Una recente ed estesa
revisione sistematica pubblicata su
The Lancet Obstetrics, Gynaecology & Women's Health fornisce
rassicurazioni circa il profilo di sicurezza del paracetamolo (acetaminofene) durante la gestazione.
L'analisi smentisce l'associazione tra l'esposizione prenatale al farmaco e l'aumento del rischio di disturbi del neurosviluppo, quali disturbo dello spettro autistico (ASD), disturbo da deficit di attenzione e iperattività (ADHD) e disabilità intellettiva.
Metodologia e dataset: il superamento del confondimento tramite i sibling studies
La ricerca, coordinata dai ricercatori italiani
Francesco D’Antonio e
Maria Elena Flacco, si distingue per la vastità del campione e il rigore analitico:
- Revisione sistematica: analisi di 43 studi clinici
- Campione di popolazione: dati relativi a milioni di nascite
- Focus metodologico: i ricercatori hanno privilegiato gli studi di confronto tra fratelli (sibling control studies).
Il
confronto tra fratelli è considerato un metodo di controllo particolarmente robusto, poiché permette di isolare l'effetto del farmaco minimizzando i fattori di confondimento genetici e ambientali condivisi all'interno dello stesso nucleo familiare.
Negli studi osservazionali prospettici convenzionali infatti, l'associazione tra esposizione prenatale al paracetamolo e disturbi del neurosviluppo può essere viziata dal confondimento per indicazione (quando il motivo stesso per cui un paziente riceve un certo trattamento (l'indicazione) è associato anche a un risultato) e da variabili ambientali e genetiche non misurate.
La metodologia dei sibling studies permette invece di utilizzare
ciascun nucleo familiare come controllo di se stesso: confrontando fratelli esposti al farmaco con fratelli non esposti (o esposti a dosaggi differenti), è possibile elidere automaticamente i fattori di confondimento
Risultati dello studio
I dati emersi indicano che le associazioni osservate in studi precedenti erano verosimilmente influenzate da bias di confondimento. Una volta applicati i controlli per le variabili familiari e genetiche, il
nesso causale tra paracetamolo e deficit del neurosviluppo decade.
- ADHD e ASD: nessun incremento statisticamente significativo del rischio nel lungo periodo.
- Disabilità intellettiva: risultati sovrapponibili tra esposti e non esposti.
Implicazioni per la pratica clinica
I risultati di questa revisione supportano le linee guida internazionali vigenti.
Il
paracetamolo rimane l'analgesico e l'antipiretico più
sicuro durante tutte le fasi della gravidanza.
La febbre materna non trattata e il dolore cronico rappresentano, di per sé, rischi potenziali per il feto (es. stress ossidativo, anomalie congenite); pertanto, il trattamento appropriato con paracetamolo risulta protettivo.
I professionisti possono rassicurare le pazienti basandosi su
prove di alta qualità, contrastando la disinformazione o l'allarmismo mediatico degli ultimi anni.
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