25/1/2021

Vaccini anti covid-19: faq per donne in gravidanza, persone allergiche o immunodepresse, anziani, malati cronici e oncologici


Nel comunicato di approvazione del vaccino Pfizer, il direttore generale dell’AIFA sottolineava che «il vaccino Comirnaty è approvato per tutta la popolazione al di sopra dei 16 anni, non ha controindicazioni assolute e non sono richieste accortezze particolari per sottopopolazioni specifiche come anziani, immunodepressi o soggetti con disturbi della coagulazione e rischi di sanguinamento. Non esistono controindicazioni neppure per le donne in gravidanza e in allattamento».

Il 7 gennaio 2021 la Commissione tecnico scientifica di AIFA ha dato il parere positivo al secondo vaccino "Covid-19 Vaccine Moderna", sottolineando il rapporto rischio/beneficio particolarmente favorevole nella popolazione a maggiore rischio e ha stabilito il regime di fornitura per l’immissione in commercio.

Varie società scientifiche e istituzioni forniscono raccomandazioni per aiutare a eliminare ogni dubbio. Qui trovi le domande e risposte più frequenti per la popolazione generale e per le persone fragili o con patologie.


Cosa trovi in questo approfondimento:



Quali sono le differenze tra i due vaccini?

I due vaccini sono molto simili e sono stati valutati come equivalenti dalla Commissione tecnico scientifica di AIFA: adottano la stessa tecnologia a RNA messaggero, hanno un’efficacia molto elevata, pressoché uguale, sono entrambi molto sicuri, con effetti collaterali modesti e in gran parte risolti in pochi giorni senza necessità di interventi. Entrambi i vaccini offrono una imponente risposta immunitaria dopo due dosi distanziate di tre o quattro settimane. Sono stati studiati su decine di migliaia di partecipanti con i più rigorosi metodi scientifici. Comirnaty ha dati di efficacia già dai 16 anni in su, Moderna dai 18 anni in su.
Le differenze sono anche nel modo con cui si presentano: Comirnaty congelato da diluire e Moderna già pronto e mantenuto a temperature da frigorifero.

AIFA fornisce una tabella sinottica di confronto tra i due vaccini: Sommario delle principali caratteristiche dei due vaccini anti Covid ad mRNA Pfizer e Moderna estratto da Summary Product Caracteristics e NEJM 8 gennaio 2021. 


Vaccino anti Covid-19: le domande e risposte per la popolazione generale

Per domande generali sui vaccini:
Per i due vaccini a mRNA, troviamo nelle FAQ predisposte da AIFA costantemente aggiornate, alcune informazioni per particolari condizioni.  


• Chi ha già avuto il Covid-19 dovrà vaccinarsi? 

Nelle FAQ del ministero della salute sui vaccini anti Covid-19: Sì, chi ha avuto il COVID-19 potrà essere vaccinato.

Nelle FAQ di AIFA sui vaccini a mRNA: La vaccinazione non contrasta con una precedente infezione da COVID-19, anzi potenzia la sua memoria immunitaria, per cui non è utile alcun test prima della vaccinazione. Tuttavia, coloro che hanno avuto una diagnosi di positività a COVID-19 non necessitano di una vaccinazione nella prima fase della campagna vaccinale, mentre potrebbe essere considerata quando si otterranno dati sulla durata della protezione immunitaria. Non è necessario sottoporsi a test diagnostici per Covid-19 prima di accedere alla vaccinazione. 

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• Se mi infetto con COVID-19 dopo aver ricevuto la prima dose di vaccino, devo comunque effettuare la seconda?

Nelle FAQ di AIFA sui vaccini a mRNA: No, in questo caso la seconda dose non è indicata. Ecco perchè.
Nella maggioranza della popolazione la prima dose di vaccino evoca un’iniziale risposta immunitaria che conferisce una protezione solo parziale. Questa inizia, a seconda del tipo di vaccino dopo circa 2-3 settimane dalla prima dose, mantenendo quindi il rischio di COVID-19 ancora consistente, seppur ridotto.
La seconda dose di vaccino è necessaria, quindi, per incrementare la risposta immunitaria e ottenere la protezione vaccinale ottimale.
Nel caso di persone con infezione/malattia da SARS CoV 2 confermata da un test molecolare o antigenico di terza generazione dopo la prima dose di vaccino, l’infezione stessa rappresenta un potente stimolo per il sistema immunitario che si somma a quello fornito dalla prima dose di vaccino.
Alla luce di questo e del fatto che l’infezione naturale conferisce una risposta immunitaria specifica per il virus, non è indicato somministrare a queste persone la seconda dose vaccinale. La vaccinazione parziale e la successiva infezione non precludono un eventuale richiamo della vaccinazione anti COVID-19 nel futuro, se i dati sulla durata della protezione immunitaria indicheranno questa necessità.

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• Le donne in gravidanza o che allattano possono fare il vaccino e coloro che vogliono avere un figlio?

#NOVITÀ 10 gennaio. Posizione della task-force della Società italiana di riproduzione umana (SIRU) sulla vaccinazione anti covid-19 per le coppie che desiderano una gravidanza e per una genitorialità responsabile. Il documento fornisce chiarimenti e indicazioni strategiche in considerazione dell’autorizzazione all’uso e distribuzione del vaccino Pfizer BioNTech SARS-COV-2 in tutto il territorio europeo e in Italia ed è finalizzato a proteggere la salute e il benessere dei pazienti e degli operatori sanitari dei Centri di Diagnosi e Terapia dell’infertilità.

#NOVITÀ
 9 gennaio. Vaccinazione contro il COVID19 in gravidanza e allattamento
 Il documento, elaborato dall’Italian Obstetric Surveillance System (ItOSS) dell’Istituto Superiore di Sanità, condiviso e sottoscritto dalle principali società scientifiche del settore (SIGO, AOGOI, AGUI, AGITE, FNOPO, SIMP, SIN, SIP, ACP e SIAARTI), elenca le principali indicazioni adottate a livello internazionale e nazionale, oltre alle evidenze scientifiche emerse fino a questo momento sul tema. Nonostante non siano disponibili dati per valutare gli effetti dei vaccini COVID-19 in gravidanza e allattamento (le donne in gravidanza e allattamento non sono state incluse nei trial di valutazione dei vaccini a mRNA di Pfizer-BioNtech e Moderna), la vaccinazione non è controindicata. Gli studi condotti finora non hanno evidenziato né suggerito meccanismi biologici che possano associare i vaccini a mRNA ad effetti avversi in gravidanza e le evidenze di laboratorio su animali suggeriscono l'assenza di rischio da vaccinazione.
Al momento le donne in gravidanza e allattamento non sono un target prioritario dell'offerta di vaccinazione contro il COVID-19 che, ad oggi, non è raccomandata di routine per queste persone. Ma le donne ad alto rischio di contrarre la malattia in forma grave dovrebbero discutere i potenziali benefici e rischi della vaccinazione con i professionisti sanitari che le assistono, mentre se una donna scopre di essere incinta dopo la prima o la seconda dose non c’è alcuna motivazione per interrompere la gravidanza.

Nelle FAQ dell'ISS Speciale COVID-19 Vaccini: Leggi la risposta alla domanda "Se sto allattando posso vaccinarmi contro il Sars-CoV-2?"

Nelle FAQ di AIFA sui vaccini a mRNA: I dati sull'uso di questi vaccini durante la gravidanza e in allattamento sono tuttora molto limitati, tuttavia studi di laboratorio su modelli animali non hanno mostrato effetti dannosi. In particolare, i vaccini non sono controindicati e non escludono a priori le donne in gravidanza dalla vaccinazione, perché la gravidanza, soprattutto se combinata con altri fattori di rischio come il diabete, le malattie cardiovascolari e l'obesità, potrebbe renderle maggiormente esposte a rischi in caso di malattia COVID-19 grave. Per quanto riguarda l'allattamento al seno, sebbene non ci siano studi specifici, sulla base della plausibilità biologica non è previsto alcun rischio che impedisca di continuare l'allattamento al seno.
L'Istituto Superiore di Sanità, attraverso il progetto ItOSS, sta partecipando al dibattito nazionale e internazionale su questi aspetti e ha recentemente pubblicato un documento “Indicazioni ad interim su “Vaccinazione contro il COVID-19 in gravidanza e allattamento - 09.01.2021” per sostenere i professionisti sanitari e le donne in gravidanza e allattamento nel percorso decisionale riguardo alla vaccinazione. In generale, infatti, l'uso del vaccino durante la gravidanza e l'allattamento dovrebbe essere deciso in stretta consultazione con un operatore sanitario, dopo aver considerato i benefici e i rischi.

2 gennaio 2021. Position Paper ad interim di SIGO-AOGOI-AGUI-AGITE condiviso da SIN-SIP-SIMP-SIERR–FNOPO
Sulla base dei dati offerti dalla letteratura internazionale e dell'ultimo rapporto IToSS,che ha visto la partecipazione e condivisione di SIGO-AOGOI-AGUI-AGITE-SIN-SIP-SIMP-FNOPO, è possibile affermare che:
  1. le donne in gravidanza hanno un rischio analogo alla popolazione generale di contrarre l’infezione da SARS-CoV-2
  2. la maggior parte delle donne gravide che ha contratto l’infezione manifesta sintomi lievi-moderati: il ricovero in terapia intensiva si è osservato in circa il 3% dei casi e non è stata registrata al momento alcuna morte materna. Sono state registrate 4 morti in utero su 538 feti inclusi e nessuna morte neonatale (dati ISS)
  3. i rischi materni sono aumentati in presenza di altre condizioni, quali l’età materna uguale o superiore a 35 anni, il tipo di attività lavorativa, co-morbilità come asma, obesità, diabete, ipertensione e l’appartenenza a etnia nera o altre minoranze etniche
  4. attualmente i dati disponibili sui vaccini sono derivanti solo da studi su modelli animali, e non hanno mostrato effetti dannosi in gravidanza. Non sono disponibili dati di sicurezza ed efficacia nelle donne in gravidanza e allattamento. Trattandosi comunque di un vaccino a mRNA, cioè non di un vaccino a virus vivo, e in cui le particelle di mRNA vengono rapidamente degradate, si ritiene che possano essere considerati sufficientemente sicuri nelle donne in gravidanza.
«La vaccinazione Covid-19 va considerata attualmente compatibile con l’allattamento al seno. La plausibilità biologica suggerisce che, in un bambino allattato al seno, il rischio conseguente alla vaccinazione Covid-19 della madre sia estremamente basso, mentre per contro l’interruzione dell’allattamento porterebbe ad una sicura perdita dei suoi ben documentati benefici». Lo affermano le Società scientifiche dell’area perinatale SIN, Società Italiana di Neonatologia, SIP, Società Italiana di Pediatria, SIMP, Società Italiana di Medicina Perinatale, SIGO, Società Italiana di Ginecologia ed Ostetricia, AOGOI, Associazione Ostetrici e Ginecologi Ospedalieri Italiani e SIMIT, Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali, nel documento “COVID-19: consenso inter-societario su allattamento e vaccinazione”. 

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• I bambini possono essere vaccinati?

Nelle FAQ di AIFA sui vaccini a mRNA: Entrambi i vaccini non sono al momento raccomandati nei bambini di età inferiore a 16 anni (Comirnaty) e 18 anni (Moderna). L'Agenzia Europea del Farmaco (EMA) ha concordato con l’azienda produttrice di Cominarty un piano per la sperimentazione del vaccino nei bambini in una fase successiva. 

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• Le persone che hanno fatto la vaccinazione anti-influenzale da poco possono fare il vaccino contro il Covid-19?

Nelle FAQ di AIFA sui vaccini a mRNA: Non vi sono ancora dati sull’interferenza tra vaccinazione anti COVID-19 e altre vaccinazioni, tuttavia la natura del vaccinoCOVID-19 mRNA BNT162b2 (Comirnaty) suggerisce che sia improbabile che interferisca con altri vaccini. Comunque il distanziamento di un paio di settimane può essere una misura precauzionale.

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• Quali reazioni avverse sono state osservate?

L’AIFA pubblica sul portale istituzionale una serie di domande e risposte frequenti sulla farmacovigilanza per chiarire dubbi e incertezze sul tema. 

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Vaccino anti Covid-19: le domande e risposte per le persone fragili o con specifiche patologie

• Chi soffre di allergie può vaccinarsi contro il Covid?

EAACI statement on the diagnosis, management and prevention of severe allergic reactions to COVID-19 vaccines
#NOVITÀ 16 gennaio 2021. Le agenzie di regolamentazione dell'Unione Europea, degli Stati Uniti e del Regno Unito concordano sul fatto che le vaccinazioni sono controindicate solo in caso di allergia a uno dei componenti del vaccino o se si è verificata una grave reazione allergica alla prima dose. Questo documento dell'Accademia europea di allergia e immunologia clinica (EAACI) concorda con queste raccomandazioni e chiarisce che non vi sono controindicazioni alla somministrazione di questi vaccini a pazienti allergici che non hanno una storia di reazione allergica a nessuno dei componenti del vaccino. È importante sottolineare che, come nel caso di qualsiasi farmaco, l'anafilassi può verificarsi dopo la vaccinazione in assenza di una storia di malattia allergica. Nel position paper EAACI fornisce un algoritmo semplificato di prevenzione, diagnosi e trattamento delle reazioni allergiche gravi, un elenco di farmaci e attrezzature raccomandati per i centri di vaccinazione e descrive i componenti potenzialmente allergenici/immunogenici dei vaccini approvati.

Nelle FAQ di AIFA sui vaccini a mRNA: Le persone con una storia di gravi reazioni anafilattiche o di grave allergia, o che sono già a conoscenza di essere allergiche a uno dei componenti dei vaccini a mRNA dovranno consultarsi col proprio medico prima di sottoporsi alla vaccinazione. Come per tutti i vaccini, anche questo deve essere somministrato sotto stretta supervisione medica. Le persone che manifestano una reazione allergica grave dopo aver ricevuto la prima dose di vaccino non devono ricevere la seconda dose.

Nelle FAQ di AIFA sui vaccini a mRNA: vi sono risposte alle seguenti domande
  • Le persone con allergie respiratorie (rinite, congiuntivite, asma bronchiale) possono vaccinarsi con i vaccini a mRNA?
  • Le persone con asma bronchiale persistente grave possono vaccinarsi?
  • Le persone con allergie alimentari possono vaccinarsi?
  • Le persone con allergie a farmaci o ai loro eccipienti possono vaccinarsi?
  • Le persone con allergie da contatto (dermatiti) possono vaccinarsi? 
Le società italiane di allergologia SIAAIC e AAIITO hanno diramato il seguente comunicato il 10 dicembre scorso:
«In riferimento ai due episodi anafilattici verificatisi in corso di vaccinazione anti-COVID19 nel Regno Unito e alla successiva decisione dell’Autorità Britannica di controllo sui farmaci (MHRA1) di sospendere le vaccinazioni a soggetti con precedenti reazioni allergiche gravi le Società Italiane di allergologia SIAAIC e AAIITO segnalano quanto segue: 
  1. reazioni di tipo anafilattico sono, seppur raramente, segnalate anche per altri tipi di vaccinazioni
  2. l’attuale carenza di esperienza relativamente alle reazioni a questo vaccino non permette di formulare ipotesi ragionevoli sulle cause e i meccanismi che hanno determinato le suddette reazioni allergiche
  3. le linee guida europee EAACI (European Academy of Allergy and Clinical Immunology) sottolineano che gli unici fattori di rischio per reazioni allergiche a vaccini sono una pregressa reazione al medesimo vaccino e la presenza concomitante di mastocitosi, malattia rara a rischio di reazioni anafilattiche anche spontanee
  4. essendo il vaccino in questione del tutto nuovo, qualora le autorità sanitarie italiane ritenessero opportuno per motivi di prudenza considerare a rischio anche i pazienti con pregresse reazioni allergiche gravi non indotte da interventi vaccinali, le Società di Allergologia Italiane, si rendono fin d’ora disponibili ad offrire la loro consulenza ed eventualmente a consentire la vaccinazione in ambiente protetto presso le strutture di allergologia distribuite sul territorio nazionale».  
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• Il vaccino contro Sars-CoV-2 è rischioso per i celiaci e per le persone che soffrono di malattie autoimmuni organo-specifiche (es. tiroidite di Hashimoto)?

Nelle FAQ dell'ISS Speciale COVID-19 Vaccini: Non ci sono evidenze scientifiche che suggeriscano che le persone affette da celiachia abbiano un rischio superiore alla popolazione generale, di sviluppare effetti indesiderati in seguito alla somministrazione del vaccino contro il SARS-CoV-2. Pertanto, si raccomanda che le persone affette da celiachia seguano le indicazioni rivolte alla popolazione generale riguardo alla vaccinazione.

Nelle FAQ di AIFA sui vaccini a mRNA: Le persone con malattia celiaca o malattie autoimmuni organo-specifiche possono vaccinarsi, in quanto queste patologie non costituiscono una controindicazione alla vaccinazione. 

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• Le persone con documentata immunodeficienza o con malattie autoimmuni possono vaccinarsi?

Nelle FAQ del ministero della salute sui vaccini anti Covid-19: Leggi la risposta alla domanda "Le persone immunodepresse potranno essere vaccinate?"

Nelle FAQ di AIFA sui vaccini a mRNA: Non sono ancora disponibili dati sulla sicurezza e l’efficacia del vaccino Covid-19 mRNA BNT162b2 (Comirnaty) nelle persone con malattie autoimmuni, che sono comunque state incluse nelle sperimentazioni iniziali. Durante gli studi clinici non si sono osservate differenze circa la comparsa di sintomi riconducibili a malattie autoimmuni o infiammatorie tra vaccinati e soggetti trattati con placebo. Le persone con malattie autoimmuni che non abbiano controindicazioni possono ricevere il vaccino. I dati relativi all’uso nelle persone immunocompromesse (il cui sistema immunitario è indebolito) sono in numero limitato. Sebbene queste persone possano non rispondere altrettanto bene al vaccino, non vi sono particolari problemi di sicurezza. Le persone immunocompromesse possono essere vaccinate in quanto potrebbero essere ad alto rischio di Covid-19.

Vaccinazione e malattie reumatiche

Sono circa un centinaio le malattie dovute a una causa autoimmune: alcune sono malattie sistemiche, come per esempio l’artrite reumatoide, il lupus eritematoso sistemico, la sclerodermia, le connettiviti e la sclerosi multipla, altre legate a un singolo organo, come il diabete di tipo 1 e la tiroidite di Hashimoto. I soggetti affetti da queste malattie temono che la risposta immunitaria che accompagna il vaccino possa determinare una ripresa della malattia. Si tratta di un evento raro, ma comunque possibile, specie in caso di vaccini che contengano adiuvanti e in persone con una malattia in fase attiva.

La Fondazione Veronesi, rispondendo ad alcuni quesiti posti e intervistando Guido Valesini, professore emerito di reumatologia all’Università di Roma La Sapienza, ha diffuso l'approfondimento Vaccino Covid-19: indicazioni per chi ha una malattia autoimmune.
In assenza di dati specifici, la scelta di vaccinarsi o meno deve tenere conto del rischio infettivo e dello stato della malattia al momento della profilassi: così si apre il documento.
Al momento non sembrano esserci rischi particolari per chi ha una malattia ben controllata. Mentre, nel caso in cui questa sia in una fase di riacutizzazione, potrebbe essere consigliabile rimandare l’appuntamento con il vaccino contro Covid-19. Cosa che peraltro diciamo anche per tutti gli altri vaccini. Si tratta di un evento raro, ma comunque possibile, specie in caso di vaccini che contengano adiuvanti e in persone con una malattia in fase attiva.
I pazienti affetti da malattie autoimmuni reumatologiche non sono a maggior rischio di contrarre la Covid-19 né di ammalarsi di una forma più grave di questa. Non ci sono evidenze che controindichino la vaccinazione con il vaccino Pfizer-Biontech ora in uso anche in questi pazienti, a condizione che la malattia sia in remissione o comunque ben controllata. Ma la mancanza di dati specifici non permette di formulare raccomandazioni definitive. Ecco perché è indispensabile una valutazione caso per caso da parte degli specialisti, in cui si dovrà tenere conto dello stato della malattia reumatica autoimmune e del rischio con cui convive il paziente anche in funzione dell’attività che svolge.

La Società italiana di reumatologia (SIR) ha redatto il documento sul vaccino anti-Sars-Cov 2 in pazienti con malattie reumatologiche (23 dicembre 2020), che in sintesi afferma:
  • i pazienti affetti da patologie reumatologiche autoimmuni devono essere sottoposti secondo la cadenza che Ministero e Regioni decideranno alla vaccinazione anti-SARS-COV2 e non è auspicabile, sulla base dei dati scientifici disponibili, invocare oggi per loro una corsia preferenziale
  • una volta prenotata la seduta vaccinale il paziente deve confrontarsi con il reumatologo, stanti i diversi livelli di immunosoppressione determinati dalle diverse condizioni cliniche e dalle diverse terapie reumatologiche. In base a questi riferimenti il reumatologo potrà consigliare al paziente come gestire il trattamento in atto nella prospettiva della vaccinazione
  • SIR assicura che eventuali nuovi dati saranno con la maggiore tempestività possibile valutati e trasferiti alla comunità reumatologica attraverso il sito e i canali di comunicazione tradizionali a tutti i soci e alle associazioni dei pazienti.
  • un riferimento particolare è fornito per pazienti in cura con il Rituximab.
Come riferimento più generale, importanti sono le raccomandazioni contenute in Vaccinazioni nelle malattie reumatologiche: sicurezza ed efficacia. Guida pratica per il medico di medicina generale e lo specialista reumatologo (aggiornamento al 5 ottobre 2020) 

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• Le persone con malattie croniche, diabete, tumori, malattie cardiovascolari possono vaccinarsi?

Nelle FAQ di AIFA sui vaccini a mRNA: Sono proprio queste le persone più a rischio di una evoluzione grave in caso di contagio da SARS-CoV-2 e proprio a loro, quindi, si darà priorità nell’invito alla vaccinazione.

Il tavolo tecnico, istituito fra Foce (Federazione degli oncologi, cardiologi e ematologi), il Governo e Agenas (Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali), ha stilato il documento di indirizzo e di raccomandazioni per garantire ai pazienti più fragili la continuità di cura in emergenza Covid.
Si tratta di linee guida ufficiali, che impegnano le Regioni nella tutela di 11 milioni di persone con tumori e malattie del cuore, e in cui viene richiesto che venga assegnata priorità assoluta (T1a) nella vaccinazione anti Covid a 392.600 pazienti con malattie oncologiche, cardiologiche e ematologiche, inserendoli nella stessa categoria degli operatori sanitari.
A seguire, vi sono circa 3 milioni e 820mila (3.817.400) cittadini colpiti da queste grandi malattie che FOCE richiede che siano vaccinati nella fase immediatamente successiva del programma di immunizzazione (T2a) e, in ogni caso, prima delle persone di età compresa fra 60 e 69 anni non affette da patologie.


Vaccinazione anti Covid e pazienti oncologici

Le Società di oncologia AIOM, CIPOMO e COMU nel Position paper Vaccinazione COVID-19 per i pazienti oncologici precisano che:
«Allo stato attuale, ai pazienti oncologici deve essere offerta la vaccinazione SARS-CoV-2, purché non vi siano controindicazioni, analoghe a quelle per la popolazione generale (riferite e accertate specifiche allergie ai componenti del vaccino o controindicazioni di altra natura). Le attuali raccomandazioni internazionali tuttavia non parlano di popolazione oncologica, ma di pazienti immunocompromessi affermando: “Gli individui immunocompromessi possono ancora ricevere la vaccinazione SARS-CoV-2 se non hanno controindicazioni alla vaccinazione. Tuttavia, dovrebbero essere informati sulla mancanza di dati in questo momento sul profilo di sicurezza del vaccino e sulla sua efficacia nelle popolazioni immunocompromesse, nonché sul potenziale di risposte immunitarie ridotte e sulla necessità di continuare a seguire tutte le linee guida attuali per proteggersi dal COVID-19».
Peraltro, anche se i pazienti oncologici non sono stati inseriti negli studi che hanno dimostrato l’efficacia del vaccino, i possibili benefici derivanti dalla protezione contro il COVID-19 appaiono ragionevolmente superiori rispetto ai rischi, essendo questi ultimi associati a possibile minore efficacia piuttosto che a un ridotto profilo di sicurezza”.
E tra le conclusioni si legge: «I dati raccolti fino a questo momento nella popolazione oncologica in trattamento attivo suggeriscono un aumentato rischio di mortalità dopo infezione da COVID-19. Pertanto, ne deriva la raccomandazione di offrire la vaccinazione prioritaria Sars-Cov-2 ai pazienti oncologici in trattamento attivo. Non è chiaro se la priorità vada estesa ai pazienti con una pregressa diagnosi oncologica e non in trattamento attivo, poiché si può considerare che la popolazione lungo sopravvivente presenti lo stesso rischio di altre persone con età corrispondente e altri fattori di rischio». 

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• Le persone in trattamento con anticoagulanti si possono vaccinare?

Nelle FAQ di AIFA sui vaccini a mRNA: Le persone in terapia anticoagulante possono eseguire la vaccinazione senza sospendere il trattamento in corso. La vaccinazione deve essere eseguita prima dell’assunzione della terapia. Per l’iniezione intramuscolare è raccomandato l’utilizzo di un ago sottile (inferiore o uguale a 23 gauge) e deve essere effettuata una compressione sul sito di iniezione per 5 minuti. È consigliato un controllo dell’area di iniezione a distanza di 2-4 ore per verificare la presenza di eventuale ematoma. 

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• Le persone affette da patologie della coagulazione possono vaccinarsi?

Nelle FAQ di AIFA sui vaccini a mRNA: Nelle persone affette da patologie della coagulazione (es. emofilia, malattia di Von Willebrand) deve essere valutato attentamente il rischio di sanguinamento prima di somministrare i vaccini per via intramuscolare. Quando possibile, deve essere ottimizzato il controllo della patologia prima di eseguire la vaccinazione. Nei pazienti in terapia sostitutiva la vaccinazione deve essere programmata dopo breve tempo dalla somministrazione della terapia.
Per l’iniezione intramuscolare è raccomandato l’utilizzo di un ago sottile (25-27 gauge) e deve essere effettuata una compressione sul sito di iniezione per almeno 10 minuti. È consigliato un controllo dell’area di iniezione a distanza di 2-4 ore per verificare la presenza di eventuale ematoma. 

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Vaccino anti covid: alcune indicazioni per i medici di medicina generale


La SIMG (Società italiana di medicina generale) ha realizzato un documento, che sarà periodicamente aggiornato con i nuovi quesiti che potranno manifestarsi:
Le domande che il medico si pone: 16 domande di interesse per il MMG con schede sintetiche corredate da riferimenti bibliografici.

Come riferimento più generale, importanti sono le raccomandazioni contenute in Vaccinazioni nelle malattie reumatologiche: sicurezza ed efficacia. Guida pratica per il medico di medicina generale e lo specialista reumatologo (aggiornamento al 5 ottobre 2020).

Global information About COMIRNATY

Vi si accede da www.comirnatyglobal.com predisposto da BionThect-Pfizer, ed offre la possibilità di consultazione in due diverse sezioni agli operatori sanitari o ad altri utenti. Scegliendo la sezione dedicata agli operatori sanitari si accede a tutte le informazioni tradotte in lingua italiana (Posologia e somministrazione, Effetti indesiderati e efficacia, Sperimentazioni cliniche, Risorse, Precauzioni per la conservazione). Può essere utile per qualche rapida consultazione.

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