4/1/2022

Impatto negativo dell'immunità umorale ai comuni coronavirus sulla risposta anticorpale protettiva contro SARS-CoV-2. Uno studio spiega le possibili ragioni

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La SIMG (Società Italiana di Medicina Generale e delle cure primarie) ha pubblicato a luglio 2021 un interessante documento Dosi di richiamo dei vaccini anti-Covid-19: i perché del Sì e del No, nel quale vi sono alcuni riferimenti anche alla teoria del cosiddetto peccato antigenico originale (“original antigenic sin” - OAS).

Il concetto di OAS è stato proposto molti anni fa per spiegare come la risposta della memoria immunitaria umorale generata contro un insieme di antigeni, possa influenzare la natura delle risposte anticorpali successive nei confronti di infezioni o di vaccinazioni contenenti antigeni simili, ma non identici.

Per tutt’altra ragione rispetto al documento della SIMG, in un recente studio viene indirettamente “ricordato” OAS.

Nella “discussion” dello studio, gli autori commentano che l'imprinting immunitario si riferisce all'attivazione preferenziale delle cellule B di memoria che sono state generate durante una precedente infezione con un virus correlato all'antigene, piuttosto che alle cellule B naive specifiche per il nuovo virus (Guthmiller and Wilson, 2018; Henry et al., 2018; Monto et al., 2017).

Questo concetto è ben documentato per le infezioni influenzali, in cui gli esseri umani sono ripetutamente esposti a virus antigenicamente distinti contenenti omologie (regions of homology).

L'imprinting può ostacolare l'immunità a un nuovo virus, se gli anticorpi preesistenti contro gli epitopi conservati dominano la risposta immunitaria, ma non neutralizzano il nuovo virus.

Poiché le cellule B di memoria preesistenti sono presenti a frequenze precursori più elevate rispetto alle cellule B “naive” e sono predisposte per essere attivate, possono superare le cellule B specifiche per nuovi epitopi e ostacolare l'immunità al nuovo virus.

Gli esseri umani sono ripetutamente infettati da hCCCoV (human common cold coronaviruses ) endemici (Edridge et al., 2020; Kiyuka et al., 2018).

Una delle principali questioni irrisolte è se la precedente immunità ai coronavirus del raffreddore comune umano endemico (hCCCoV) influisca sulla suscettibilità all'infezione da SARS-CoV-2 o sull'immunità dopo l'infezione e la vaccinazione.

Per lo studio citato sopra, è stata stabilita una coorte prospettica longitudinale (St. Jude Tracking of Viral and Host Factors Associated with COVID-19 study, SJTRC) di dipendenti del St. Jude, che hanno fornito un campione di sangue al momento dell’iscrizione e sono stati sottoposti a screening nasale settimanale per l’infezione SARS-CoV- 2 mediante PCR (vedi Tabella S1).

coorte st jude tab
Gli individui che sono risultati positivi nel periodo di studio, hanno fornito campioni in due momenti successivi all'infezione. I partecipanti che non sono stati infettati hanno fornito campioni dopo la vaccinazione.

Il disegno di studio ha permesso l'analisi di campioni dagli stessi individui prelevati prima e dopo l'infezione o la vaccinazione SARS-CoV-2.
È importante sottolineare che lo screening settimanale del tampone nasale ha identificato infezioni asintomatiche.

Per valutare l'immunità hCCCoV prima dell'infezione da SARS-CoV-2, sono stati analizzati 1.202 campioni di riferimento per gli anticorpi specifici per le proteine spike di OC43, HKU1, 229E e NL63 mediante il metodo ELISA.

E’ stato riscontrato che i livelli di anticorpi hCCCoV aumentavano dopo l'esposizione a SARS-CoV-2, dimostrando una reattività crociata.

In sintesi i dati, dimostrano che l'infezione e la vaccinazione da SARS-CoV-2 attivano le cellule B di memoria esistenti specifiche per hCCCoV.

I livelli basali di anticorpi hCCCoV e l'entità dell'aumento di questi anticorpi dopo l'infezione o la vaccinazione variavano notevolmente tra gli individui. Livelli basali più elevati o un aumento di IgG e IgA per betacoronavirus dopo l'infezione sono stati associati ad un aumento dei livelli di anticorpi SARS-CoV-2, che è correlato a una maggiore gravità della malattia.

I risultati suggeriscono che, in modo simile al virus dell'influenza, una precedente esposizione a coronavirus con sufficiente grado di omologia può ostacolare la risposta immunitaria a un nuovo coronavirus.

Questo può essere fondamentale considerando le varianti emergenti.

Per saperne di più:

quadratino Pre-existing humoral immunity to human common cold coronaviruses negatively impacts the protective SARS-CoV-2 antibody response.
Lin CY, Wolf J, Brice DC, Sun Y, Locke M, Cherry S, Castellaw AH, Wehenkel M, Crawford JC, Zarnitsyna VI, Duque D, Allison KJ, Allen EK, Brown SA, Mandarano AH, Estepp JH; SJTRC Study Team, Taylor C, Molina-Paris C, Schultz-Cherry S, Tang L, Thomas PG, McGargill MA. Cell Host Microbe. 2021 Dec 7:S1931-3128(21)00570-9. doi: 10.1016/j.chom.2021.12.005. Epub ahead of print. PMID: 34965382; PMCID: PMC8648673.

Per approfondire:

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