Durante la pandemia Covid-19, una serie di
cambiamenti comportamentali (adozione di interventi non farmacologici) e
strategie sociali (chiusure scolastiche, lockdown e viaggi limitati) sono stati utilizzati per ridurre la trasmissione di SARS-CoV-2.
Tali cambiamenti hanno
contribuito a limitare anche la trasmissione di altri agenti patogeni e possono aver contribuito alla riduzione dei ricoveri per infezioni infantili.
Lo
studio osservazionale svolto sulla popolazione in Inghilterrra, ha considerato 19 comuni infezioni respiratorie, invasive gravi e prevenibili con vaccino nell'infanzia, confrontando i tassi di ricovero ospedaliero e gli esiti di mortalità prima e dopo l'inizio della pandemia.
La
tabella 1 indica dettagliatamente le
malattie infettive considerate, le
comorbilità e i relativi
codici ICD-10.

Sono stati valutati i
dati sui ricoveri ospedalieri di ogni ospedale del SSN
dal 1 marzo 2017 al 30 giugno 2021 con un “record linkage” ai dati nazionali di mortalità.
La popolazione oggetto di studio comprendeva i
bambini di età tra 0 e 14 anni, ricoverati in un ospedale del SSN con un'
infezione infantile tra le 19 selezionate (vedi tabella 1).
Per ciascuna infezione, sono stati identificati:
- numero di ricoveri ospedalieri ogni mese dal 1 marzo 2017 al 30 giugno 2021
- variazioni percentuali nel numero di ricoveri ospedalieri prima e dopo il 1 marzo 2020
- odds ratio aggiustati per confrontare gli esiti di mortalità a 60 giorni prima e dopo il 1 marzo 2020.
Dopo il 1 marzo 2020 sono state riscontrate
riduzioni sostanziali e sostenute
dei ricoveri ospedalieri per
tutte le 19 condizioni infettive studiate tranne una.
Tra le infezioni respiratorie, le
riduzioni percentuali maggiori sono state per:
- influenza (il numero medio annuo di ricoveri dal 1 marzo 2017 al 29 febbraio 2020 è stato 5379 e il numero dei bambini ricoverati dal 1 marzo 2020 al 28 febbraio 2021 è stato 304, con una riduzione del 94%, intervallo di confidenza del 95% dall'89% al 97%)
- bronchiolite (da 51 655 a 9423, riduzione dell'82%, intervallo di confidenza del 95% dal 79% all'84%).
Tra le
infezioni invasive gravi, la
riduzione maggiore è stata per la meningite (riduzione del 50%, dal 47% al 52%).
Per le
infezioni prevenibili con il vaccino, le riduzioni variavano:
- dal 53% (dal 32% al 68%) per la parotite
- al 90% (dall'80% al 95%) per il morbillo.
Sono state osservate
riduzioni in tutti i sottogruppi demografici e nei
bambini con comorbilità sottostanti.
Diminuzioni corrispondenti sono state riscontrate anche per il
numero assoluto di decessi a 60 giorni, sebbene sia
aumentata la percentuale di bambini ricoverati per polmonite che sono
morti entro 60 giorni (odds ratio aggiustato per età-sesso 1,71, intervallo di confidenza al 95% da 1,43 a 2,05).
Dati più recenti indicano però che
alcune infezioni respiratorie sono aumentate a livelli più elevati del solito
dopo maggio 2021.

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Gli autori concludono che
risultati simili a quelli del loro studio sono stati riportati in
studi regionali in Australia, Danimarca, Francia e Paesi Bassi, con
riduzioni segnalate di oltre il 50% delle presenze pediatriche per malattie infettive comuni.
Tuttavia, sarebbe utile stabilire analisi continue simili in altre località, dove sono disponibili dati di cartelle cliniche elettroniche centralizzate (ad esempio, Cina, Taiwan o Svezia, o negli Stati Uniti presso Organizzazioni per i Servizi di assistenza sanitaria – Health Maintenance Organization) per monitorare tali tendenze fino a quando le sfide associate alla pandemia non diminuiranno.
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