24/1/2022

Reazioni avverse, quando la colpa non è dei vaccini: l'effetto placebo e nocebo

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Tutti siamo informati sulle possibili reazioni avverse collegate ai vaccini, ma qual è stata la frequenza degli eventi avversi (adverse event - AE) nei gruppi placebo dei trial sui vaccini COVID-19?

Una revisione sistematica della letteratura ha cercato di rispondere a questa domanda, evidenziando che circa un terzo dei pazienti che hanno ricevuto placebo, negli studi clinici randomizzati per i vaccini COVID-19, ha riportato almeno un evento avverso sistemico, sia dopo la prima che la seconda dose: mal di testa e affaticamento sono stati i sintomi più comuni.

La risposta nocebo ha rappresentato, nel rapporto tra i gruppi placebo e sottoposti a vaccino, il 76,0% degli eventi avversi sistemici dopo la prima dose di vaccino COVID-19 e il 51,8% dopo la seconda dose.

In altre parole gli effetti non sono stati causati in modo diretto dal vaccino, ma da altri fattori.

I ricercatori del Beth Israel Deaconess Medical Center della Harvard Medical School hanno analizzato i dati di 12 studi clinici sugli effetti collaterali riferiti sia da chi è stato davvero vaccinato, sia da chi invece ha ricevuto un’iniezione di semplice soluzione salina (i cosiddetti gruppi di controllo).

E’ importante notare che sono stati considerati studi su:
  • vaccini mRNA
  • a vettore virale
  • proteici.
I numeri e le percentuali di eventi avversi riportati nei gruppi placebo e nei gruppi vaccinati, selezionati per il confronto, sono forniti nella tabella 1 dei Supplement.

Gli effetti avversi erano più alti nei vaccinati rispetto alle persone dei gruppi di controllo.

Tra i dati supplementari sono riportate 2 figure specifiche, relative alla fase 3 dei trial per il vaccino Moderna e per Novavax.

eventi avversi vaccino placebo
Gravità degli eventi avversi nello studio di fase 3 del vaccino Moderna (Baden et al., 2021).
I grafici mostrano frazioni di gradi di gravità dei partecipanti che hanno segnalato qualsiasi evento avverso (A),
qualsiasi evento avverso sistemico (B) o qualsiasi evento avverso locale (C).
Grado 1 = lieve, grado 2 = moderato, grado 3 = grave, grado 4 = pericoloso per la vita.


eventi avversi vaccino placebo 2Gravità degli eventi avversi nello studio di fase 3 del vaccino Novavax (Heath et al., 2021).
I grafici mostrano frazioni di gradi di gravità dei partecipanti che hanno segnalato qualsiasi evento avverso (A),
qualsiasi evento avverso sistemico (B) o qualsiasi evento avverso locale (C).
Grado 1 = lieve, grado 2 = moderato, grado 3 = grave, grado 4 = pericoloso per la vita.


In generale, dopo la prima somministrazione:
  • più del 35% delle persone incluse nei gruppi di controllo (iniettati con semplice soluzione salina) ha riferito di aver sperimentato effetti collaterali sistemici, come mal di testa e affaticamento e il 16% ha segnalato reazioni nel sito di iniezione (dolore al braccio, gonfiore, arrossamento)
  • come ci si aspettava, la percentuale di reazioni avverse segnalate da chi aveva ricevuto davvero il vaccino era più alta: il 46% ha riportato effetti sistemici e circa due terzi reazioni nel sito di iniezione.
Dopo la seconda somministrazione il divario è aumentato:
  • il 32% del gruppo di controllo ha segnalato eventi sistemici e il 12% locali
  • nel gruppo dei vaccinati il 61% continuava a riferire reazioni sistemiche e il 73% reazioni locali.
Lo studio non ha preso in esame reazioni avverse gravi.

L'effetto nocebo, la paura e l’esitanza vaccinale

Dato il gran numero di persone che hanno ricevuto o riceveranno un vaccino contro il COVID-19, i risultati di questo studio sono importanti: i programmi di vaccinazione pubblici dovrebbero considerare le risposte ad alto nocebo.

Sintomi comuni non specifici come mal di testa e affaticamento, che i risultati dello studio hanno dimostrato essere particolarmente associati al nocebo, sono elencati tra gli eventi avversi più comuni dopo la vaccinazione COVID-19 in molti opuscoli informativi.

Ci sono prove che questo tipo di informazioni possa aumentare i meccanismi nocebo come l'ansia e le aspettative correlate agli eventi avversi.

Inoltre, le informazioni potrebbero causare un'errata attribuzione di sintomi non specifici comunemente sperimentati (come mal di testa o affaticamento) come eventi avversi specifici dovuti alla vaccinazione, anche se questi sintomi potrebbero essersi verificati senza ricevere alcun trattamento.

Il modo attuale di informare il pubblico sui potenziali eventi avversi del vaccino tramite volantini e nei media può sollecitare o aumentare ulteriormente le risposte nocebo.

E’ eticamente necessario informare pienamente i partecipanti sui potenziali eventi avversi dei vaccini, ma i dati emergenti suggeriscono che la divulgazione completa e l'educazione sul nocebo possono essere utili.
L'aggiunta di informazioni semplici ma accurate sul nocebo (ad esempio: "i partecipanti al gruppo di controllo “placebo” negli studi clinici randomizzati per questo intervento, ha riportato eventi avversi simili, probabilmente a causa di preoccupazione e ansia"), inserite nelle form del consenso informato ha, in uno studio, contribuito a ridurre gli eventi avversi correlati ai farmaci.

Potrebbe anche essere utile evidenziare la probabilità di non manifestare eventi avversi.

Sebbene siano necessarie ulteriori ricerche su queste strategie di comunicazione, tali corrette informazioni si aggiungono alla piena divulgazione ed è improbabile che causino danni. Inoltre, informare il pubblico sulle potenziali risposte al nocebo può aiutare a ridurre le preoccupazioni sulla vaccinazione COVID-19 e limitare l'esitazione vaccinale.

Per saperne di più:

quadratino Frequency of Adverse Events in the Placebo Arms of COVID-19 Vaccine Trials: A Systematic Review and Meta-analysis
Haas JW, Bender FL, Ballou S, Kelley JM, Wilhelm M, Miller FG, Rief W, Kaptchuk TJ. JAMA Netw Open. 2022 Jan 4;5(1):e2143955. doi: 10.1001/jamanetworkopen.2021.43955. PMID: 35040967.

Per approfondire:

quadratino Placebo e nocebo
L’Enciclopedia Treccani, fornisce una dettagliata descrizione dei due termini, di cui riportiamo alcune parti (per ulteriori dettagli clicca qui).
Un placebo è una sostanza inerte o un trattamento medico senza alcuna proprietà terapeutica, mentre l’effetto placebo, o risposta placebo, è la conseguenza della sua somministrazione. Tale effetto consiste in un cambiamento organico o mentale collegato al significato simbolico attribuito a un evento o a un oggetto in ambito sanitario.
È importante sottolineare che l’effetto placebo è dovuto al contesto psicosociale nel quale si trova il paziente sottoposto a terapia ed è costituito da qualsiasi oggetto o persona in relazione con il trattamento, capace di ‘comunicare’ al paziente che si sta effettuando una terapia e che quindi si prevede una riduzione dei sintomi nel prossimo futuro. Per misurare l’effetto placebo occorre escludere una serie di fattori che nulla hanno a che fare con l’effetto placebo reale (Benedetti 2008). …omissis…
L’effetto placebo può andare anche in direzione opposta. Se per es., il soggetto si aspetta l’incremento di un sintomo, questo può verificarsi realmente. In tal caso, si parla di effetto nocebo. Quest’ultimo è stato dimostrato in numerose condizioni, come il dolore e la performance motoria. I processi alla base dell’effetto nocebo sono praticamente gli stessi dell’effetto placebo, solo che vanno in direzione opposta: possono essere coinvolti meccanismi di aspettativa o condizionamento. …omissis…

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