5/6/2020

Coronavirus in bambini e ragazzi: il punto su salute e benessere psicologico


Come vivono bambini e ragazzi l'emergenza sanitaria?
Dal punto di vista della salute facciamo il punto con alcuni tra gli ultimi studi clinici pubblicati.
Ma anche la sfera privata risente del clima che li circonda: tra ansie e paureisolamento e talvolta vulnerabilità agli adulti.

Cosa trovi in questo approfondimento:



Studiare il sistema immunitario dei bambini per combattere Covid-19

6 MAGGIO. The Lancet Child & Adolescent Health. The immune system of children: the key to understanding SARS-CoV-2 susceptibility?
L'evoluzione ha conferito un vantaggio di sopravvivenza ai bambini nella lotta contro agenti patogeni sia noti che sconosciuti. L'adulto è anche ben protetto dall'equilibrio delle cellule con alta e bassa specificità. Con l'invecchiamento, la malnutrizione, l'immunosoppressione e gli stati di comorbilità, il nostro sistema immunitario perde la capacità di adattarsi alle novità. Sebbene i vaccini siano la strada da percorrere, in situazioni di emergenza come la pandemia COVID-19, l'indagine e l'uso di strumenti immunitari di cui la natura ha dotato i bambini potrebbe migliorare i risultati della gestione.

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Covid-19 nei neonati

19 MAGGIO. Lancet. Horizontal transmission of severe acute respiratory syndrome coronavirus 2 to a premature infant: multiple organ injury and association with markers of inflammation
Bambino prematuro con grave infezione da SARS-CoV-2 in cui viene descritta la valutazione longitudinale della lesione multipla d'organo, dei marker infiammatori del sangue e della carica virale.
7 MAGGIO. In un articolo di The Lancet Child Adolescent Health viene segnalato il caso di un bambino estremamente pretermine con Covid-19COVID-19 in a 26-week preterm neonate
22 APRILE. NEJM. Late-Onset Neonatal Sepsis with Covid-19
Le condizioni di un bambino di 3 settimane con congestione nasale, tachipnea e ridotta alimentazione si sono aggravate, ha subito intubazione e ha ricevuto supporto emodinamico nell'unità di terapia intensiva pediatrica. La radiografia del torace mostrava opacità lineari bilaterali e il tampone nasale era positivo per SARS-CoV-2.
22 APRILEJAMA Pediatrics. Nella revisione Severe Acute Respiratory Syndrome Coronavirus 2 (SARS-CoV-2) Infection in Children and Adolescents. A Systematic Review viene segnalato solo 1 caso di infezione grave da Covid-19, che si è verificato in un neonato di 13 mesi. Questo paziente ha sviluppato vomito, diarrea, febbre e polmonite, complicati da shock con acidosi metabolica e insufficienza renale che hanno richiesto cure intensive e ventilazione assistita.
24 FEBBRAIO. JAMA. Nell'articolo del Chinese Center for Disease Control and Prevention che riporta 72.314 casi (JAMA 2020 Feb 24) gli autori affermano, pur con un numero di dati inferiore per i bambini, che i neonati e i piccoli lattanti siano a maggior rischio di infezioni polmonari anche se non particolarmente impegnative dal punto di vista clinico.
quadratino Per maggiori dettagli e per la bibliografia completa si rimanda all'articolo COVID-19: e i bambini? su ars.toscana.it

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Covid-19 nei bambini e adolescenti: molto spesso sintomi lievi

19 MAGGIO. The Lancet Child and Adolescent Health. Gastrointestinal features in children with COVID-19: an observation of varied presentation in eight children
L'articolo riferisce di otto bambini con COVID-19 e con sintomi di appendicite atipica che ha richiesto il ricovero in ospedale. Gli autori evidenziano che mentre l'esame clinico dovrebbe guidare il processo decisionale e l'ecografia è spesso l'unica modalità di imaging diagnostico per escludere l'appendicite, l'imaging trasversale è stata necessaria per la diagnosi differenziale in 4 pazienti su 8. Tutti i bambini sono stati sottoposti a imaging per confermare l'ileite terminale e non è stato richiesto alcun intervento chirurgico. Gli autori sottolineano l'importanza dell'imaging addominale e di un test COVID-19 nei bambini prima dell'intervento chirurgico data questa insolita presentazione nei bambini e negli adolescenti.
18 MAGGIO. Eur J PediatrSARS-COV-2 Infection in Children and Newborns: A Systematic Review 
Lo scopo di questo studio è rivedere sistematicamente le principali caratteristiche cliniche e gli esiti delle infezioni da SARS-CoV-2 in età pediatrica. Una ricerca è stata condotta nel database PubMed. Sono stati selezionati articoli pubblicati tra il 1 gennaio e il 1 maggio 2020, compresi i bambini di età compresa tra 0 e 18 anni. Sono stati inclusi sessantadue studi e tre revisioni, con un campione di 7480 bambini (2428/4660 maschi 52,1%; età media ponderata 7,6 anni).
Cosa è noto: • Esistono prove limitate sull'infezione SARS-CoV2 nei bambini.
Novità: • Sistematicamente le prove disponibili esaminate hanno dimostrato che i bambini con infezione da SARS-CoV-2 possono presentare un modello di malattia meno grave rispetto agli adulti
• Gli esami del sangue e i risultati della radiologia sono principalmente non specifici nei bambini, ma possono aiutare a identificare coloro che sono gravemente malati.

17 MAGGIO. J Med Virol. Children with Coronavirus Disease 2019 (COVID-19): A Review of Demographic, Clinical, Laboratory and Imaging Features in 2,597 Pediatric Patients
In questa recensione, sono state valutate le caratteristiche demografiche, cliniche, di laboratorio e di imaging di 2.597 pazienti pediatrici di COVID-19. Si è scoperto che la linfopenia, più comune negli adulti, si è verificata raramente nei bambini (9,8%). Inoltre, l'elevato isoenzima della creatinchinasi MB (CK-MB) è stato osservato molto più comunemente nei bambini (27,0%) rispetto agli adulti, suggerendo che le lesioni cardiache sarebbero più probabili nei pazienti pediatrici.
17 MAGGIO. AllergyAllergy and asthma in children and adolescents during the COVID outbreak: what we know and how we could prevent allergy and asthma flares?
L'articolo delinea la gestione di bambini e adolescenti con allergia e asma durante la pandemia COVID-19. Secondo gli autori, tutti i bambini e gli adolescenti con asma dovrebbero attenersi al proprio piano terapeutico. Principalmente, chi soffre di asma non controllata, moderato-grave, non dovrebbe sospendere i farmaci, incluso corticosteroidi e seguire le indicazioni terapeutiche del proprio medico.
13 MAGGIO. The Lancet Child & Adolescent HealthThe severity of COVID-19 in children on immunosuppressive medication
In 6 settimane dopo il 15 marzo 2020, 18 bambini di 16 centri di nefrologia pediatrica in 11 paesi (Spagna, Svizzera, Cina, Regno Unito, Germania, Francia, Svezia, Colombia, Stati Uniti, Iran e Belgio) che hanno incontrato i nostri criteri sono stati inclusi nello studio. Abbiamo considerato le diagnosi, il trattamento immunosoppressivo in corso, i sintomi clinici e gli esiti.

Questi dati sebbene di un piccolo numero di bambini suggeriscono che anche i bambini che ricevono un trattamento immunosoppressivo per varie indicazioni sembrano avere un decorso clinico lieve. Allo stesso modo, uno studio con otto bambini con malattia infiammatoria intestinale ha rivelato che tutti i bambini con diagnosi di Covid-19 avevano un'infezione lievenonostante il trattamento con immunomodulatori, sostanze biologiche o entrambi.
11 MAGGIO. Acta Biomed. Coronavirus Disease 2019 (COVID-19) in adolescents: An update on current clinical and diagnostic characteristics
Questo documento riassume i risultati (al 3 aprile 2020) di una revisione sistematica della letteratura sulle attuali conoscenze di COVID-19 negli adolescenti (10-19 anni secondo la definizione dell'OMS) e riporta i dati epidemiologici preliminari dichiarati dall'Istituto Superiore di sanità italiano.

In sintesi, rispetto ai pazienti anziani, i pazienti COVID-19 adolescenti e giovani adulti hanno un periodo di incubazione più lungo, un intervallo seriale più breve, maggiori probabilità di essere asintomatici e un tasso di mortalità più basso. Sono necessari studi epidemiologici più ampi per confermare la minore suscettibilità e una presentazione clinica più lieve di COVID-19 negli adolescenti e un follow-up esteso per dare informazioni più dettagliate sui potenziali fattori di rischio che interferiscono con gli esiti clinici.
I risultati clinici e di laboratorio più comuni negli adolescenti con COVID-19 sono:
  • periodo di incubazione negli adolescenti e nei giovani adulti è più lungo che nei pazienti più anziani
  • rispetto ai giovani adulti, gli adolescenti hanno meno probabilità di essere in sovrappeso/obesi, fumare e bere alcolici
  • non sono stati osservati casi gravi e vi è maggiore probabilità di casi asintomatici (14,3% vs 6,3%)
  • i pazienti adolescenti e giovani adulti con COVID-19 presentano diversi schemi di sintomi e una minore incidenza di risultati anormali di laboratorio. I marker infiammatori della proteina C-reattiva (CRP) e della procalcitonina (PCT) sono elevati nel 13,6% e nel 10,6% dei casi, rispettivamente
  • nel 50% degli adolescenti è stata riscontrata opacità a vetro smerigliato rispetto al 68,8% dei giovani adulti
  • rispetto ai giovani adulti, i pazienti adolescenti hanno ricevuto meno ossigenoterapia e con un numero inferiore di giorni di febbre persistente
  • un numero inferiore di adolescenti ha sviluppato gravi complicanze.

11 MAGGIO. Clinical Infectious Diseases. SARS-CoV-2 (COVID-19): What do we know about children? A systematic review
Gli autori hanno condotto una rapida revisione sistematica e sintesi narrativa di tutta la letteratura relativa a SARS-CoV-2 nelle popolazioni pediatriche. I termini di ricerca includevano anche SARS-CoV e MERS-CoV. La ricerca è stata effettuata in alcuni database MEDLINE, MedRxiv, tra le risorse OMS e nei COVID-19 19 resource centre di undici importanti riviste ed editori. Sono stati inclusi gli abstract in inglese di documenti in lingua cinese. Dai 1657 documenti iniziali 105 articoli completi sono stati valutati per l'ammissibilità. Di questi 24 sono gli studi relativi a COVID-19 inclusi nella revisione.

I bambini sembrano essere meno colpiti dalla malattia rispetto agli adulti dai tassi osservati nei grandi studi epidemiologici. Questo può essere dovuto al fatto che i bambini sono spesso asintomatici o presentano sintomatologia lieve, quindi non attraggono l'attenzione del medico, non vengono testati e di conseguenza conteggiati tra i casi positivi.

Dagli studi presi in esame i dati sugli esiti clinici sono scarsi, ma includono diverse segnalazioni di infezione asintomatica e un decorso più lieve della malattia nei bambini piccoli, sebbene si notino anomalie radiologiche. I casi gravi non sono riportati in dettaglio e ci sono pochi dati relativi alla trasmissione.
11 MAGGIO. JAMACharacteristics and Outcomes of Children With Coronavirus Disease 2019 (COVID-19) Infection Admitted to US and Canadian Pediatric Intensive Care Units
In questo studio trasversale di 46 PICU nordamericani, tra il 14 marzo e il 3 aprile 2020, 48 bambini sono stati ammessi in 14 unità di terapia intensiva pediatrica (PICU) negli Stati Unitinessuno in Canada. Un totale di 40 bambini (83%) presentava condizioni mediche di base preesistenti, 35 (73%) presentavano sintomi respiratori e 18 (38%) richiedevano ventilazione invasiva e il tasso di mortalità ospedaliera è stato del 4,2%.
Questo studio mostra che COVID-19 può comportare un carico di malattia significativo nei bambini, ma conferma che la malattia grave è meno frequente e che i risultati ospedalieri precoci nei bambini sono migliori che negli adulti.
8 MAGGIO. J Clin Virol. Characterisation of COVID-19 Pandemic in Paediatric Age Group: A Systematic Review and Meta-Analysis.
I sintomi più frequentemente riportati sono stati tosse 49% e febbre 47%. Linfopenia e aumento della procalcitonina sono stati registrati rispettivamente nel 21 e 28% dei casi. Nessuna differenza di genere per COVID-19 è stata trovata nella fascia di età pediatrica (p = 0,7). Il tasso di mortalità è stato dello 0%. Quattro neonati su 58 (6,8%) nati con COVID-19 avevano madri positive alla malattia.
La malattia nei pazienti pediatrici ha una buona prognosi rispetto agli adulti. Il ricorso alla terapia intensiva e la morte sono rari. La trasmissione verticale e la diffusione del virus nel latte materno devono ancora essere stabilite.

7 MAGGIO. Eurosurveillance. Multicentre Italian study of SARS-CoV-2 infection in children and adolescents, preliminary data as at 10 April 2020
Lo studio multicentrico coinvolge 11 dei 13 ospedali esclusivamente pediatrici e 51 delle 390 unità pediatriche in tutta Italia, prevalentemente nelle regioni centrali e settentrionali.
I dati includono tutti i pazienti pediatrici in cui è stata documentata COVID-19 mediante almeno un campione di tampone nasale/faringeo positivo utilizzando il test RT-PCR.

Sono 168 i casi pediatrici confermati in laboratorio (mediana: 2,3 anni, intervallo: 1 giorno-17,7 anni, 55,9% maschi), di cui il 67,9% è stato ricoverato in ospedale e il 19,6% ha avuto comorbilità. La febbre è stata il sintomo più comune, le manifestazioni gastrointestinali frequenti. Due bambini hanno richiesto cure intensive, cinque hanno avuto convulsioni, 49 hanno ricevuto trattamenti sperimentali e tutti sono guariti.
1 MAGGIONEJM. Nei bambini, come recentemente confermato anche da una casistica italiana di bambini che hanno avuto accesso al Pronto Soccorso (Children with Covid-19 in Pediatric Emergency Departments in Italy), possiamo confermare come l’infezione da Covid-19 non si presenti nella grande maggioranza dei casi con una sintomatologia grave.
22 APRILE. JAMA PediatricsSevere Acute Respiratory Syndrome Coronavirus 2 (SARS-CoV-2) Infection in Children and Adolescents. A Systematic Review
La revisione sistematica dei ricercatori italiani pubblicata su Jama Pediatrics, ha selezionato gli articoli che rispettavano i seguenti criteri di inclusione:
  • Popolazione: bambini e adolescenti (età 0-19) con infezione confermata da tampone rinofaringeo
  • Disegno dello studio: studi retrospettivi, bollettini e relazioni nazionali
  • Risultati: valutazione dei sintomi clinici, descrizione delle fonti e dei meccanismi di diffusione dell’ infezione, descrizione dei test diagnostici e delle strategie terapeutiche, prognosi
Da 815 articoli iniziali, 18 sono quelli considerati nell’analisi, per un totale di 1.065 pazienti con infezione confermata da tampone rinofaringeo (444 pazienti avevano meno di 10 anni e 553 erano di età compresa tra 10 e 19 anni). Dagli studi emerge che i bambini di qualsiasi età hanno manifestato lievi sintomi respiratori, vale a dire febbre, tosse secca e stanchezza, o erano asintomatici. Nei casi in cui è stata eseguita radiografia toracica, è stato riscontrato un ispessimento bronchiale e opacizzazioni a vetro smerigliato e questi risultati sono stati riportati anche in pazienti asintomatici.
Non sono stati segnalati decessi in bambini da 0 a 9 anni.
In generale, tutti i pazienti hanno avuto una buona prognosi; tuttavia è stato segnalato un morto nella fascia di età compresa tra i 10 e i 19 anni. I dati sulle terapie sono piuttosto limitati. I pazienti con sintomi respiratori leggeri, polmonite e febbre sono stati trattati con antibiotici e cure di supporto. Nessuno dei pazienti ha richiesto la terapia con ossigeno.
quadratino Per maggiori dettagli e per la bibliografia completa si rimanda all'articolo Covid-19 nei bambini e negli adolescenti, su Jama Pediatrics una revisione sistematica su ars.toscana.it

23 MARZO. Acta pediatrica Systematic review of COVID‐19 in children shows milder cases and a better prognosis than adults
È stata condotta una revisione sistematica di letteratura per identificare articoli su COVID‐19, utilizzando i database MEDLINE ed Embase tra il 1 gennaio e il 18 marzo 2020. La ricerca ha identificato 45 articoli pertinenti. I bambini che rappresentano l'1-5% dei casi diagnosticati di COVID-19, presentano sintomatologia più lieve rispetto agli adulti e i decessi sono stati estremamente rari. I risultati diagnostici sono simili agli adulti, con prevalenza di febbre e sintomi respiratori, ma un minor numero di bambini ha sviluppato polmonite grave.
Marcatori infiammatori elevati sono meno comuni nei bambini e la linfocitopenia sembra rara. I neonati hanno sviluppato COVID‐19 sintomatico, ma le prove della trasmissione intrauterina verticale sono ancora scarse. Il trattamento suggerito include la fornitura di ossigeno, inalazioni, supporto nutrizionale e mantenimento di equilibri di liquidi ed elettroliti.

24 FEBBRAIO. JAMA. Characteristics of and Important Lessons From the Coronavirus Disease 2019 (COVID-19) Outbreak in China: Summary of a Report of 72 314 Cases From the Chinese Center for Disease Control and Prevention
L'articolo del Chinese Center for Disease Control and Prevention riporta che su 72.314 casi, meno dell’1% riguardano bambini di età inferiore ai 10 anni e un altro 1% persone tra 10 e 19 anni.
La descrizione degli aspetti clinici dei casi confermati si basa finora su poche centinaia di bambini e adolescenti di età inferiore a 18 anni: 35% erano asintomatici o presentavano solo un'infezione delle alte vie respiratorie, il restante 65% aveva una diagnosi di polmonite. Tuttavia, trattandosi di casistiche per lo più ospedaliere o comunque di soggetti a stretto contatto con casi familiari sintomatici, è presumibile pensare che le infezioni asintomatiche e lievi fossero - e siano anche nella nostra realtà - molte di più. Ciò è importante perché proprio i bambini potrebbero essere o essere stati più facilmente degli adulti veicoli di infezione, in particolare nei confronti delle persone più anziane (i nonni).

Per ciò che riguarda i sintomi, come nell’adulto è presente febbre, che nel bambino però non è elevata, spesso <38°C, sintomi respiratori (congestione nasale, tosse, mancanza di fiato ma quest’ultima non frequente) e - forse più caratteristici dei bambini - sintomi gastroenterici quali vomito e diarrea. Del resto COVID-19 è stato riscontrato anche nelle feci e proprio i bambini, per il loro stile di vita, potrebbero più facilmente infettarsi anche per via oro-fecale.
quadratino Per maggiori dettagli e per la bibliografia completa si rimanda all'articolo COVID-19: e i bambini? su ars.toscana.it

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Decorso lieve anche nei bambini con trattamento immunosoppressivo 

Anche i bambini che presentano patologie croniche hanno live sintomatologia: da una patologia molto frequente e relativamente benigna come l’asma bronchiale, a patologie più rare e più impegnative quali i tumori, le immunodeficienze, la fibrosi cistica.

13 MAGGIO. CORRESPONDENCE. The severity of COVID-19 in children on immunosuppressive medication
In 6 settimane dopo il 15 marzo 2020, 18 bambini di 16 centri di nefrologia pediatrica in 11 paesi (Spagna, Svizzera, Cina, Regno Unito, Germania, Francia, Svezia, Colombia, Stati Uniti, Iran e Belgio) che hanno incontrato i nostri criteri sono stati inclusi
nello studio. Abbiamo considerato le diagnosi, il trattamento immunosoppressivo in corso, i sintomi clinici e gli esiti.
Questi dati sebbene di un piccolo numero di bambini suggeriscono che anche i bambini che ricevono un trattamento immunosoppressivo per varie indicazioni sembrano avere un decorso clinico lieve. Allo stesso modo, uno studio con otto bambini con malattia infiammatoria intestinale ha rivelato che tutti i bambini con diagnosi di Covid-19 avevano un'infezione lievenonostante il trattamento con immunomodulatori, sostanze biologiche o entrambi.

1 MAGGIOBMJCovid-19 is no worse in immunocompromised children, says NICE. Gli autori suggeriscono ai medici di rassicurare i genitori e gli operatori. La Covid-19 di solito provoca una malattia lieve e autolimitante nei bambini e nei giovani, anche in quelli immunocompromessi, afferma il NICE.

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Malattia simile a Kawasaki in alcuni cluster di bambini

21 MAGGIO. ISS. Indicazioni ad interim su malattia di Kawasaki e sindrome infiammatoria acuta multisistemica in età pediatrica e adolescenziale nell’attuale scenario emergenziale da infezione da SARS-CoV-2. Versione 21 maggio 2020
#NOVITÁ Le evidenze scientifiche disponibili ad oggi indicano che l’infezione da SARS-CoV-2 si manifesta nei pazienti pediatrici con un andamento clinico con una letalità molto bassa (0,06% nella fascia di età 0-15 anni). Tuttavia, recenti pubblicazioni europee e statunitensi descrivono una sindrome infiammatoria acuta multisistemica in età pediatrica e adoloscenziale, associata a positività per il SARS-CoV-2 o presenza di anticorpi anti SARS-CoV-2, il cui preciso inquadramento nosologico è attualmente in corso. Questa sindrome sembrerebbe condividere alcune caratteristiche cliniche, grave risposta infiammatoria e alcune opzioni terapeutiche (immunoglobuline, steroidi, farmaci anticitochinici) con la malattia di Kawasaki. Da questa però si distinguerebbe per altre peculiarità, rappresentate da maggiore età dei soggetti colpiti, interessamento multisistemico grave, prevalente interessamento miocardico e/o gastrointestinale.
15 MAGGIO. European Centre for Disease Prevention and Control. Rapid risk assessment: Paediatric inflammatory multisystem syndrome and SARS-CoV-2 infection in children
Diversi paesi colpiti dalla pandemia hanno recentemente riportato casi di bambini ricoverati in terapia intensiva a causa di una rara sindrome multisistemica infiammatoria pediatrica (PIMS). I segni e i sintomi di presentazione sono un mix di quelli per la malattia di Kawasaki (KD) e la sindrome da shock tossico (TSS) e sono caratterizzati, tra l'altro, da febbre, dolore addominale e coinvolgimento cardiaco. È stata ipotizzata una possibile associazione temporale con infezione da SARS-COV-2 perché alcuni dei bambini testati per l'infezione da SARS-CoV-2 erano positivi alla reazione a catena della polimerasi (PCR) o sierologia.
In totale, circa 230 casi sospetti di questa nuova sindrome multisistemica infiammatoria pediatrica associata temporalmente a infezione da SARS-CoV-2 (PIMS-TS) sono stati segnalati nei paesi europei e nel Regno Unito nel 2020, inclusi due decessi, uno nel Regno Unito e uno in Francia.
13 MAGGIO. The Lancet.  An outbreak of severe Kawasaki-like disease at the Italian epicentre of the SARS-CoV-2 epidemic: an observational cohort study
Nella provincia di Bergamo, una fra le più colpite in Italia, le presentazioni in stile Kawasaki sono state gestite come malattia di Kawasaki secondo le indicazioni dell'American Heart Association. La sindrome da shock di malattia di Kawasaki (KDSS) è stata definita dalla presenza di disfunzione circolatoria e sindrome da attivazione di macrofagi (MAS) secondo i criteri dell'Organizzazione internazionale di reumatologia pediatrica. L'infezione è stata ricercata mediante PCR quantitativa trascrittasi inversa nei tamponi rinofaringei e orofaringei e mediante test qualitativi sierologici che rilevano rispettivamente le IgM e le IgG SARS-CoV-2
Dieci i bambini diagnosticati tra il 18 febbraio e il 20 aprile 2020: 7 maschi e 3 femmine; età compresa tra 7 e 5 anni, 8 su 10 erano positivi per IgG o IgM, o entrambi.

Nell'ultimo mese è stata riscontrata un'incidenza 30 volte superiore della malattia simile a Kawasaki. I bambini diagnosticati dopo l'inizio dell'epidemia di SARS-CoV-2 che hanno mostrato evidenza di risposta immunitaria al virus, erano più anziani rispetto ai casi osservati precedentemente, avevano un più alto tasso di coinvolgimento cardiaco, caratteristiche dell'attivazione di macrofagi, necessità di un trattamento steroideo aggiuntivo. L'epidemia di SARS-CoV-2 è stata associata a un'alta incidenza di una forma grave di malattia di Kawasaki. Un simile focolaio di malattia simile a Kawasaki è atteso nei paesi coinvolti nell'epidemia di SARS-CoV-2.
7 MAGGIO. The LancetHyperinflammatory shock in children during COVID-19 pandemic
Durante un periodo di 10 giorni a metà aprile 2020, abbiamo notato un gruppo senza precedenti di otto bambini con shock iperinfiammatorio, che mostra caratteristiche simili alla malattia di Kawasaki atipica, alla sindrome da shock della malattia di Kawasaki o alla sindrome da shock tossico (il numero tipico è uno o due bambini a settimana). Questo gruppo di casi ha costituito la base di una segnalazione nazionale.
28 APRILE. BMJCovid-19: concerns grow over inflammatory syndrome emerging in children
I medici nel Regno Unito avvisano di un numero crescente di bambini che presentano uno stato infiammatorio multisistemico e necessitano di cure intensive. Per approfondire, leggi l'editoriale Risks to children and young people during covid-19 pandemic

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I bambini come fonti di infezione

19 MAGGIO. Acta Paediatr. Children are unlikely to be the main drivers of the COVID-19 pandemic - a systematic review.
#NOVITÁ Molti paesi hanno chiuso scuole e asili per ridurre al minimo il COVID-19, ma il ruolo che i bambini svolgono nella trasmissione delle malattie non è chiaro. Sono stati identificati 700 tra articoli e lettere scientifiche e 47 testi completi. I bambini rappresentano una piccola parte dei casi COVID-19 e per lo più hanno avuto contatti sociali con coetanei o genitori, piuttosto che le persone anziane a rischio di malattia grave. I dati sulle cariche virali sono scarsi, ma indicano che i bambini potrebbero avere livelli più bassi rispetto agli adulti, in parte perché spesso presentano meno sintomi e questo dovrebbe ridurre il rischio di trasmissione. Gli studi sulla trasmissione nelle famiglie mostrano che raramente i bambini sono il caso indice e i casi studio suggerivano che i bambini con COVID-19 raramente causano focolai. Tuttavia, è molto probabile che i bambini possano trasmettere il virus SARS-COV-2, che causa COVID-19, e persino i bambini asintomatici possono avere cariche virali.
quadratino Per maggiori dettagli e per la bibliografia completa si rimanda all'articolo E' improbabile che i bambini siano i principali responsabili della pandemia da covid-19 su ars.toscana.it

MAGGIO. Pediatrics pre-publication. COVID-19 in Children and the Dynamics of Infection in Families
La maggior parte dei bambini dello studio presenta sintomi lievi o atipici: cefalea e secrezione nasale in più della metà dei casi e anosmia e sintomi addominali in oltre il 20%. Alcuni di questi sintomi potrebbero essere sottostimati, perché i bambini più piccoli potrebbero non essere in grado di descriverli.
Nel 79% delle famiglie, almeno un familiare adulto è stato sospettato o confermato per COVID-19 prima dell'insorgenza dei sintomi nel bambino in studio, confermando che i bambini si infettano principalmente all'interno dei cluster familiari.
Solo nell'8% delle famiglie un bambino ha sviluppato sintomi prima di qualsiasi altro contatto familiare, che è in linea con i dati precedenti che mostrano che i bambini sono casi indice in meno del 10% dei casi SARS-Cov-2. Tuttavia, il disegno di studio non può confermare che la trasmissione bambino-adulto si verifichi.

1 MAGGIO. Shedding of infectious SARS-CoV-2 in symptomatic neonates, children and adolescents
Questo studio prende in considerazione 23 pazienti di età inferiore ai 16 anni risultati positivi a test per la SARS-CoV-2 mediante RT-PCR su tampone nasofaringeo. L'età media dei pazienti pediatrici è di 12 anni. La maggior parte dei pazienti ha avuto un'infezione delle vie respiratorie superiori (n=13), seguita da febbre e polmonite (ciascuno, n=2). I campioni sono stati raccolti a una mediana di 2 giorni dopo l'insorgenza dei sintomi. La carica virale mediana (VL) al momento della diagnosi era di 3,0x106 copie/ml. I ricercatori hanno provato a far crescere in laboratorio il virus presente nei 23 pazienti ed hanno avuto successo in 12/23 (52%) pazienti con una carica virale mediana di 1,7x108 copie/ml, valori sovrapponibili a quelli osservati nella popolazione adulta.
26 APRILE. An analysis of SARS-CoV-2 viral load by patient age
Per consentire una stima dell'infettività nei bambini, sono stati analizzati i carichi virali osservati durante i test di routine in un grande laboratorio di Berlino (Charité Institute of Virology and Labor Berlin), il primo laboratorio qualificato per il test per la SARS-CoV-2 in Germania.
Da gennaio al 26 aprile 2020, sono stati sottoposti a screening 59.831 pazienti per l'infezione da COVID-19, 3.712 (6,2%) con un risultato RT-PCR positivo in tempo reale.
I pazienti sono stati divisi secondo due categorie per indagare se c'è un rapporto tra l'età del paziente e la carica virale. La prima categorizzazione si basa su classi decennali di età. La seconda categorizzazione è suddivisa in: scuola materna (età 0-6 anni), scuola elementare (età 7-11 anni), scuola superiore (12-19 anni), università (20-25 anni), adulto (26-45 anni) e maturo (età superiore ai 45 anni).

tabella bambini covid studio tedescoDai risultati emerge che le classi di età più giovani hanno tassi di incidenza più bassi, ma questo è dovuto al fatto che la maggior parte dei test sono stati effettuati in presenza di sintomi. I bambini vengono diagnosticati meno frequentemente perchè sono spesso asintomatici o con sintomi lievi. Nonostante la bassa rappresentatività del campione, la quantità di virus presente a seconda delle fasce di età selezionate non sembra essere diversa e questo implica che bambini e adolescenti hanno una carica virale sovrapponibile a quella degli adulti e quindi sono infetti tanto quanto gli adulti.

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Salute mentale: Covid-19 vista con gli occhi dei bambini

L’infezione da Covid-19 non si presenta nella grande maggioranza dei casi con una sintomatologia grave. Se queste considerazioni hanno tranquillizzato le famiglie e i sanitari, altre - forse meno scontate ma non meno importanti - stanno emergendo. I bambini vivono le stesse esperienze delle loro famiglie: hanno quindi sperimentato la scomparsa di persone care - per lo più i nonni; hanno genitori che lavorano “in prima linea” contro il virus, o che hanno smesso di lavorare da tempo, o che hanno perso il lavoro o che lavorano da casa. Possiamo quindi aspettarci che queste esperienze impattino o impatteranno sulla loro salute, soprattutto mentale.
24 APRILE. JAMAMental Health Status Among Children in Home Confinement During the Coronavirus Disease 2019 Outbreak in Hubei Province, China
Lo studio condotto su circa 1800 studenti (bambini e adolescenti) ha rilevato che il 22,6% degli studenti ha riferito sintomi depressivi, in percentuale superiore rispetto ad altre indagini nelle scuole primarie della Cina (17,2%) e ha rilevato nel 18,9% degli studenti sintomi di ansia, anche questi in percentuale superiore alla prevalenza in altre indagini. Già la grave sindrome respiratoria acuta nel 2003 era stata anche associata a diversi sintomi psicologici tra gli studenti in Cina. Questi risultati suggeriscono che gravi malattie infettive possono influenza la salute mentale dei bambini come fanno altre esperienze traumatiche.
quadratino Per maggiori dettagli e per la bibliografia completa si rimanda all'articolo Bambini e CoViD-19: l'impatto sul benessere e altri aspetti di salute su ars.toscana.it 

24 APRILE. JAMA Pediatrics Patient Page. Child Abuse Awareness Month During the Coronavirus Disease 2019 Pandemic
L'isolamento sociale, la misura di salute pubblica attualmente in atto in tutto il mondo, è anche un comprovato fattore di rischio per l'abuso di minori. Altri rischi includono lo stress, l'accesso incerto al cibo e alle abitazioni e le preoccupazioni per far quadrare i conti. A causa dell'attuale pandemia di COVID-19, riconosciamo che i genitori e gli operatori sanitari si sentono sopraffatti da questi fattori di stress. Potrebbero verificarsi perdite di posti di lavoro, lotte per l'affidamento e cambiamenti improvvisi di residenza.

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La chiusura delle scuole e dei servizi per l’infanzia

2 GIUGNO. Arch Dis Child MonthLockdown: more domestic accidents than COVID-19 in children
#NOVITÁ Gli autori italiani hanno cercato nel database elettronico del dipartimento di emergenza pediatrica (PED) lesioni nei bambini relative a traumi, avvelenamento, ustioni e corpi estranei (nel tratto respiratorio / gastrointestinale o nell'orecchio / naso / gola), nonché qualsiasi presentazione contrassegnata come infortunio domestico al triage. I dati hanno mostrato che il numero e la gravità delle presentazioni per incidenti domestici è aumentato significativamente durante il periodo di lockdown rispetto all'anno precedente.
13 MAGGIO. JAMA PediatricsSchool Closure During the Coronavirus Disease 2019 (COVID-19) Pandemic: An Effective Intervention at the Global Level?
Mentre la chiusura delle fabbriche e l'evitamento di altre interazioni sociali insieme al corretto lavaggio delle mani rimangono le misure migliori per ridurre il carico totale di COVID-19, l'utilità della chiusura della scuola può essere discussa. Leggi anche l'editoriale: School Reopening—The Pandemic Issue That Is Not Getting Its Due

24 APRILE. Eur J Phys Rehabil Med. COVID-19 and child disabilities: whom to protect and how
Le misure di distanziamento sociale durante la pandemia COVID-19 hanno comportato la sospensione di diverse attività, tra le quali servizi di riabilitazione e scuole. Gli autori sostengono che non sia semplice individuare le misure da adottare, ma sia necessario cercare soluzioni che salvaguardino la salute di tutti, con una particolare attenzione a bambini con disturbi del neurosviluppo, malattie neuromuscolari e, in generale, bambini con malattie rare e maggiormente vulnerabili. Ad esempio, citano l’approccio della Società Italiana di Medicina Fisica e Riabilitativa (SIMFER) in materia di teleriabilitazione. La lettera è interessante per il focus sulla necessità di considerare e far fronte ai bisogni di bambini e adolescenti con disabilità nell’ambito della riabilitazione, proponendo soluzioni che possano essere utili durante la pandemia, ma adottabili anche successivamente per migliorare la sostenibilità dell’assistenza sanitaria.
14 APRILE. The LancetMental health effects of school closures during COVID-19
Un aspetto a cui solo recentemente è stata posta attenzione, anche in Italia, è quello della chiusura delle scuole e dei servizi per l’infanzia e delle ricadute sulla salute dei bambini, dai piccolissimi agli adolescenti. 
Per i bambini e gli adolescenti con bisogni di salute mentale, tali chiusure significano una mancanza di accesso alle risorse che di solito hanno attraverso le scuole. In un sondaggio dell'ente benefico per la salute mentale YoungMinds, che includeva 2111 partecipanti fino a 25 anni con una storia di malattia mentale nel Regno Unito, l'83% ha dichiarato che la pandemia ha peggiorato le loro condizioni. Il 26% ha dichiarato di non essere in grado di accedere al supporto per la salute mentale; i gruppi di supporto alla pari e i servizi faccia a faccia sono stati cancellati e il supporto telefonico o online può essere una sfida per alcuni giovani.
quadratino Per maggiori dettagli e per la bibliografia completa si rimanda all'articolo Bambini e CoViD-19: l'impatto sul benessere e altri aspetti di salute su ars.toscana.it 

6 APRILE. The Lancet Child & Adolescent Health. School closure and management practices during coronavirus outbreaks including COVID-19: a rapid systematic review
107 paesi hanno implementato la chiusura delle scuole da marzo 2020. Nella review sono stati inclusi 16 di 616 articoli identificati. La chiusura delle scuole è stata rapidamente implementata in tutta la Cina continentale e Hong Kong. Tuttavia, non vi sono dati certi circa il contributo della chiusura al controllo della trasmissione
Recenti studi di modellizzazione di COVID-19 prevedono che la chiusura delle scuole da sola impedirebbe solo il 2-4% dei decessi, molto meno di altri interventi di allontanamento sociale. I decisori politici devono essere consapevoli che la chiusura scolastica per COVID-19 deve essere combinata a misure di allontanamento sociale.

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COVID-19: vivere la nascita

19 MAGGIO. Ultrasound Obstet Gynecol. Effects of Coronavirus Disease 2019 (COVID-19) on Maternal, Perinatal and Neonatal Outcomes: A Systematic Review
#NOVITÁ L'obiettivo dell'articolo è valutare gli effetti della malattia COVID-19 sugli esiti materni, perinatali e neonatali eseguendo una revisione sistematica della letteratura disponibile sulle gravidanze affette da COVID-19. Nonostante il numero crescente di studi pubblicati su COVID-19 in gravidanza, non vi sono dati di buona qualità sufficienti per trarre conclusioni certe riguardo alla gravità della malattia o alle complicanze specifiche nelle donne gravide, nonché alla trasmissione verticale, complicanze perinatali e neonatali. Un totale di 324 donne in gravidanza con COVID-19 hanno soddisfatto i criteri di ammissibilità. Vengono descritti i sintomi più comuni nelle madri alla presentazione, il tasso di polmonite grave riportato, i casi di aborto spontaneo o aborto, il tempo al parto. Per quanto riguarda i bambini l'articolo riporta le settimane di nascita, il peso alla nascita, casi di asfissia neonatale e morte neonatale.
15 MAGGIO. Breastfeed Med. Managing COVID-19-Positive Maternal-Infant Dyads: An Italian Experience
Sebbene attualmente non ci siano prove che dimostrino una trasmissione verticale dell'infezione da SARS-CoV-2 nei feti di donne che sviluppano malattia COVID-19 nella tarda gravidanza, una preoccupazione importante riguarda la possibile trasmissione dell'infezione ai loro fragili neonati, in particolare dopo il parto.
Vengono segnalate le prime due diadi madre-bambino che si presentano al pronto soccorso di Roma per tampone nasofaringeo positivo per SARS-CoV-2 sia nella madre che nel bambino. Sono stati analizzati i campioni di latte materno espresso di entrambe le madri e SARS-CoV-2 non è stato rilevato dalla RT-PCR.
15 MAGGIO. Pediatr Infect Dis J. COVID-19 in Children, Pregnancy and Neonates: A Review of Epidemiologic and Clinical Features
In questa revisione sono delineate le caratteristiche epidemiologiche e cliniche dei bambini con infezione da SARS-CoV-2 riportate in 11 serie di casi pediatrici, per un totale di 333 neonati e bambini e gli esiti perinatali dei neonati nati da donne infette in gravidanza.

Il periodo di incubazione variava tra 2 e 25 giorni con una media di 7 giorni. Il virus è stato isolato dalle secrezioni rinofaringee per un massimo di 22 giorni e nelle feci per più di 30 giorni. Sono state segnalate coinfezioni nel 79% dei bambini (principalmente micoplasma e influenza). Il 35% dei bambini era asintomatico. I sintomi più comuni sono stati tosse (48%), febbre (42%) e faringite (30%). I bambini raramente sono stati ricoverati in unità di terapia intensiva (3%) e, ad oggi, solo un piccolo numero di decessi è stato riportato nei bambini di tutto il mondo.

Nove serie di casi e 2 casi clinici hanno descritto i risultati dell'infezione SARS-CoV-2 durante la gravidanza in 65 donne e 67 neonati. Due madri (3%) sono state ricoverate in terapia intensiva. Disagio fetale è stato riportato nel 30% delle gravidanze. Il 37% delle donne ha partorito pretermine. Le complicanze neonatali includevano difficoltà respiratoria o polmonite (18%), coagulazione intravascolare disseminata (3%), asfissia (2%) e 2 decessi perinatali. Quattro neonati (3 con polmonite) sono stati segnalati come SARS-CoV-2 positivi nonostante le rigorose procedure di controllo e prevenzione delle infezioni durante il parto e la separazione di madre e neonato, il che significa che non è possibile escludere la trasmissione verticale.
13 MAGGIO. Am J Perinatol. Vertical Transmission of Severe Acute Respiratory Syndrome Coronavirus 2: A Systematic Review.
Nella revisione sono stati inclusi 22 studi per un totale di 83 neonati nati da madri con diagnosi di malattia di coronavirus 2019. Tra questi neonati, in tre casi è stata confermata infezione da SARS-CoV-2 a 16, 36 e 72 ore dalla nascita, mediante test di reazione a catena della polimerasi (RT-PCR) con tampone nasofaringeo; altri sei avevano livelli elevati di anticorpi specifici per virus nei campioni di siero raccolti dopo la nascita, ma risultavano negativi al test RT-PCR. Tuttavia, senza test RT-PCR positivi su liquido amniotico, placenta o sangue cordonale, al momento non ci sono prove dirette a supporto della trasmissione verticale intrauterina di SARS-CoV-2.
15 APRILE. Arch Acad Emerg Med. Analysis of Maternal Coronavirus Infections and Neonates Born to Mothers with 2019-nCoV; a Systematic Review
Sono stati esaminati i testi completi di 11 studi pertinenti e infine 9 sono stati inclusi in questo studio. Sono state studiate le caratteristiche di 89 donne in gravidanza e dei loro neonati. I risultati hanno rivelato che la febbre e la tosse erano i sintomi più frequenti. I principali risultati di laboratorio riportati sono stati linfopenia, elevata proteina C-reattiva (CRP), ammino alanina transferasi (ALT) e aspartato amino transferasi (AST). In tutti i casi sintomatici, le scansioni di tomografia computerizzata al torace (CT) erano anormali. Le principali complicanze prenatali erano l'angoscia fetale, la rottura prematura delle membrane e il travaglio pretermine. Due donne hanno avuto bisogno di ricovero in terapia intensiva e ventilazione meccanica, una delle quali ha sviluppato disfunzione multiorgano ed è stata trattata con ossigenazione extracorporea a membrana (ECMO). Nessun caso di morte materna è stato segnalato fino al momento della pubblicazione degli studi. 79 madri hanno partorito i loro bambini con taglio cesareo e cinque donne hanno avuto un parto vaginale. Non è stata segnalata infezione fetale attraverso la trasmissione verticale intrauterina.

ISS aggiorna gli studi di letteratura internazionale ogni settimana
La comunità scientifica italiana dei neonatologi, pediatri, ginecologi e ostetriche (SIN, SIMP, SIP, ACP, SIGO, AOGOI, AGUI, SIAARTI e FNOPO) ha aderito all’iniziativa dell’ISS di istituire un gruppo di lavoro, coordinato dal Centro Nazionale di Prevenzione delle Malattie e di Promozione della Salute (CNaPPS), per prendere in esame e divulgare gli aggiornamenti della letteratura scientifica sul tema COVID-19 in gravidanza, parto e allattamento. L’obiettivo dell’iniziativa è fornire indicazioni utili alla pratica clinica destinate ai professionisti sanitari che nel Paese assistono la nascita.
Gli aggiornamenti settimanali del gruppo di lavoro sono consultabili alla pagina COVID-19: gravidanza, parto e allattamento sul sito Epicentro dell'Istituto superiore di sanità.

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Mamme e bambini nei paesi poveri a più alto rischio di mortalità per Covid-19

12 MAGGIOThe Lancet Global HealthEarly estimates of the indirect effects of the COVID-19 pandemic on maternal and child mortality in low-income and middle-income countries: a modelling study
Nel The Lancet Global Health, Timothy Roberton e colleghi hanno presentato sorprendenti nuove prove sul potenziale aumento della mortalità materna e infantile nei paesi a basso e medio reddito, se i servizi sanitari essenziali venissero interrotti a seguito di COVID-19. Basandosi sulle lezioni apprese da precedenti focolai di Ebola e SARS, gli autori stimano un aumento devastante del numero di decessi materni e infantili derivante dalla riduzioni della copertura del servizio sanitario di base.
Osservando tre scenari ipotetici, le stime variavano rispettivamente da 253.500 e 12.200 a 1.157.000 e 56.700 decessi aggiuntivi per bambini e madri. Gli autori avvertono che le stime si basano su ipotesi provvisorie e rappresentano una vasta gamma di risultati, ma sperano che le loro stime possano essere utili per i responsabili politici nel momento in cui debbano affrontare decisioni difficili nell'allocare le risorse.

12 MAGGIOThe Lancet. COMMENT. A wake-up call: COVID-19 and its impact on children's health and wellbeinghealth and wellbeing
Lasciata incontrollata la riduzione della copertura dei servizi sanitari di base (dovuta, ad esempio, a interruzioni nelle catene di approvvigionamento medico o alla disponibilità di risorse umane e finanziarie) insieme a una riduzione nell'accesso ai servizi sanitari 
da parte delle comunità che teme l'infezione, saranno più catastrofiche per madri e bambini rispetto alla COVID -19 stessa. La proiezione di 
ulteriori 1.2 milioni di morti infantili e 56.700 morti materne in 118 paesi se la copertura dei servizi essenziali diminuisse di circa il 45% per 6 mesi è allarmante, ma anche evitabile se agiamo ora. 

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