15/2/2021

Colchicina nel trattamento di Covid-19



Colchicina non riduce mortalità e ricovero nei pazienti ospedalizzati con COVID-19

6 maggio 2022. J Clin Med. Efficacy of Colchicine in the Treatment of COVID-19 Patients: A Systematic Review and Meta-Analysis.
#NOVITÁ Nove studi (n = 13.478) sono stati considerati: la maggior parte è stata valutata come ad alto rischio di bias con una qualità dell'evidenza molto bassa per gli esiti primari e secondari. La colchicina non ha ridotto la mortalità né la durata del ricovero rispetto alla cura standard negli studi clinici randomizzati.

Effetto della colchicina sulla mortalità nei pazienti con COVID-19: revisione e meta-analisi
12 gennaio 2022. Diabetes Metab SyndrEffect of colchicine on mortality in patients with COVID-19 - A systematic review and meta-analysis
Sebbene la meta-analisi abbia mostrato una riduzione della mortalità con l'uso di colchicina nei pazienti con COVID-19, la meta-analisi degli studi randomizzati non ha mostrato alcun effetto significativo della colchicina sulla mortalità. Sono stati inclusi 12 studi comprendenti 6953 pazienti nella meta-analisi. Il tasso di mortalità era 0,18 [IC 95% 0,10, 0,26] nel gruppo colchicina e 0,26 [IC 95% 0,15, 0,38] nel gruppo di controllo. La colchicina era associata a una riduzione della mortalità (RR 0,66 [IC 95% 0,53, 0,83], p <0,001; I(2): 42%). L'analisi di quattro RCT ha mostrato un risultato non significativo (RR 0,81 [95%CI 0,54 , 1,20], p = 0,29; I(2): 10%).

18 ottobre 2021. Cochrane. Colchicine for the treatment of COVID-19
Messaggi chiave della revisione Cochrane:
  • nelle persone ospedalizzate con COVID-19 da moderato a grave, la colchicina probabilmente ha pochi nessun beneficio; non si è sicuri dei suoi effetti collaterali
  • nelle persone non ospedalizzate senza sintomi o COVID-19 lieve, non siamo sicuri se la colchicina prevenga le morti o gli effetti collaterali, tuttavia probabilmente riduce leggermente la necessità di ricovero o morte e gli effetti collaterali gravi
  • gli studi futuri dovrebbero valutare la qualità della vita nelle persone senza sintomi o COVID-19 lieve e gli effetti collaterali non gravi e confrontare la colchicina con altri medicinali per COVID-19, come i corticosteroidi.

Pubblicato lo studio prospettico, randomizzato, multicentrico, condotto in Grecia, dal titolo Effect of Colchicine vs Standard Care on Cardiac and Inflammatory Biomarkers and Clinical Outcomes in Patients Hospitalized With Coronavirus Disease 2019.

Lo studio ha come obiettivo principale quello di valutare il potenziale utilizzo della colchicina nel trattamento dei pazienti ricoverati con Covid-19. La colchicina è un farmaco utilizzato prevalentemente per il trattamento della gotta, ma sembra essere utile in svariate patologie flogistiche.
In questo studio clinico randomizzato 1:1, i pazienti hanno ricevuto un trattamento medico secondo i protocolli locali (gruppo di controllo), come stabilito dal National Public Health Organization e in base alle linee guida dell’ European Centre for Disease Prevention and Control, oppure la colchicina in aggiunta alla terapia medica (gruppo d’intervento).
Il reclutamento dei pazienti, iniziato il 3 aprile 2020 ed è terminato il 27 Aprile 2020, è avvenuto presso 16 strutture ospedaliere. Sono stati ritenuti eleggibili i pazienti adulti ospedalizzati con diagnosi di infezione da SARS-CoV-2, confermata con reazione a catena della polimerasi inversa. I pazienti erano considerati ammissibili se avevano una temperatura corporea di 37,5°C o superiore e se presentavano 2 o più dei seguenti criteri di inclusione: presenza di tosse sostenuta, mal di gola prolungato, anosmia e/o ageusia, affaticamento e/o stanchezza e pressione parziale dell'ossigeno arterioso inferiore a 95 mm Hg in aria. I criteri di esclusione includevano gravidanza o allattamento, ipersensibilità nota alla colchicina, insufficienza epatica nota, velocità di filtrazione glomerulare stimata inferiore a 20 ml / min / 1,73 m2, prolungamento dell’intervallo QT o quadro clinico indicante che il supporto ventilatorio sarebbe stato inevitabile nelle successive 24 ore per presenza di uno stato respiratorio in rapido declino. Sono stati arruolati un totale di 105 pazienti di cui 50 (47,6%) randomizzati nel gruppo di controllo e 55 (52,4%) nel gruppo che prevedeva il trattamento con colchicina. L’età mediana era di 64 anni e il 58,1 era di genere maschile.
Il 14,0% dei pazienti appartenenti al gruppo di controllo, rispetto all'1,8% nel gruppo colchicina, hanno richiesto un supporto respiratorio meccanico invasivo o non invasivo o hanno presentato altre complicanze durante il decorso clinico. Il tempo medio di sopravvivenza senza l’intercorrenza di eventi è stato di 18,6 (0,83) giorni nel gruppo di controllo contro 20,7 (0,31) nel gruppo colchicina. Gli eventi avversi sono stati simili nei 2 gruppi, ad eccezione della diarrea, che era più frequente con il gruppo colchicina (45,5%) rispetto al gruppo di controllo (18,0%). I parametri ematologici, compresi i leucociti e la conta piastrinica, erano complessivamente simili nei 2 gruppi sia al basale che durante il ricovero, sebbene un minor numero di pazienti nel gruppo colchicina rispetto al gruppo di controllo presentava linfocitopenia.
Gli autori concludono che i partecipanti che hanno ricevuto la colchicina hanno presentato un miglioramento statisticamente significativo rispetto al gruppo di controllo, sebbene la differenza osservata fosse basata su uno stretto margine di significato clinico e pertanto questi risultati devono essere interpretati con cautela.


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