Nuovi sintomi, simili a quelli della sifilide e di altre infezioni sessualmente trasmissibili, potrebbero condurre a diagnosi errate.
Il più grande studio svolto fino ad oggi sul vaiolo delle scimmie mette in evidenza nuovi sintomi, che potrebbero potenzialmente portare a errate diagnosi.
Due articoli del British Medical Journal mettono in risalto la disperata ricerca di migliaia di persone affette dalla sindrome post Covid di trattamenti a costi proibilivi, la cui efficacia non è dimostrata. Tra questi il più richiesto è l’aferesi, nota come “lavaggio del sangue”.
Abbiamo tutti bisogno di speranza, ma la speranza a volte può essere pericolosa. I pazienti con long Covid si stanno recando in cliniche private a Cipro, in Germania e in Svizzera per l'aferesi (filtraggio del sangue) e i farmaci anticoagulanti. Gli esperti si chiedono se questi trattamenti invasivi debbano essere offerti senza che vi siano evidenze sufficienti.
Alcune raccomandazioni per la vaccinazione anti COVID-19 nei pazienti con Parkinson, sclerosi multipla e altre malattie neurologiche.
Per le persone con malattia di Parkinson, sclerosi multipla e neuropatie
Rischio di infezione, ricovero e morte per COVID-19 nelle persone con morbo di Parkinson o parkinsonismo 16 luglio 2022. Eur J Neurol.Risk of SARS-CoV-2 infection, hospitalization and death for COVID-19 in people with Parkinson's disease or parkinsonism over a 15-month period: a cohort study #NOVITÁ L'hazard ratio aggiustato per l'infezione da SARS-CoV-2 era 1,3 (IC 95% 1,04-1,7) in PD e 1,9 (1,3-2,8) nei casi di parkinsonismo rispetto ai controlli. La tendenza è stata rilevata in entrambe le ondate di pandemia. L'hazard ratio aggiustato per l'ospedalizzazione per COVID-19 era 1,1 (IC 95% 0,8-1,7) nelle persone con morbo di Parkinson e 1,8 (IC 95% 0,97-3,1) nei casi di parkinsonismo. Un rischio più elevato di ricovero ospedaliero è stato rilevato nei soggetti con parkinsonismo solo nella prima ondata. Il rischio di mortalità a 30 giorni dopo il ricovero era più alto (p=0,048) nei malati di parkinsonismo (58%) rispetto al parkinson (19%) e ai controlli (26%). Rispetto ai controlli, dopo l'adeguamento per le covariate chiave, le persone con parkinson e parkinsonismo hanno mostrato un rischio più elevato di infezione da SARS-CoV-2 durante i primi 15 mesi della pandemia. Il rischio di ricovero per COVID-19 è aumentato solo nelle persone con parkinsonismo e solo durante la prima ondata. Questo gruppo di pazienti è gravato da un rischio molto elevato di morte dopo l'infezione e il ricovero in ospedale.
Covid-19 dopo vaccino a mRNA in pazienti con sclerosi multipla in terapia 5 maggio 2022. EBioMedicine.Breakthrough SARS-CoV-2 infections after COVID-19 mRNA vaccination in MS patients on disease modifying therapies during the Delta and the Omicron waves in Italy #NOVITÁ 1705 pazienti con sclerosi hanno ricevuto 2 dosi di vaccino m-RNA, a distanza di 21/28 giorni. Di questi, 1508 (88,5%) sono stati sottoposti ad analisi del sangue 4 settimane dopo la seconda dose di vaccino e 1154/1266 (92%) hanno ricevuto la terza dose dopo un intervallo medio di 210 giorni (intervallo 90-342 giorni) dopo la seconda. Durante il follow-up sono state osservate 131 infezioni (33 quando Delta era prevalente e 98 durante Omicron). La probabilità di essere infettati con Delta era associata ai livelli di anticorpi SARS-CoV-2 misurati dopo 4 settimane dalla seconda dose di vaccino (HR=0,57, p <0,001); il ruolo protettivo degli anticorpi è stato preservato durante l'intero follow up (HR=0,57, IC 95%=0,43-0,75, p < 0,001), con una riduzione significativa (HR=1,40, IC 95%=1,01-1,94, p=0,04 ) nei casi Omicron. La terza dose ha ridotto significativamente il rischio di infezione (HR=0,44, IC 95%=0,21-0,90, p=0,025) durante l'ondata Omicron. Questo studio riporta il follow-up clinico dopo la vaccinazione contro Sars-Cov-2 in un ampio campione di pazienti con sclerosi multipla trattati con tutte i Disease Modifying Treatments (DMT), dimostrando che il rischio di infezioni da SARS-CoV-2 è principalmente associato a livelli ridotti di risposta immunitaria umorale virus-specifica, che la terza dose aiuta a ridurre il rischio e che la probabilità di essere infettati dalla variante Omicron è meno influenzata dalla vaccinazione. Malattie neurologiche autoimmuni: efficacia dei vaccini a mRNA e risposta immunitaria 3 maggio 2022. J Neurol.Difference in safety and humoral response to mRNA SARS-CoV-2 vaccines in patients with autoimmune neurological disorders: the ANCOVAX study #NOVITÁ La valutazione della sicurezza dei vaccini a mRNA e dell'effetto delle immunoterapie sul tasso di sieroconversione nei pazienti con condizioni neurologiche autoimmuni (ANC) è rilevante per la pratica clinica. Studio longitudinale su pazienti con ANC vaccinati con due dosi di BNT162b2 o mRNA-1273 tra marzo e agosto 2021. Gli effetti collaterali sono stati valutati 2-10 giorni dopo ciascuna dose. Lo stato neurologico e i livelli di anticorpi sono stati valutati prima della vaccinazione e 4 settimane dopo la seconda dose. Gli operatori sanitari sono serviti come controllo per i livelli di anticorpi. I vaccini a mRNA contro SARS-CoV-2 erano sicuri in un ampio gruppo di pazienti con ANC. Il trattamento anti-CD20 e fingolimod, così come la vaccinazione con BNT162b2, hanno portato a una risposta umorale ridotta.
Raccomandazioni sulla vaccinazione anti-COVID-19 nelle persone con sclerosi multipla (AISM): ultimo aggiornamento 2 marzo Documento elaborato dai membri della Società Italiana di Neurologia (SIN) e dalla Associazione Italiana Sclerosi Multipla (AISM) del Programma Italiano COVID-19 in Sclerosi Multipla (SM) e condiviso dai membri del Gruppo di Studio Sclerosi Multipla di SIN. Le raccomandazioni saranno periodicamente aggiornate in base alle nuove conoscenze scientifiche sulla malattia.
Uno studio di coorte nazionale, retrospettivo e con controlli abbinati svolto in Svezia, ha esaminato l'effetto di una quarta dose di vaccino contro COVID-19 sul rischio di mortalità nei grandi anziani.
L'effetto di una quarta dose di vaccino contro COVID-19 sul rischio di mortalità per tutte le cause negli individui più anziani e fragili non è ancora del tutto conosciuto. Uno studio recentemente pubblicato ha cercato di valutare l’efficacia della seconda dose di richiamo.
Gli autori di uno studio pubblicato sulla rivista Reviews in Medical Virology, esplorano diversi punti controversi sulla gestione della pandemia: dalle strategie di contenimento, all'illusione dell'immunità di gregge, dal difficile accesso a vaccini e terapie nei paesi più poveri, alla temibile e costante evoluzione naturale del virus.
A più di due anni dall'inizio della pandemia di COVID-19, mentre il mondo sta affrontando la nuova ondata di un'altra variante di preoccupazione (VOC) di SARS-CoV-2 e la fine della pandemia non è chiaramente in vista, c'è sufficiente esperienza per impedire ulteriori comunicazioni fallimentari nelle pandemie attuali e future, e per frenare l'erosione della fiducia nella scienza e nell'esperienza.