12/11/2021

Test sierologici ingannevoli o utili prima della terza dose?

www.jamanetwork.com; www.bmj.com; www.fda.gov; www.cdc.gov
Il test sierologico rileva la quantità di anticorpi nell’organismo, che sono la prima risposta in caso di infezione o dopo la vaccinazione.

La vaccinazione induce l’organismo a produrre un maggior numero di cellule immunitarie, che a loro volta producono anticorpi e altre molecole, che si riducono poi nel corso del tempo. La memoria rimane in alcune cellule (linfociti B e T), che “sorvegliano” la situazione e intervengono nel caso di future infezioni vere e proprie.

Un’ulteriore dose di vaccino produce nuovamente la moltiplicazione delle cellule immunitarie e conseguentemente nuovi anticorpi che, nel corso del tempo, tendono nuovamente a ridursi e scomparire.
Il processo fa sì però che alla fine rimanga una maggiore quantità di cellule immunitarie, che potranno offrire una risposta più immediata ed efficace nel caso di una nuova infezione.

Non è stato determinato sinora con certezza il livello minimo di anticorpi necessari per una completa protezione: una quantità che per un soggetto potrebbe essere insufficiente, potrebbe invece essere più che sufficiente per un altro.

Nell’articolo pubblicato online sul Post a cui ci siamo riferiti, viene dunque concluso: «Chi è compreso nelle categorie e fasce di età per le quali è prevista la somministrazione di un richiamo, non ha quindi nessuna necessità di fare un test sierologico, anche perché non otterrebbe nessuna informazione davvero rilevante per decidere se vaccinarsi o meno».

Nell'articolo su Jama The Flawed Science of Antibody Testing for SARS-CoV-2 Immunity  si legge che il concetto di passaporto di immunità basato sulla presenza di anticorpi non ha funzionato. L'accuratezza dei primi test sui consumatori non è stata dimostrata, rendendo i risultati alquanto dubbi. A ciò si aggiunge che i cosiddetti correlati immunologici di protezione sono sconosciuti. Quali anticorpi specifici proteggono dalla reinfezione per SARS-CoV-2? Quanto devono essere alti i loro livelli? E per quanto tempo fornirebbero una difesa affidabile?

Poiché l'utilità dei test per i singoli pazienti è diventata sempre meno chiara e si è ampliato il numero dei test per le infezioni attive, il clamore del pubblico per i test sugli anticorpi è diminuito. Ma per alcuni, l'arrivo dei vaccini Covid-19 ha rianimato l'interesse. Può un semplice esame del sangue rivelare se il vaccino funziona o se sia arrivato il momento di una vaccinazione di richiamo?
No, risponde con fermezza la Food and Drug Administration statunitense, che ha scoraggiato i test anticorpali come controllo dell'immunità fai-da-te in una comunicazione al pubblico e ai medici già nel maggio scorso.

Anche i Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie (CDC) statunitensi sconsigliano l'uso di test anticorpali per determinare il proprio livello di immunità contro il Covid-19.

In una risposta all'articolo Sixty seconds on ... covid booster vaccines pubblicato il 3 settembre 2021 sul Bmj, Walid Al-Wali e colleghi partendo anch'essi dalla linea guida ad interim dei CDC aggiornata a settembre 2021 e dalla comunicazione sulla sicurezza della FDA del 19 maggio 2021 non raccomandano i test anticorpali per valutare un'immunità adeguata dopo la vaccinazione contro il Covid-19. Sebbene si sia tentati, aggiungono i ricercatori dell'Al-Wakra Hospital in Qatar, di considerare gli individui immuni a Covid-19 quando i loro livelli anticorpali sono eccessivamente alti, tuttavia fino ad ora non ci sono prove solide che lo supportino, pertanto, a loro avviso, sarebbe prudente somministrare il richiamo senza test, persino quando si sa che i livelli sono molto alti.

L’importanza della terza dose sulle cellule B e T

L'NIH (National Institute of Health) in una recente news sulla protezione del vaccino Moderna contro le varianti, cita uno studio sui macachi, utilizzati comunemente come modello per stabilire l’effetto che i vaccini possono avere sulle persone.

Per quanto riguarda la memoria delle cellule B e T, non rilevabili dai comuni test sierologici, viene precisato che nello studio la «dose booster ha migliorato la memoria immunitaria. I booster hanno ripristinato rapidamente le cellule B e T della memoria, importanti per la protezione a lungo termine contro il Covid-19».

Per saperne di più:

quadratino Il Post. Perché non serve fare un test sierologico prima del richiamo (9 novembre 2021)

quadratino The Flawed Science of Antibody Testing for SARS-CoV-2 Immunity
Abbasi J. JAMA. 2021;326(18):1781–1782. doi:10.1001/jama.2021.18919

quadratino CDC. Interim Guidelines for COVID-19 Antibody Testing

quadratino FDA. Antibody Testing Is Not Currently Recommended to Assess Immunity After COVID-19 Vaccination: FDA Safety Communication

quadratino NIH. Moderna COVID-19 booster may protect against variants (2 novembre 2021)

quadratino Protection against SARS-CoV-2 beta variant in mRNA-1273 vaccine-boosted nonhuman primates
Corbett KS, Gagne M, Wagner DA, et al. Science. 2021 Oct 21:eabl8912. doi: 10.1126/science.abl8912. Epub ahead of print. PMID: 34672695.
(articolo non accessibile gratuitamente)


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