Tutti siamo informati sulle possibili reazioni avverse collegate ai vaccini, ma
qual è stata la frequenza degli eventi avversi (adverse event - AE)
nei gruppi placebo dei trial sui vaccini COVID-19?
Una
revisione sistematica della letteratura ha cercato di
rispondere a questa domanda, evidenziando che circa
un terzo dei pazienti che hanno ricevuto placebo, negli studi clinici randomizzati per i vaccini COVID-19, ha riportato
almeno un evento avverso sistemico, sia dopo la prima che la seconda dose: mal di testa e affaticamento sono stati i sintomi più comuni.
La
risposta nocebo ha rappresentato, nel rapporto tra i gruppi placebo e sottoposti a vaccino, il
76,0% degli eventi avversi sistemici dopo la prima dose di vaccino COVID-19 e il
51,8% dopo la seconda dose.
In altre parole
gli effetti non sono stati causati in modo diretto dal vaccino, ma da altri fattori.
I ricercatori del Beth Israel Deaconess Medical Center della Harvard Medical School hanno analizzato i
dati di 12 studi clinici sugli
effetti collaterali riferiti sia
da chi è stato davvero vaccinato, sia da chi invece ha ricevuto un’
iniezione di semplice soluzione salina (i cosiddetti
gruppi di controllo).
E’ importante notare che sono stati considerati studi su:
- vaccini mRNA
- a vettore virale
- proteici.
I numeri e le percentuali di eventi avversi riportati
nei gruppi placebo e nei gruppi vaccinati, selezionati per il confronto, sono forniti nella tabella 1 dei Supplement.
Gli effetti avversi erano più alti nei vaccinati rispetto alle persone dei gruppi di controllo.
Tra i dati supplementari sono riportate 2 figure specifiche, relative alla
fase 3 dei trial per il vaccino Moderna e per Novavax.
Gravità degli eventi avversi nello studio di fase 3 del vaccino Moderna (Baden et al., 2021).
I grafici mostrano frazioni di gradi di gravità dei partecipanti che hanno segnalato qualsiasi evento avverso (A),
qualsiasi evento avverso sistemico (B) o qualsiasi evento avverso locale (C).
Grado 1 = lieve, grado 2 = moderato, grado 3 = grave, grado 4 = pericoloso per la vita.
Gravità degli eventi avversi nello studio di fase 3 del
vaccino Novavax (Heath et al., 2021).
I grafici mostrano frazioni di gradi di gravità dei partecipanti che hanno segnalato qualsiasi evento avverso (A),
qualsiasi evento avverso sistemico (B) o qualsiasi evento avverso locale (C).
Grado 1 = lieve, grado 2 = moderato, grado 3 = grave, grado 4 = pericoloso per la vita.
In generale,
dopo la prima somministrazione:
- più del 35% delle persone incluse nei gruppi di controllo (iniettati con semplice soluzione salina) ha riferito di aver sperimentato effetti collaterali sistemici, come mal di testa e affaticamento e il 16% ha segnalato reazioni nel sito di iniezione (dolore al braccio, gonfiore, arrossamento)
- come ci si aspettava, la percentuale di reazioni avverse segnalate da chi aveva ricevuto davvero il vaccino era più alta: il 46% ha riportato effetti sistemici e circa due terzi reazioni nel sito di iniezione.
Dopo la seconda somministrazione il divario è aumentato:
- il 32% del gruppo di controllo ha segnalato eventi sistemici e il 12% locali
- nel gruppo dei vaccinati il 61% continuava a riferire reazioni sistemiche e il 73% reazioni locali.
Lo studio non ha preso in esame reazioni avverse gravi.
L'effetto nocebo, la paura e l’esitanza vaccinale
Dato il gran numero di persone che hanno ricevuto o riceveranno un vaccino contro il COVID-19, i risultati di questo studio sono importanti: i programmi di vaccinazione pubblici dovrebbero considerare le
risposte ad alto nocebo.
Sintomi comuni non specifici come mal di testa e affaticamento, che i risultati dello studio hanno dimostrato essere particolarmente
associati al nocebo, sono elencati tra gli eventi avversi più comuni dopo la vaccinazione COVID-19 in molti opuscoli informativi.
Ci sono prove che questo tipo di informazioni possa aumentare i
meccanismi nocebo come l'ansia e le aspettative correlate agli eventi avversi.
Inoltre, le
informazioni potrebbero causare un'
errata attribuzione di sintomi non specifici comunemente sperimentati (come mal di testa o affaticamento) come
eventi avversi specifici dovuti alla vaccinazione, anche se questi sintomi potrebbero essersi verificati senza ricevere alcun trattamento.
Il modo attuale di
informare il pubblico sui potenziali
eventi avversi del vaccino tramite volantini e nei media può
sollecitare o aumentare ulteriormente le
risposte nocebo.
E’
eticamente necessario informare pienamente i partecipanti sui potenziali eventi avversi dei vaccini, ma i dati emergenti suggeriscono che la
divulgazione completa e l'
educazione sul nocebo possono essere utili.
L'aggiunta di
informazioni semplici ma accurate sul nocebo (ad esempio: "i partecipanti al gruppo di controllo “placebo” negli studi clinici randomizzati per questo intervento, ha riportato eventi avversi simili, probabilmente a causa di preoccupazione e ansia"), inserite nelle form del consenso informato ha, in uno
studio, contribuito a
ridurre gli eventi avversi correlati ai farmaci.
Potrebbe anche essere utile
evidenziare la probabilità di non manifestare eventi avversi.
Sebbene siano necessarie ulteriori ricerche su queste strategie di comunicazione, tali
corrette informazioni si aggiungono alla piena divulgazione ed è
improbabile che causino danni. Inoltre, informare il pubblico sulle potenziali risposte al nocebo può
aiutare a ridurre le preoccupazioni sulla vaccinazione COVID-19 e
limitare l'esitazione vaccinale.
Per saperne di più:
Per approfondire:
 |
Placebo e nocebo L’Enciclopedia Treccani, fornisce una dettagliata descrizione dei due termini, di cui riportiamo alcune parti (per ulteriori dettagli clicca qui). Un placebo è una sostanza inerte o un trattamento medico senza alcuna proprietà terapeutica, mentre l’effetto placebo, o risposta placebo, è la conseguenza della sua somministrazione. Tale effetto consiste in un cambiamento organico o mentale collegato al significato simbolico attribuito a un evento o a un oggetto in ambito sanitario. È importante sottolineare che l’effetto placebo è dovuto al contesto psicosociale nel quale si trova il paziente sottoposto a terapia ed è costituito da qualsiasi oggetto o persona in relazione con il trattamento, capace di ‘comunicare’ al paziente che si sta effettuando una terapia e che quindi si prevede una riduzione dei sintomi nel prossimo futuro. Per misurare l’effetto placebo occorre escludere una serie di fattori che nulla hanno a che fare con l’effetto placebo reale (Benedetti 2008). …omissis… L’effetto placebo può andare anche in direzione opposta. Se per es., il soggetto si aspetta l’incremento di un sintomo, questo può verificarsi realmente. In tal caso, si parla di effetto nocebo. Quest’ultimo è stato dimostrato in numerose condizioni, come il dolore e la performance motoria. I processi alla base dell’effetto nocebo sono praticamente gli stessi dell’effetto placebo, solo che vanno in direzione opposta: possono essere coinvolti meccanismi di aspettativa o condizionamento. …omissis…
|
 |
leggi i nostri articoli con il tag Vaccini
|