La
cardiomiopatia peripartum è una malattia cardiaca relativamente rara, che si manifesta nella fase finale della gravidanza o nei primi mesi dopo il parto in donne senza storia di patologie cardiovascolari.
Un
articolo su The Lancet riassume le
attuali conoscenze su genetica, fisiopatologia, approcci diagnostici, gestione clinica e fattori predittivi di esito della malattia. Fornisce inoltre indicazioni sia sulla stratificazione del rischio, mediante l'uso di un nuovo punteggio per prevedere il recupero, sia sugli esiti di una gravidanza successiva.
Negli ultimi due decenni, infatti, sono state acquisite numerose conoscenze su questa patologia.
La cardiomiopatia peripartum può essere inclusa tra le preminenti cause di morte materna, soprattutto in alcune parti del mondo.
Si manifesta a livello globale
in tutti i gruppi etnici e deve essere sospettata in tutte le donne che presentano sintomi e segni indicativi di insufficienza cardiaca verso la fine della gravidanza o nei mesi successivi al parto.
La verifica della
disfunzione sistolica ventricolare sinistra (frazione di eiezione <45%) è fondamentale per la diagnosi della malattia e per escludere altre cause di insufficienza cardiaca, come cardiomiopatia preesistente, cardiopatia valvolare o cardiopatia congenita.
La cardiomiopatia peripartum è una malattia con una morbilità e mortalità materna e neonatale considerevole, con solo la metà delle donne che sperimenta un
recupero miocardico completo entro 6 mesi dall'insorgenza dei sintomi.
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