7/6/2021

Vaccini anti Covid: le risposte a domande generali o specifiche per patologie e condizioni particolari


Questo articolo è IN CONTINUO AGGIORNAMENTO.
 
Questo approfondimento contiene le indicazioni delle principali istituzioni e le raccomandazioni delle varie società scientifiche per coloro che soffrono di patologie preesistenti a Covid-19 e hanno dubbi in merito alla vaccinazione.

I link delle #NOVITÀ rimandano alle varie sezioni dell'approfondimento (dalla newsletter funzionano quando apri la news cliccando su leggi tutto).
 
#NOVITÀ
• Vaccini e malattie autoimmuni: le indicazioni degli allergologi SIAAIC
• Vaccinazione e gravidanza: la posizione dei ginecologi italiani
• Malattie epatiche e vaccinazione: position statement di AISF
• Sistema endocrino e vaccinazione: updated statement Società europea endocrinologia
Vaccinazione e patologie infiammatorie immuno-mediate: il parere di esperti italiani

Cosa trovi in questo approfondimento:



Vaccini anti Covid: dove trovare le risposte alle domande più frequenti



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Vaccino anti Covid-19: cosa raccomandano le società scientifiche

 Per avere informazioni autorevoli e aggiornate, dopo aver verificato le risposte alle domande più frequenti nei portali indicati sopra, è possibile leggere le raccomandazioni delle varie società scientifiche suddivise in base alla patologia o condizione che trattano. 

• Per chi ha già avuto il Covid

4 marzo. La Circolare del 3 marzo 2021 Vaccinazione dei soggetti che hanno avuto un’infezione da SARS-CoV.2 stabilisce che "è possibile considerare la somministrazione di un’unica dose di vaccino anti-SARSCoV-2/COVID-19 nei soggetti con pregressa infezione da SARS-CoV-2 (decorsa in maniera sintomatica o asintomatica), purché la vaccinazione venga eseguita ad almeno 3 mesi di distanza dalla documentata infezione e preferibilmente entro i 6 mesi dalla stessa”.  

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• Per le donne in gravidanza o che allattano e per chi desidera un figlio

7 giugno. Vaccinazione e gravidanza: la posizione delle maggiori società scientifiche
#NOVITÁ Dallo scoppio della pandemia i ginecologi italiani si sono mossi per dare informazioni e rassicurazioni. Con successivi comunicati, hanno infatti ribadito che:
  • la gravidanza non è una controindicazione alla vaccinazione
  • il desiderio riproduttivo o la ricerca della gravidanza non sono una controindicazione alla vaccinazione
  • l’allattamento non è una controindicazione alla vaccinazione
  • la contraccezione ormonale non è una controindicazione alla vaccinazione
  • non esistono indagini preliminari o terapie da praticare prima della vaccinazione in nessuna di queste situazioni
  • le donne gravide dovrebbero essere invitate a vaccinarsi con maggiore premura rispetto alle donne non gravide della stessa età, perché la gravidanza è una condizione di fragilità.
Nonostante ciò essi hanno appurato che le donne ricevono informazioni disparate e non corrette. Per ovviare a questa situazione, l'AOGOI (Associazione Ostetrici Ginecologi Ospedalieri Italiani) ha riunito in un'unica sezione del sito web tutte le comunicazioni importanti del COVID-19 in gravidanza, parto e allattamento.

Vaccinazione e gravidanza: trasferimento efficace di anticorpi dalla madre al neonato
20 maggio. J Clin Invest. Efficient maternal to neonatal transfer of antibodies against SARS-CoV-2 and BNT162b2 mRNA COVID-19 vaccine
#NOVITÁ Studio multicentrico sulle donne partorienti che si presentavano per il parto reclutate in 8 centri medici in tutto Israele e assegnate a tre gruppi di studio: vaccinate (n = 86); con infezione da SARS-CoV-2 confermata da PCR durante la gravidanza (n = 65) e controlli non infetti non vaccinati (n = 62). La vaccinazione prenatale con vaccino a mRNA BNT162b2 induce una robusta risposta umorale materna che si trasferisce efficacemente al feto, supportando il ruolo della vaccinazione durante la gravidanza.

Allattamento e vaccino
18 maggio. BMJ. Research letter. SARS-CoV-2–Specific Antibodies in Breast Milk After COVID-19 Vaccination of Breastfeeding Women
#NOVITÁ Dal dicembre 2020 la popolazione israeliana è stata sottoposta a vaccinazione di massa con il vaccino Pfizer-BioNTech. E' stata verificata le presenza della risposta anticorpale nelle donne in allattamento (84 donne e complessivamente 504 campioni di latte) dimostrando una robusta presenza di SARS-CoV-2 IgA e IgG nel latte materno per 6 settimane sopo la vaccinazione. Piu' in particolare, risposta IgA nelle prime 2 settimane e risposta IgG nelle successive 4.

Immunogenicità dei vaccini a mRNA nelle donne in gravidanza e allattamento
13 maggio. JAMA. Immunogenicity of COVID-19 mRNA Vaccines in Pregnant and Lactating Women
Le donne in gravidanza sono state escluse dagli studi di fase 3 sui vaccini. Questo studio ha arruolato 103 donne di età compresa tra 18 e 45 anni (66% non ispaniche bianche) che hanno ricevuto un vaccino COVID-19 a mRNA. Dopo la seconda dose di vaccino, la febbre è stata segnalata in 4 donne in gravidanza (14%; SD, 6%), 7 donne in allattamento (44%; SD, 12%) e 27 donne non gravide (52%; SD, 7%). Risposte anticorpali così come le risposte dei linfociti T CD4 e CD8 erano presenti nelle donne in gravidanza, in allattamento e nelle non gravide dopo la vaccinazione. Sono stati osservati anche anticorpi leganti e neutralizzanti nel sangue del cordone ombelicale e nel latte materno. In questa analisi esplorativa di un piccolo campione, la ricezione del vaccino per COVID-19 è risultata immunogenica nelle donne in gravidanza e gli anticorpi indotti dal vaccino sono stati trasportati nel sangue del cordone ombelicale del neonato e nel latte materno. Le donne in gravidanza e non in gravidanza che sono state vaccinate hanno sviluppato risposte anticorpali cross-reattive e risposte dei linfociti T contro le varianti VOC SARS-CoV-2 B.1.1.7 e B.1.351.

Vaccino Pfizer o Moderna per le donne in gravidanza in UK

19 aprile. BMJ. Covid-19: Pregnant women should be offered Pfizer or Moderna vaccine, says UK advisory committee
Alle donne in gravidanza dovrebbe essere offerto il vaccino Pfizer o Moderna, afferma il Comitato consultivo sui vaccini del Regno Unito, con priorità in base all'età e al gruppo di rischio clinico. Il Comitato congiunto per la vaccinazione e l'immunizzazione ha affermato che non sono stati identificati problemi di sicurezza specifici relativi alla gravidanza, ma che prove del mondo reale dagli Stati Uniti hanno dimostrato che circa 90.000 donne incinte sono state vaccinate, principalmente con i vaccini Pfizer e Moderna, senza problemi di sicurezza.

25 marzo. Il vaccino Covid in gravidanza innesca una forte risposta immunitaria nelle mamme e nei bambini
Secondo lo studio COVID-19 vaccine response in pregnant and lactating women: a cohort study pubblicato sull'American Journal of Obstetrics and Gynecology, la vaccinazione COVID-19 può stimolare una vigorosa risposta immunitaria nelle donne in gravidanza, che poi trasmettono gli anticorpi risultanti ai loro neonati attraverso la placenta e il latte materno. Condotta dai ricercatori del Brigham and Women's Hospital e del Massachusetts General Hospital, l'analisi prospettica ha coinvolto 131 donne in età riproduttiva, tra cui 84 in gravidanza, 31 in allattamento e 16 non gravide, che hanno ricevuto due dosi del vaccino Pfizer / BioNTech o Moderna mRNA COVID-19 dal 17 dicembre 2020 al 2 marzo 2021. Campioni di sangue e latte materno sono stati raccolti al momento della prima e della seconda dose di vaccino, da 2 a 6 settimane dopo la seconda dose e al momento del parto (per le 13 donne in gravidanza che hanno partorito durante il periodo di studio). I ricercatori hanno anche raccolto il sangue del cordone ombelicale al momento del parto.

27 febbraio. 
Breastfeeding and COVID-19 vaccination: position statement of the Italian scientific societies
La disponibilità dei vaccini COVID-19 ha sollevato la questione della compatibilità con l'allattamento al seno. Di conseguenza, la Società Italiana di Neonatologia (SIN), la Società Italiana di Pediatria (SIP), la Società Italiana di Medicina Perinatale (SIMP), la Società Italiana di Ostetricia e Ginecologia (SIGO), l'Associazione Italiana Ostetrici-Ginecologi Ospedalieri (AOGOI) e la Società Italiana Malattie Infettive e Tropicali (SIMIT) hanno rilasciato una dichiarazione di consenso ad hoc. Attualmente, la conoscenza relativa alla somministrazione del vaccino COVID-19 alla madre che allatta è limitata. Tuttavia, poiché i benefici per la salute dell'allattamento al seno sono ben dimostrati e poiché la plausibilità biologica suggerisce che il rischio per la salute del bambino allattato è improbabile, le società scientifiche italiane concludono che la vaccinazione COVID-19 è compatibile con l'allattamento al seno.

10 gennaio. 
Posizione della task-force della Società italiana di riproduzione umana (SIRU) sulla vaccinazione anti covid-19 per le coppie che desiderano una gravidanza e per una genitorialità responsabile. Il documento fornisce chiarimenti e indicazioni strategiche in considerazione dell’autorizzazione all’uso e distribuzione del vaccino Pfizer BioNTech SARS-COV-2 in tutto il territorio europeo e in Italia ed è finalizzato a proteggere la salute e il benessere dei pazienti e degli operatori sanitari dei Centri di Diagnosi e Terapia dell’infertilità.

9 gennaio. 
Vaccinazione contro il COVID19 in gravidanza e allattamento è la pagina sul sito di EpiCentro ISS dedicata al documento, elaborato dall’Italian Obstetric Surveillance System (ItOSS) dell’Istituto Superiore di Sanità, condiviso e sottoscritto dalle principali società scientifiche del settore (SIGO, AOGOI, AGUI, AGITE, FNOPO, SIMP, SIN, SIP, ACP e SIAARTI) che elenca le principali indicazioni adottate a livello internazionale e nazionale, oltre alle evidenze scientifiche emerse fino a questo momento sul tema.
Nonostante non siano disponibili dati per valutare gli effetti dei vaccini COVID-19 in gravidanza e allattamento (le donne in gravidanza e allattamento non sono state incluse nei trial di valutazione dei vaccini a mRNA di Pfizer-BioNtech e Moderna), la vaccinazione non è controindicata. Gli studi condotti finora non hanno evidenziato né suggerito meccanismi biologici che possano associare i vaccini a mRNA ad effetti avversi in gravidanza e le evidenze di laboratorio su animali suggeriscono l'assenza di rischio da vaccinazione.
Al momento le donne in gravidanza e allattamento non sono un target prioritario dell'offerta di vaccinazione contro il COVID-19 che, ad oggi, non è raccomandata di routine per loro. Ma le donne ad alto rischio di contrarre la malattia in forma grave dovrebbero discutere i potenziali benefici e rischi della vaccinazione con i professionisti sanitari che le assistono, mentre se una donna scopre di essere incinta dopo la prima o la seconda dose non c’è alcuna motivazione per interrompere la gravidanza.
Per saperne di più: il documento Indicazioni ad interim su Vaccinazione contro il COVID-19 in gravidanza e allattamento - 09.01.2021 per sostenere i professionisti sanitari e le donne in gravidanza e allattamento nel percorso decisionale riguardo alla vaccinazione.

2 gennaio 2021. Position Paper ad interim di SIGO-AOGOI-AGUI-AGITE condiviso da SIN-SIP-SIMP-SIERR–FNOPO
Sulla base dei dati offerti dalla letteratura internazionale e dell'ultimo rapporto IToSS,che ha visto la partecipazione e condivisione di SIGO-AOGOI-AGUI-AGITE-SIN-SIP-SIMP-FNOPO, è possibile affermare che:
  1. le donne in gravidanza hanno un rischio analogo alla popolazione generale di contrarre l’infezione da SARS-CoV-2
  2. la maggior parte delle donne gravide che ha contratto l’infezione manifesta sintomi lievi-moderati: il ricovero in terapia intensiva si è osservato in circa il 3% dei casi e non è stata registrata al momento alcuna morte materna. Sono state registrate 4 morti in utero su 538 feti inclusi e nessuna morte neonatale (dati ISS)
  3. i rischi materni sono aumentati in presenza di altre condizioni, quali l’età materna uguale o superiore a 35 anni, il tipo di attività lavorativa, co-morbilità come asma, obesità, diabete, ipertensione e l’appartenenza a etnia nera o altre minoranze etniche
  4. attualmente i dati disponibili sui vaccini sono derivanti solo da studi su modelli animali, e non hanno mostrato effetti dannosi in gravidanza. Non sono disponibili dati di sicurezza ed efficacia nelle donne in gravidanza e allattamento. Trattandosi comunque di un vaccino a mRNA, cioè non di un vaccino a virus vivo, e in cui le particelle di mRNA vengono rapidamente degradate, si ritiene che possano essere considerati sufficientemente sicuri nelle donne in gravidanza.
«La vaccinazione Covid-19 va considerata attualmente compatibile con l’allattamento al seno. La plausibilità biologica suggerisce che, in un bambino allattato al seno, il rischio conseguente alla vaccinazione Covid-19 della madre sia estremamente basso, mentre per contro l’interruzione dell’allattamento porterebbe ad una sicura perdita dei suoi ben documentati benefici». Lo affermano le Società scientifiche dell’area perinatale SIN, Società Italiana di Neonatologia, SIP, Società Italiana di Pediatria, SIMP, Società Italiana di Medicina Perinatale, SIGO, Società Italiana di Ginecologia ed Ostetricia, AOGOI, Associazione Ostetrici e Ginecologi Ospedalieri Italiani e SIMIT, Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali, nel documento “COVID-19: consenso inter-societario su allattamento e vaccinazione”. 

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• Per i genitori che hanno figli piccoli

Cosa c'è da sapere sulla vaccinazione contro Covid-19 in bambini e adolescenti
31 marzo. Wired. Alcune domande frequenti e le relative risposte per capire meglio perché sarà importante vaccinare contro Covid-19 anche bambini e adolescenti. Senza dimenticare, nel frattempo, i vaccini obbligatori e la vaccinazione antinfluenzale nei più piccoli.

La Società Italiana di Pediatria (SIP) risponde ai dubbi più frequenti sulle vaccinazioni anti covid e propone un decalogo con le risposte. “Il vaccino è sicuro ed efficace, ce lo ricordano gli studi nazionali e internazionali, gli organismi regolatori, dall’Aifa al Ministero della Salute - spiega Elena Bozzola, Segretario nazionale della SIP. Tuttavia tra gli operatori socio sanitari ci sono dei dubbi, delle perplessità, delle domande a cui è importante che anche noi diamo una risposta per raggiungere una vaccinazione capillare del territorio in modo da proteggere sia gli operatori sia, indirettamente, i nostri piccoli pazienti”.  

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• Per le donne che usano contraccettivi

22 marzoNessun aumento di rischio trombotico nelle donne, anche per quelle che assumono contraccettivi estroprogestinici
Position paper delle maggiori società scientifiche di ginecologia. Sigo-Aogoi-Agui in un position paper condiviso anche da Sim, Sic e Sigite sottolineano come non vi sono dati in letteratura sull’aumentato rischio trombotico nella popolazione sottoposta ai vaccini anti-Covid - incluso il siero AstraZeneca - rispetto alla popolazione generale. E non vi sono controindicazioni alla vaccinazione delle donne che assumono contraccettivi estroprogestinici o che utilizzano la terapia ormonale sostitutiva.

Nello specifico, il position paper, sulla base dei dati attualmente disponibili dall’esperienza e dalla letteratura internazionale, afferma che:
  • non vi è nessun dato in letteratura che evidenzi un aumento del rischio trombotico nella popolazione sottoposta al vaccino anti-Covid19, ed in particolare AstraZeneca, rispetto alla popolazione generale
  • il vaccino anti-Covid19 non può essere pertanto considerato un fattore di rischio trombotico da sommare agli altri eventuali fattori di rischio anamnestici e personali eventualmente presenti
  • non vi è nessuna controindicazione alla vaccinazione nelle donne che assumono estroprogestinici quale contraccezione ormonale o terapia ormonale sostitutiva
  • non vi è indicazione ad eseguire indagini preliminari o attuare profilassi antitrombotica dopo la vaccinazione (aspirina a basso dosaggio o eparina a basso peso molecolare)
  • la vaccinazione non è una indicazione a eseguire indagini genetiche per valutare il rischio trombofilico, come non lo è il desiderio di contraccezione ormonale
  • per le donne non gravide a rischio trombotico aumentato non vi è nessuna evidenza di controindicazioni alla vaccinazione
  • le donne a rischio trombotico aumentato devono effettuare in gravidanza una profilassi antitrombotica personalizzata in rapporto al rischio e tale condizione non controindica l’effettuazione della vaccinazione anti-Covid-19.   
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• Per chi soffre di allergie

#NOVITÀ Vaccini anti Covid e malattie autoimmuni: le indicazioni degli allergologi
Sono molti gli italiani che soffrono di una malattia autoimmune o autoinfiammatoria e 5 milioni quelli con un sistema immunitario più fragile. Dalla task force della Società Italiana di Allergologia, Asma e Immunologia Clinica (Siaaic) le linee di indirizzo per pazienti con patologie immuno-mediate e in terapia con farmaci immunosoppressori.

10 febbraio 2021. 
Per gli esperti dell’Associazione Allergologi Immunologi Italiani Territoriali e Ospedalieri (Aaiito) e della Società Italiana di Allergologia Asma e Immunologia Clinica (Siaaic) non è corretto escludere dalla vaccinazione i soggetti allergici, serve invece una gestione più specifica ed individualizzata.
Le linee guida realizzate dalle due società scientifiche si basano sulle seguenti considerazioni:
  • non è corretto escludere “tout court” dalla vaccinazione i soggetti allergici, come proposto inizialmente da alcune agenzie europee
  • i pazienti con reazioni anafilattiche severe (con interessamento respiratorio e/o cardiocircolatorio) da altre sostanze/farmaci o affetti da particolari malattie come, ad esempio, mastocitosi e asma bronchiale non controllato possono eseguire la vaccinazione, ma necessitano di una gestione più specifica ed individualizzata che comporta, ad esempio, l’osservazione prolungata, la premedicazione o la stabilizzazione della malattia di base
  • i costituenti dei vaccini per Covid-19 ritenuti attualmente sensibilizzanti sono presenti anche in altri medicinali in commercio, per cui si rende necessaria una conoscenza specifica di tale problematica, propria dell’allergologo
  • i pazienti ad alto rischio di reazione anafilattica severa debbono essere vaccinati in ambiente idoneo con disponibilità immediata dei presidi per affrontare emergenze anafilattiche gravi
  • il dosaggio della triptasi sierica dopo l’evento acuto (vale a dire da 30’ a 2 ore dall’inizio della reazione) è indispensabile per una puntuale caratterizzazione degli eventi anafilattici che dovessero avvenire in corso di vaccinazione.
16 gennaio 2021. EAACI statement on the diagnosis, management and prevention of severe allergic reactions to COVID-19 vaccines
Le agenzie di regolamentazione dell'Unione Europea, degli Stati Uniti e del Regno Unito concordano sul fatto che le vaccinazioni sono controindicate solo in caso di allergia a uno dei componenti del vaccino o se si è verificata una grave reazione allergica alla prima dose. Questo documento dell'Accademia europea di allergia e immunologia clinica (EAACI) concorda con queste raccomandazioni e chiarisce che non vi sono controindicazioni alla somministrazione di questi vaccini a pazienti allergici che non hanno una storia di reazione allergica a nessuno dei componenti del vaccino. È importante sottolineare che, come nel caso di qualsiasi farmaco, l'anafilassi può verificarsi dopo la vaccinazione in assenza di una storia di malattia allergica. Nel position paper EAACI fornisce un algoritmo semplificato di prevenzione, diagnosi e trattamento delle reazioni allergiche gravi, un elenco di farmaci e attrezzature raccomandati per i centri di vaccinazione e descrive i componenti potenzialmente allergenici/immunogenici dei vaccini approvati.

Le società italiane di allergologia SIAAIC e AAIITO hanno diramato il seguente comunicato il 10 dicembre scorso:
«In riferimento ai due episodi anafilattici verificatisi in corso di vaccinazione anti-COVID19 nel Regno Unito e alla successiva decisione dell’Autorità Britannica di controllo sui farmaci (MHRA1) di sospendere le vaccinazioni a soggetti con precedenti reazioni allergiche gravi le Società Italiane di allergologia SIAAIC e AAIITO segnalano quanto segue: 
  1. reazioni di tipo anafilattico sono, seppur raramente, segnalate anche per altri tipi di vaccinazioni
  2. l’attuale carenza di esperienza relativamente alle reazioni a questo vaccino non permette di formulare ipotesi ragionevoli sulle cause e i meccanismi che hanno determinato le suddette reazioni allergiche
  3. le linee guida europee EAACI (European Academy of Allergy and Clinical Immunology) sottolineano che gli unici fattori di rischio per reazioni allergiche a vaccini sono una pregressa reazione al medesimo vaccino e la presenza concomitante di mastocitosi, malattia rara a rischio di reazioni anafilattiche anche spontanee
  4. essendo il vaccino in questione del tutto nuovo, qualora le autorità sanitarie italiane ritenessero opportuno per motivi di prudenza considerare a rischio anche i pazienti con pregresse reazioni allergiche gravi non indotte da interventi vaccinali, le Società di Allergologia Italiane, si rendono fin d’ora disponibili ad offrire la loro consulenza ed eventualmente a consentire la vaccinazione in ambiente protetto presso le strutture di allergologia distribuite sul territorio nazionale».  
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• Per chi soffre di una malattia rara

#NOVITÀ 3 aprile. Malattie rare e vaccino Covid-19: i codici di esenzione delle patologie con la massima priorità
Il Tavolo interregionale Malattie Rare ha redatto un documento che identifica i codici R di malattia rara corrispondenti alle Indicazioni Ministeriali, ovvero i codici di esenzione che danno diritto a rientrare nella tabella 1 delle “Raccomandazioni ad interim sui Gruppi target della vaccinazione anti SARS-CDV2/Covid19 del 10/3/2021”.
Tale documento permette l’applicazione concreta dei codici di esenzione per i pazienti con malattie rare in modo da definire un comportamento omogeneo tra tutte le regioni e provincie autonome.
L’elenco riportato sul sito web dell'Osservatorio delle malattie rare estende quindi le raccomandazioni sulle priorità vaccinali, si riferisce ai soli codici di malattie rare e non comprende le malattie croniche.   

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• Per i pazienti con fibrosi polmonare

6 gennaio. L'appello affinché i pazienti con fibrosi polmonare abbiano la priorità nei programmi di vaccinazione, è contenuto in un documento firmato da EU-IPFF (European Idiopathic Pulmonary Fibrosis and Related Disorders Federation) e dalla ERN-LUNG (European Reference Network on Rare Respiratory Diseases). Le due organizzazioni, insieme, rappresentano i pazienti con malattia polmonare interstiziale (ILD), comprese le malattie cicatriziali polmonari e la fibrosi polmonare, nonché i professionisti sanitari che si occupano di queste patologie in tutta Europa.   

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• Per le persone con documentata immunodeficienza

15 aprile. Front Immunol. How to Manage COVID-19 Vaccination in Immune-Mediated Inflammatory Diseases: An Expert Opinion by IMIDs Study Group
Mancano ancora dati specifici sull'efficacia e la sicurezza dei vaccini nei pazienti con malattie infiammatorie immuno-mediate (IMID) e la disponibilità limitata di questi vaccini richiede di dare la priorità ad alcune categorie di pazienti vulnerabili rispetto ad altre. Nel position paper, gli autori, esperti italiani di IMID, propongono il loro punto di vista sulla gestione della vaccinazione e l'identificazione dei gruppi ad alto rischio in base alle diverse malattie e alla loro terapia cronica.

Indicazioni ad interim sulla vaccinazione anti SARS-CoV-2 nei soggetti con disordini congeniti dell’immunità

La Rete Italiana delle Immunodeficienze Primitive (IPINET) e Società Italiana di Allergologia e Immunologia Pediatrica (SIAIP) hanno redatto un documento per sostenere il percorso decisionale sulla vaccinazione anti SARS-CoV-2 dei soggetti con difetti congeniti dell’immunità (IDP) e garantire la migliore protezione immunitaria con il minor rischio di eventi avversi. Le seguenti indicazioni saranno aggiornate sulla base della evoluzione delle conoscenze scientifiche e della epidemiologia della malattia COVID-19, si legge nel documento.  

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• Per chi soffre di neuropatie infiammatorie

23 febbraio. J Peripher Nerv Syst. Acute and chronic inflammatory neuropathies and COVID-19 vaccines: practical recommendations from the task force of the Italian Peripheral Nervous System Association (ASNP)
Lo studio dell'Associazione Italiana per lo Studio del Sistema Nervoso Periferico fornisce una revisione di letteratura su sicurezza ed efficacia dei vaccini nei pazienti con neuropatie infiammatorie. Sulla base delle migliori prove e opinioni di esperti, è stato formulato un elenco di raccomandazioni per i pazienti con neuropatie infiammatorie e aumentare l'adesione ai programmi di vaccinazione. Conclusioni: I pazienti con neuropatie infiammatorie dovrebbero essere incoraggiati ad aderire alla campagna di vaccinazione per COVID-19. Queste raccomandazioni forniscono una guida sulla gestione delle vaccinazioni per questi pazienti. Ma gli autori auspicano ulteriori ricerche. 

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• Per le persone con diabete, disturbi endocrini e malattie metaboliche

Sistema endocrino e Covid in vista della vaccinazione di massa
8 maggio. COVID-19 and endocrine and metabolic diseases. An updated statement from the European Society of Endocrinology
#NOVITÀ Il coinvolgimento del sistema endocrino in COVID-19 è così rilevante che un'espressione endocrina di COVID-19 ha progressivamente acquisito rilevanza clinica. Il diabete è una delle comorbidità più frequenti associate alla gravità e mortalità per COVID-19. Può essere necessaria una gestione attenta, comprese le modifiche del trattamento, per proteggere i pazienti con diabete noto dalle conseguenze più pericolose di COVID-19 o ospedalizzati, ma anche in pazienti con diabete di nuova insorgenza indotto da SARS-CoV-2.
L'obesità aumenta la suscettibilità a SARS-CoV-2 e il rischio di esito avverso. È necessario garantire un'adeguata gestione nutrizionale ai pazienti con obesità o denutrizione al fine di limitare la loro maggiore suscettibilità. Anche la mancanza di vitamina D, ipocalcemia sono emerse come riscontri frequenti nella popolazione COVID-19 ospedalizzata e possono avere un impatto negativo sull'esito della malattia.
Inoltre, nei pazienti con insufficienza surrenalica può essere necessario un pronto adattamento delle dosi di glucocorticoidi. In questa dichiarazione aggiornata sono stati inclusi il ruolo degli ormoni sessuali e gli aspetti peculiari di ipofisi e tiroide. In vista della vaccinazione di massa, il documento della European Society of Endocrinology (ESE) suggerisce che dovrebbero essere considerate le potenziali implicazioni per i pazienti endocrini.

24 febbraio. 
Priorità della vaccinazione anti COVID-19 nelle persone con diabete: raccomandazioni di SID, AMD e SIE

Le associazioni scientifiche di riferimento per lo studio e per la cura del diabete e delle malattie metaboliche in Italia, AMD, SID e SIE, hanno redatto un comunicato con l'invito a sottoporsi con fiducia alla vaccinazione. Il comunicato sottolinea inoltre che la vaccinazione è raccomandata con il vaccino più prontamente disponibile, al fine di garantire al più presto una copertura vaccinale, per abbattere il rischio di malattia sintomatica e potenzialmente grave da COVID-19.    

6 febbraio. Pazienti con disturbi endocrini hanno rifiutato di ricevere una vaccinazione COVID-19. Ciò ha spinto la Società europea di endocrinologia (ESE) a rilasciare alcune dichiarazioni.
I trial che hanno portato le autorità sanitarie europee e statunitensi, EMA e FDA, ad autorizzare i primi due vaccini includevano più di 40.000 e 30.000 volontari, rispettivamente, di età compresa tra 16 e oltre 75 anni. Tra loro c'erano pazienti con diabete, obesità, tumori maligni, HIV, malattie polmonari croniche e malattie cerebrovascolari ed epatiche in condizioni stabili.
In questi pazienti efficacia e sicurezza erano paragonabili a quelle nei soggetti sani. Inoltre, i CDC statunitensi affermano che le persone con condizioni autoimmuni, che non hanno controindicazioni alla vaccinazione, possono ricevere un vaccino a mRNA.
ESE sottolinea pertanto che la raccomandazione alla vaccinazione COVID-19 in pazienti con disturbi endocrini stabili come tiroidite autoimmune, morbo di Grave, morbo di Addison, adenomi ipofisari, diabete di tipo 1 e 2 e obesità non dovrebbe essere diversa da quella per la popolazione generale. I pazienti con insufficienza surrenalica devono essere informati che in caso di effetti collaterali come la febbre devono seguire le regole valide in caso di malattia. 

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• Per i pazienti con malattie reumatologiche

#NOVITÀ 23 marzo. La Società italiana di Reumatologia (SIR): risposte ad alcuni dubbi che assillano i pazienti.
  • Il Covid19 impatta più rapidamente sui pazienti reumatologici? No!
  • Nei pazienti reumatologici che contraggono il Covid19 il decorso è più severo? No!
  • I pazienti con patologie reumatologiche, trattati con immunosoppressori, possono fare il vaccino? La risposta in questo caso non è così semplice, a causa della poca esperienza ad oggi disponibile.
 Leggi le risposte per esteso.

13 marzo.La Società italiana di reumatologia (SIR) ha aggiornato il documento sul vaccino anti-Sars-Cov 2 in pazienti con malattie reumatologiche. SIR assicura che eventuali nuovi dati saranno, con la maggiore tempestività possibile, valutati e trasferiti alla comunità reumatologica attraverso il sito e i canali di comunicazione tradizionali a tutti i soci e alle associazioni dei pazienti.

La Fondazione Veronesi, rispondendo ad alcuni quesiti posti e intervistando Guido Valesini, professore emerito di reumatologia all’Università di Roma La Sapienza, ha diffuso l'approfondimento Vaccino Covid-19: indicazioni per chi ha una malattia autoimmune.
In assenza di dati specifici, la scelta di vaccinarsi o meno deve tenere conto del rischio infettivo e dello stato della malattia al momento della profilassi: così si apre il documento.
Al momento non sembrano esserci rischi particolari per chi ha una malattia ben controllata. Mentre, nel caso in cui questa sia in una fase di riacutizzazione, potrebbe essere consigliabile rimandare l’appuntamento con il vaccino contro Covid-19. Cosa che peraltro diciamo anche per tutti gli altri vaccini. Si tratta di un evento raro, ma comunque possibile, specie in caso di vaccini che contengano adiuvanti e in persone con una malattia in fase attiva.
I pazienti affetti da malattie autoimmuni reumatologiche non sono a maggior rischio di contrarre la Covid-19 né di ammalarsi di una forma più grave di questa. Non ci sono evidenze che controindichino la vaccinazione con il vaccino Pfizer-Biontech ora in uso anche in questi pazienti, a condizione che la malattia sia in remissione o comunque ben controllata. Ma la mancanza di dati specifici non permette di formulare raccomandazioni definitive. Ecco perché è indispensabile una valutazione caso per caso da parte degli specialisti, in cui si dovrà tenere conto dello stato della malattia reumatica autoimmune e del rischio con cui convive il paziente anche in funzione dell’attività che svolge.  

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• Per le persone fragili

#NOVITÀ 10 maggio. Priorità del vaccino COVID-19 nei pazienti con patologie cardiovascolari: Position paper della Società Italiana di Cardiologia (SIC)
Le malattie cardiovascolari sono tra le comorbilità più frequentemente associate alle infezioni severe da COVID-19, determinandone spesso una prognosi sfavorevole. Gli anziani affetti da malattie cardiovascolari sono quindi da considerare una categoria particolarmente vulnerabile, ma l’età non può essere l’unico fattore discriminante, in quanto anche pazienti di età giovane-adulta, che presentino gravi forme di  cardiopatia, dovrebbero avere un accesso prioritario al programma vaccinale. Tale priorità si rende necessaria dal punto vista sanitario ed etico perché il numero limitato di vaccini non permetterà la vaccinazione di tutta la popolazione italiana in tempi brevi. Lo scopo di questo documento è quindi quello di stabilire una priorità nel calendario vaccinale tra i soggetti affetti dalle diverse forme di cardiopatia. Leggi il Position paper della Società Italiana di Cardiologia (SIC) Società Italiana di Cardiologia (SIC)

#NOVITÀ
Vaccinazioni delle persone fragili al domicilio: le raccomandazioni di CARD e SItI

30 aprile 2021. La confederazione delle Associazioni regionali di distretto (CARD) e la Società italiana di igiene, medicina preventiva e sanità pubblica (SItI) hanno stilato un documento congiunto per ottimizzare le vaccinazioni dei pazienti fragili nella propria abitazione. I candidati alla vaccinazione a domicilio sono in prevalenza grandi anziani, assistiti a casa dai distretti, dai medici di famiglia e con la determinante assistenza “informale” di familiari e caregiver.

Documento di indirizzo e di raccomandazioni per garantire ai pazienti più fragili la continuità di cura in emergenza Covid stilato dal tavolo tecnico istituito fra Foce (Federazione degli oncologi, cardiologi e ematologi), il Governo e Agenas (Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali). Si tratta di linee guida ufficiali, che impegnano le Regioni nella tutela di 11 milioni di persone con tumori e malattie del cuore, e in cui viene richiesto che venga assegnata priorità assoluta (T1a) nella vaccinazione anti Covid a 392.600 pazienti con malattie oncologiche, cardiologiche e ematologiche, inserendoli nella stessa categoria degli operatori sanitari. A seguire, vi sono circa 3 milioni e 820mila (3.817.400) cittadini colpiti da queste grandi malattie che FOCE richiede che siano vaccinati nella fase immediatamente successiva del programma di immunizzazione (T2a) e, in ogni caso, prima delle persone di età compresa fra 60 e 69 anni non affette da patologie. 

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• Per i malati oncologici

Raccomandazioni Società internazionale di oncologia geriatrica (SIOG) sulla vaccinazione negli anziani affetti da cancro
5 marzo. The SIOG COVID-19 working group recommendations on the rollout of COVID-19 vaccines among older adults with cancer

Poiché i vaccini sono messi a disposizione della popolazione generale, la loro introduzione dovrebbe essere prioritaria per coloro che sono a più alto rischio di esiti avversi. Gli individui più anziani sono tradizionalmente esclusi o sottorappresentati negli studi clinici, e questo vale anche per gli studi sul vaccino COVID-19. Allo stesso modo, sono stati esclusi i pazienti con cancro, comorbidità o immunosoppressione. Pertanto, ci si aspetta che i medici formulino raccomandazioni basate sul rapporto rischio-beneficio e sull'estrapolazione dei dati dello studio nel mondo reale fino a quando non saranno disponibili ulteriori informazioni.
L'efficacia dei vaccini si basa sulla risposta dell'ospite, che potrebbe essere interrotta nelle persone con mielosoppressione a causa del cancro o del suo trattamento. La disregolazione legata all'età e la disfunzione immunitaria, chiamata immunosenescenza, potrebbero potenzialmente provocare una minore immunogenicità dei vaccini negli anziani.
Un follow-up più lungo fornirà informazioni sull'impatto della vaccinazione sulla trasmissibilità di COVID-19, sulle infezioni asintomatiche o sui ceppi mutanti emergenti. Deve essere studiato anche il ruolo dei trattamenti antitumorali, dell'età, della fragilità e dello stato funzionale sull'efficacia del vaccino. Nonostante ciò, il gruppo di lavoro COVID-19 della Società internazionale di oncologia geriatrica (SIOG) si unisce all'appello di altre organizzazioni internazionali per dare la priorità agli anziani con cancro nelle campagne di vaccinazione per proteggere questo gruppo vulnerabile dagli esiti avversi di COVID-19.

11 febbraio.Vaccinazione anti-COVID-19, le raccomandazioni AIRO per i pazienti oncologici

È di fondamentale importanza, sottolinea l’Associazione Italiana Radioterapia e Oncologia clinica, che i pazienti discutano con il proprio radioterapista oncologo i tempi di esecuzione del vaccino, in base all’urgenza del trattamento radiante e alla disponibilità del vaccino. Una sezione è dedicata a Vaccinazione anti-SARS-CoV-2 e trattamento radioterapico: le risposte alle domande più frequenti.

Vaccini antiCovid-19 e cancro

Un'intera sezione sul sito web dell'Associazione italiana per la ricerca sul cancro (AIRC) è dedicata alle domande e risposte per i malati di cancro.

Vaccinazione anti Covid nei pazienti con neoplasie del sangue

27 gennaio. The Lancet. COVID-19 vaccination in haematology services. Editorial
Con il lancio dei programmi di vaccinazione COVID-19 in tutto il mondo, come e quando vaccinare le persone con condizioni ematologiche diventa una questione sempre più urgente. I pazienti con neoplasie ematologiche sono ad alto rischio di infezione a causa di deficienze immunitarie, che derivano dalla malattia sottostante e da terapie specifiche. La vaccinazione è possibile per questi pazienti e il loro rischio di esiti avversi da COVID-19 rispetto alla popolazione generale, o anche ad altri pazienti con cancro, significa che dovrebbero essere trattati prioritariamente. Il trapianto di cellule staminali rende ancora più importante la tempistica della vaccinazione. Molti pazienti perderanno la loro immunità dopo il trapianto, ma generalmente possono iniziare a essere vaccinati circa 3 mesi dopo la procedura. Tuttavia, i nuovi vaccini COVID-19 non sono stati testati in pazienti con neoplasie ematologiche o in quelli che hanno subito trapianti, quindi non è ancora chiaro quale livello di protezione e tipo di risposta immunitaria deriverà dalla vaccinazione.

Le Società di oncologia AIOM, CIPOMO e COMU nel Position paper Vaccinazione COVID-19 per i pazienti oncologici precisano che:
«Allo stato attuale, ai pazienti oncologici deve essere offerta la vaccinazione SARS-CoV-2, purché non vi siano controindicazioni, analoghe a quelle per la popolazione generale (riferite e accertate specifiche allergie ai componenti del vaccino o controindicazioni di altra natura). Le attuali raccomandazioni internazionali tuttavia non parlano di popolazione oncologica, ma di pazienti immunocompromessi affermando: “Gli individui immunocompromessi possono ancora ricevere la vaccinazione SARS-CoV-2 se non hanno controindicazioni alla vaccinazione. Tuttavia, dovrebbero essere informati sulla mancanza di dati in questo momento sul profilo di sicurezza del vaccino e sulla sua efficacia nelle popolazioni immunocompromesse, nonché sul potenziale di risposte immunitarie ridotte e sulla necessità di continuare a seguire tutte le linee guida attuali per proteggersi dal COVID-19».
Peraltro, anche se i pazienti oncologici non sono stati inseriti negli studi che hanno dimostrato l’efficacia del vaccino, i possibili benefici derivanti dalla protezione contro il COVID-19 appaiono ragionevolmente superiori rispetto ai rischi, essendo questi ultimi associati a possibile minore efficacia piuttosto che a un ridotto profilo di sicurezza”.
E tra le conclusioni si legge: «I dati raccolti fino a questo momento nella popolazione oncologica in trattamento attivo suggeriscono un aumentato rischio di mortalità dopo infezione da COVID-19. Pertanto, ne deriva la raccomandazione di offrire la vaccinazione prioritaria Sars-Cov-2 ai pazienti oncologici in trattamento attivo. Non è chiaro se la priorità vada estesa ai pazienti con una pregressa diagnosi oncologica e non in trattamento attivo, poiché si può considerare che la popolazione lungo sopravvivente presenti lo stesso rischio di altre persone con età corrispondente e altri fattori di rischio».  

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• Per le persone che soffrono di malattie infiammatorie dell'intestino

25 gennaio. The LancetSARS-CoV-2 vaccination for patients with inflammatory bowel disease: a British Society of Gastroenterology Inflammatory Bowel Disease section and IBD Clinical Research Group position statement
La British Society of Gastroenterology Inflammatory Bowel Disease section e l'IBD Clinical Research Group sostengono fortemente la vaccinazione SARS-CoV-2 per i pazienti con malattia infiammatoria intestinale (IBD).
Messaggi chiave
  • i rischi della vaccinazione nei pazienti con IBD si prevede siano molto bassi
  • nei pazienti con IBD che assumono farmaci immunosoppressori, inclusi farmaci biologici e inibitori di piccole molecole, le preoccupazioni principali sono legate al rischio teorico di risposte vaccinali subottimali piuttosto che agli effetti collaterali del vaccino
  • raccomandiamo che i pazienti con IBD accettino qualsiasi vaccinazione approvata per SARS-CoV-2 venga loro offerta, in conformità con le linee guida del Department of Health and Social Care and the Medicines e la Healthcare products Regulatory Agency (MHRA)
  • è importante che ai pazienti con IBD venga offerta una consulenza coerente e imparziale attraverso la British Society of Gastroenterology e Crohn's & Colitis UK  
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• Per i pazienti con malattie croniche del fegato

Malattie epatiche e vaccinazione: position statement di AISF
20 maggio#NOVITÀ Italian association for the study of the liver position statement on SARS-CoV2 vaccination
La presente dichiarazione dell'AISF (Associazione Italiana per lo Studio del Fegato) è un tentativo di suggerire, sulla base dei dati pubblicati sull'impatto dell'infezione da Sars-Cov-2 in pazienti con malattia epatica cronica, una possibile priorità per la vaccinazione per questa categoria di pazienti.

Associazione italiana per lo studio del fegato
(AISF). Vaccinazione per SARS‐CoV2 nei pazienti affetti da malattie epatiche: Evidenze disponibili e raccomandazioni pratiche
Il documento risponde ad alcune domande sulla sicurezza ed efficacia dei vaccini nei pazienti con malattie croniche di fegato e di criteri di priorità nell'accesso alla vaccinazione.  

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• Per i pazienti con malattie emorragiche congenite

20 gennaio.Le massime organizzazioni internazionali della comunità scientifica e sociale dell’emofilia, la World Federation of Hemophilia (WFH), la European Association for Haemophilia and Allied Disorders (EAHAD), l’European Haemophilia Consortium (EHC) e la National Hemophilia Foundation (NHF) hanno congiuntamente diffuso una guida per la vaccinazione anti-COVID-19 delle persone affette da emofilia o altre malattie emorragiche congenite. I 13 punti del documento sono riassunti in italiano nella pagina dedicata alla vaccinazione anti-COVID per i pazienti con malattie emorragiche congenite sul sito web dell'Osservatorio Malattie Rare.  

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• Per le persone con osteoporosi

26 marzo. #NOVITÀ Osteoporosi e vaccinazione antiCOVID-19: un documento SIOMMMS per orientarsi
L’osteoporosi è un fattore di rischio per COVID-19? Le terapie per l’osteoporosi aumentano il rischio di COVID-19?
A queste e altre domande risponde un documento agile di poche pagine messo a punto dalla Società Italiana dell’Osteoporosi, del Metabolismo Minerale e delle Malattie dello Scheletro (SIOMMMS) per fornire una serie di informazioni pratiche sul tema vaccinazione Covid in persone con osteoporosi.  

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• Per le persone con sclerosi multipla e malattie neurologiche

Raccomandazioni sulla vaccinazione anti-COVID-19 nelle persone con sclerosi multipla (AISM): ultimo aggiornamento 2 marzo
Documento elaborato dai membri della Società Italiana di Neurologia (SIN) e dalla Associazione Italiana Sclerosi Multipla (AISM) del Programma Italiano COVID-19 in Sclerosi Multipla (SM) e condiviso dai membri del Gruppo di Studio Sclerosi Multipla di SIN. Le raccomandazioni saranno periodicamente aggiornate in base alle nuove conoscenze scientifiche sulla malattia.   

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Vaccino anti covid: alcune indicazioni per i medici di medicina generale

La SIMG (Società italiana di medicina generale) ha creato la sezione dedicata alle domande che il paziente pone al medico e quelle per il medico sui vaccini anti Covid-19, che sarà periodicamente aggiornata con i nuovi quesiti che potranno manifestarsi:

La FNOMCeO (Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri) riunisce nella pagina Cosa sappiamo sul vaccino contro Covid-19 le domande dei pazienti corredate da bibliografia di riferimento.

Come riferimento più generale, importanti sono le raccomandazioni contenute in Vaccinazioni nelle malattie reumatologiche: sicurezza ed efficacia. Guida pratica per il medico di medicina generale e lo specialista reumatologo (aggiornamento al 5 ottobre 2020).

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Vi si accede da www.comirnatyglobal.com predisposto da BionThect-Pfizer, ed offre la possibilità di consultazione in due diverse sezioni agli operatori sanitari o ad altri utenti. Scegliendo la sezione dedicata agli operatori sanitari si accede a tutte le informazioni tradotte in lingua italiana (Posologia e somministrazione, Effetti indesiderati e efficacia, Sperimentazioni cliniche, Risorse, Precauzioni per la conservazione). Può essere utile per qualche rapida consultazione.

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