26/10/2022

Nascere in tempi di pandemia e lockdown

www.academic.oup.com
Precedenti pandemie nel 20° e 21° secolo sono state associate a un calo dei tassi di natalità 9 mesi dopo il loro picco e a un rimbalzo delle nascite nel tempo. Le misure restrittive, necessarie per controllare la prima ondata della pandemia di COVID-19, potrebbero aver avuto un impatto sui successivi tassi di natalità.

Lo studio

In un recente studio sono stati analizzati i dati raccolti dallo Human Fertility Database relativi ai nati vivi in 24 paesi europei, da gennaio 2018 a marzo 2021. I dati delle serie temporali mensili sui nati vivi da sono stati estratti per fornire un'analisi dei tassi di natalità durante e dopo la prima ondata della pandemia di COVID-19.

È stata quindi condotta una regressione ai minimi quadrati generalizzati per valutare la stagionalità delle nascite da gennaio 2018 a marzo 2021 e per identificare potenziali differenze nei nati vivi mensili dopo la prima ondata della pandemia di COVID-19, considerando la stagionalità delle nascite.

Per quantificare queste potenziali differenze, è stato stimato il tasso di variazione tra i nati vivi mensilmente osservati nel 2020 e 2021 e la media dei nati vivi ogni mese nel 2018-2019 in Europa.
I fattori potenzialmente associati a una variazione dei tassi di natalità mensili sono stati valutati utilizzando regressioni lineari generalizzate univariabili e multivariabili.

Risultati

Se si considera la stagionalità delle nascite, gennaio 2021 è stato l'unico mese con una differenza significativa nei nati vivi: è stato osservato un calo del -14,1% rispetto al numero medio di nati vivi a gennaio 2018 e 2019.
Questo calo si è verificato 9-10 mesi dopo i picchi epidemici e i lockdown relativi alla prima ondata di COVID-19 in Europa.

Il decremento è stato osservato a livello nazionale in:
  • Belgio (-12,2%)
  • Estonia (-12,8%)
  • Francia (-14,4%)
  • Italia (-17,2%)
  • Lettonia (-15,5%)
  • Lituania (-28,1%)
  • Portogallo (-17,8%)
  • Romania (-23,3%)
  • Russia (-19,1%)
  • Spagna (-23,5%)
  • Ucraina (-24,4%)
  • Regno Unito (-13,0% in Inghilterra e Galles; -14,0% in Scozia).
La durata dei lockdown è stata la variabile che ha avuto l'associazione più forte con questa diminuzione, mentre redditi pro capite più elevati potrebbero essere un fattore limitante questo calo.

Marzo 2021 è stato l'unico mese con un tasso di nati vivi simile al tasso mensile pre-pandemia (+0,6%), corrispondente a un rimbalzo 9-10 mesi dopo la fine del lockdown. Questo fenomeno è stato osservato in:
  • Austria (+1,8%)
  • Belgio (+6,0%)
  • Croazia (+8,1%)
  • Czechia (1,2%)
  • Danimarca (7,2%)
  • Estonia (2,3%)
  • Finlandia (+ 11,3%)
  • Francia (+2,5%)
  • Germania (+5,2%)
  • Ungheria (+10,9%)
  • Paesi Bassi (+10,2%)
  • Russia (+1,4%)
  • Svezia (+1,2%).
Dettagliate tabelle e grafici sono consultabili nel full text dello studio e nei dati supplementari.

Limitazioni, motivi di cautela e implicazioni dei risultati

Lo studio si basa su dati nazionali, limitando la potenza nei modelli multivariabili utilizzati e l'identificazione di altri potenziali fattori che contribuiscono a una diminuzione o un aumento dei tassi di natalità.
Inoltre, sono stati raccolti i dati dei nati vivi solo fino ad aprile 2021: questo preclude l'identificazione di una differenza di stagionalità delle nascite nel 2021.

Come con le precedenti pandemie, l'epidemia di COVID-19 è stata associata a un calo delle nascite 9 mesi dopo la sua prima ondata. Questa tendenza potrebbe essere associata alla durata dei lockdown: sebbene nei mesi successivi si sia registrato un rimbalzo delle nascite, questo non sembra compensare il calo precedente.

Per saperne di più:

quadratino Impact of the first wave of the COVID-19 pandemic on birth rates in Europe: a time series analysis in 24 countries
Pomar L, Favre G, de Labrusse C, Contier A, Boulvain M, Baud D. Hum Reprod. 2022 Oct 13:deac215. doi: 10.1093/humrep/deac215. Epub ahead of print. PMID: 36228661.


Per approfondire:

quadratino Leggi la sezione di NBST dedicata a Covid-19 in neonati, bambini e ragazzi: il punto su salute fisica e benessere psicologico