi completi di 11 studi pertinenti e infine 9 sono stati inclusi in questo studio. Sono state studiate le caratteristiche di 89 donne in gravidanza e dei loro neonati. I risultati hanno rivelato che la febbre e la tosse erano i sintomi più frequenti. I principali risultati di laboratorio riportati sono stati linfopenia, elevata proteina C-reattiva (CRP), ammino alanina transferasi (ALT) e aspartato amino transferasi (AST). In tutti i casi sintomatici, le scansioni di tomografia computerizzata al torace (CT) erano anormali. Le principali complicanze prenatali erano l'angoscia fetale, la rottura prematura delle membrane e il travaglio pretermine. Due donne hanno avuto bisogno di ricovero in terapia intensiva e ventilazione meccanica, una delle quali ha sviluppato disfunzione multiorgano ed è stata trattata con ossigenazione extracorporea a membrana (ECMO). Nessun caso di morte materna è stato segnalato fino al momento della pubblicazione degli studi. 79 madri hanno partorito i loro bambini con taglio cesareo e cinque donne hanno avuto un parto vaginale. Non è stata segnalata infezione fetale attraverso la trasmissione verticale intrauterina.

ISS aggiorna gli studi di letteratura internazionale ogni settimana
La comunità scientifica italiana dei neonatologi, pediatri, ginecologi e ostetriche (SIN, SIMP, SIP, ACP, SIGO, AOGOI, AGUI, SIAARTI e FNOPO) ha aderito all’iniziativa dell’ISS di istituire un gruppo di lavoro, coordinato dal Centro Nazionale di Prevenzione delle Malattie e di Promozione della Salute (CNaPPS), per prendere in esame e divulgare gli aggiornamenti della letteratura scientifica sul tema COVID-19 in gravidanza, parto e allattamento. L’obiettivo dell’iniziativa è fornire indicazioni utili alla pratica clinica destinate ai professionisti sanitari che nel Paese assistono la nascita.
Gli aggiornamenti settimanali del gruppo di lavoro sono consultabili alla pagina COVID-19: gravidanza, parto e allattamento sul sito Epicentro dell'Istituto superiore di sanità.

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Mamme e bambini nei paesi poveri a più alto rischio di mortalità

12 MAGGIO. The Lancet Global HealthEarly estimates of the indirect effects of the COVID-19 pandemic on maternal and child mortality in low-income and middle-income countries: a modelling study
Nel The Lancet Global Health, Timothy Roberton e colleghi hanno presentato sorprendenti nuove prove sul potenziale aumento della mortalità materna e infantile nei paesi a basso e medio reddito, se i servizi sanitari essenziali venissero interrotti a seguito di COVID-19. Basandosi sulle lezioni apprese da precedenti focolai di Ebola e SARS, gli autori stimano un aumento devastante del numero di decessi materni e infantili derivante dalla riduzioni della copertura del servizio sanitario di base.
Osservando tre scenari ipotetici, le stime variavano rispettivamente da 253.500 e 12.200 a 1.157.000 e 56.700 decessi aggiuntivi per bambini e madri. Gli autori avvertono che le stime si basano su ipotesi provvisorie e rappresentano una vasta gamma di risultati, ma sperano che le loro stime possano essere utili per i responsabili politici nel momento in cui debbano affrontare decisioni difficili nell'allocare le risorse.

12 MAGGIO. The Lancet. COMMENT. A wake-up call: COVID-19 and its impact on children's health and wellbeinghealth and wellbeing
Lasciata incontrollata la riduzione della copertura dei servizi sanitari di base (dovuta, ad esempio, a interruzioni nelle catene di approvvigionamento medico o alla disponibilità di risorse umane e finanziarie) insieme a una riduzione nell'accesso ai servizi sanitari 
da parte delle comunità che teme l'infezione, saranno più catastrofiche per madri e bambini rispetto alla COVID -19 stessa. La proiezione di 
ulteriori 1.2 milioni di morti infantili e 56.700 morti materne in 118 paesi se la copertura dei servizi essenziali diminuisse di circa il 45% per 6 mesi è allarmante, ma anche evitabile se agiamo ora. 

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Per avere ulteriori informazioni sul tema Covid e bambini ascolta l'intervista a Franca Rusconi (consulente ARS Toscana ed epidemiologa presso l'AOU Meyer) 



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