28/10/2025

Global burden of disease: dinamiche di mortalità e aspettativa di vita tra il 1950 e il 2023

The Lancet
Secondo l'ultimo Global burden of disease, presentato al World Health Summit 2025, i tassi di mortalità globali sono in calo, ma non tra i giovani e i giovani adulti, le malattie cardiovascolari si confermano la principale causa di morte, mentre diminuisce il peso delle malattie trasmissibili.

Questi sono solo alcuni dei risultati dello studio, pubblicato in tre parti sulla rivista The Lancet, che esplora i dati globali più aggiornati.

Mortalità e aspettativa di vita: la crisi durante la pandemia e la ripresa

Nonostante l'aumento del numero totale di decessi a livello globale, il tasso di mortalità standardizzato per età (misura statistica che confronta la mortalità tra popolazioni diverse, "annullando" l'effetto dell'età) è diminuito significativamente.

Come accennato, lo studio rivela anche variazioni regionali e demografiche significative nei tassi di mortalità, notando un aumento in alcune fasce di età in Nord America e nell'Europa orientale e tassi più alti del previsto nell'Africa subsahariana per gli adolescenti e le giovani donne.

La pandemia di COVID-19 ha rappresentato il più grande shock per la salute globale degli ultimi decenni, interrompendo bruscamente una tendenza positiva che durava da molto tempo.

La storia del suo impatto sull'aspettativa di vita può essere raccontata in tre fasi distinte.

Il crollo (2019-2021). La pandemia ha causato la prima significativa diminuzione dell'aspettativa di vita globale da decenni. Nel 2021, è scesa a 74,7 anni per le donne e 69,3 anni per gli uomini, cancellando diversi anni di progressi. In quell'anno, il COVID-19 è diventato la prima causa di morte standardizzata per età a livello globale, un evento senza precedenti per una nuova malattia infettiva.

La ripresa (2022-2023). Grazie a vaccinazioni, trattamenti e misure di sanità pubblica, il mondo ha iniziato un rapido percorso di recupero. Già nel 2023, l'aspettativa di vita globale era sostanzialmente tornata ai livelli pre-pandemici del 2019, attestandosi a 76,3 anni per le donne e 71,5 anni per gli uomini.

Il ritorno alla normalità. Entro il 2023, il panorama delle principali cause di morte è tornato alla sua configurazione storica. Il COVID-19 è sceso al 20° posto, mentre la cardiopatia ischemica e l'ictus sono tornate a essere le prime due cause di mortalità a livello mondiale.


Dalle infezioni alle malattie croniche

La storia della salute è la storia di una grande transizione epidemiologica. Abbiamo assistito a uno spostamento epocale nel carico globale di malattia, misurato in DALY (anni di vita corretti per disabilità). Si tratta di una misura che cerca di quantificare il peso reale di una malattia, calcolando non solo gli anni di vita rubati dalla morte prematura, ma anche gli anni vissuti in una condizione di salute non ottimale.

In sostanza, siamo passati dal combattere prevalentemente le malattie trasmissibili a confrontarci con l'ascesa delle malattie croniche.


Il declino delle malattie trasmissibili

La riduzione del peso delle malattie trasmissibili, materne, neonatali e nutrizionali è stata descritta come "uno dei più grandi successi collettivi di sanità pubblica conosciuti".

Tra il 2010 e il 2023, i progressi sono stati notevoli, con cali drastici nei tassi standardizzati per età per alcune delle più grandi minacce storiche per l'umanità.
  • Malattie diarroiche: riduzione del 49,1%
  • HIV/AIDS: riduzione del 42,9%
  • Tubercolosi: riduzione del 42,2%
Queste vittorie, ottenute grazie a vaccini, farmaci, igiene e migliori condizioni di vita, hanno salvato centinaia di milioni di vite.


La nuova sfida: l'ascesa delle malattie non trasmissibili

Mentre le malattie infettive regredivano, un nuovo avversario guadagnava terreno. Le malattie non trasmissibili – condizioni croniche spesso legate allo stile di vita e all'invecchiamento – rappresentano oggi la quota predominante del carico di malattia globale.

Le tre principali malattie per numero di DALY nel 2023 sono state:
  • Cardiopatia ischemica
  • Ictus
  • Diabete
Inoltre, i disturbi che hanno visto il maggior aumento dal 2010 sono stati i disturbi d'ansia, i disturbi depressivi e il diabete, segnalando una crescente crisi di salute metabolica e mentale.

Questo cambiamento radicale nel cosa genera malattie è direttamente collegato a un cambiamento nel perché ci ammaliamo, ovvero un'evoluzione dei principali fattori di rischio per la nostra salute.


I "perché" del cambiamento: i rischi per la nostra salute

Nel 2023, quasi la metà del carico globale di malattie era attribuibile a fattori di rischio noti e spesso modificabili. L'analisi di questi fattori rivela una transizione complessa: stiamo vincendo la battaglia contro molti rischi ambientali storici, ma stiamo perdendo terreno contro una combinazione di rischi metabolici e comportamentali legati al nostro stile di vita moderno.

Siamo diventati più bravi a proteggerci dall'ambiente esterno, per servizi igienici, fonti d'acqua più sicure e possibilità di accesso a strutture per il lavaggio delle mani, ma dobbiamo ancora imparare a proteggerci da noi stessi: aumento di sovrappeso e obesità (+ 10,5%), dell'uso di droghe (+ 8,4%) e della glicemia a digiuno (+ 6,2%). Tuttavia, questa storia globale nasconde una verità scomoda e complessa: i frutti del progresso non sono stati distribuiti equamente.


Le profonde disuguaglianze globali

Il futuro ci pone di fronte a una complessa "sindemia": un'interazione sinergica tra le malattie non trasmissibili (come diabete e cardiopatie), i rischi metabolici e comportamentali (come l'obesità e l'uso di droghe) e le profonde disuguaglianze sociali.

Le sfide di domani richiedono un'azione globale coordinata, non solo per sviluppare nuovi farmaci, ma per affrontare le cause profonde della malattia. Ciò significa ridurre le disparità sanitarie, rafforzare i sistemi sanitari per renderli resilienti a future crisi e promuovere politiche che favoriscano stili di vita sani.

Garantire che i guadagni ottenuti con tanta fatica non vadano persi e che vengano estesi a ogni angolo del pianeta, proteggendo sia gli anziani dalle malattie croniche sia i giovani da nuove minacce, è la grande missione della nostra generazione.